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Ecco come accedere ai finanziamenti statali per le nuove piscine e strutture sportive al Sud

Un decreto attuativo individua i criteri e le modalità del contributo di 60 milioni per il 2023 riconosciuti dal decreto Pnrr 2

di Andrea Gagliardi

Energia, piscine: "Con queste bollette chiudiamo a dicembre"

2' di lettura

È stato firmato dal ministero del Sud e della Coesione sociale il decreto attuativo che individua i criteri e le modalità del contributo di 60 milioni per il 2023 riconosciuti dal decreto Pnrr 2 per investimenti finalizzati alla installazione di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili a servizio di piscine o infrastrutture sportive nelle regioni meridionali (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Con particolare riguardo ai costi ammissibili, alla documentazione richiesta, alla tipologia di investimenti agevolabili alle procedure di concessione del contributo, nonché alle condizioni di revoca e all’effettuazione dei controlli.

Contributo fino all’80% dei costi ammissibili

Il contributo è riconosciuto, per ciascun soggetto richiedente (le associazioni e le società sportive dilettantistiche, le Federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva), per un importo pari all’80% dei costi ammissibili e in ogni caso nel limite massimo di 1 milione di euro. L’investimento agevolabile deve prevedere la realizzazione di almeno uno dei seguenti interventi: installazione di impianto fotovoltaici o termo-fotovoltaici in assetto di autoconsumo; installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua sanitaria; installazione di pompe di calore a compressione elettriche, in sostituzione di generatori di calore da fonte fossile.

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Le opere agevolabili

I costi ammissibili corrispondono agli investimenti materiali ed immateriali di progettazione, alla fornitura e installazione degli impianti, nonché ai costi delle opere strettamente connesse alla realizzazione degli interventi stessi. Il contributo è riconosciuto al soggetto beneficiario previa procedura di concessione aperta sino all’esaurimento dei fondi stanziati.

I casi di revoca del contributo

Con decreto del direttore dell’Agenzia per la Coesione territoriale (soggetto gestore), da adottare entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del decreto, sono disciplinate le modalità, il contenuto e i termini per la presentazione delle domande di accesso al contributo. Il soggetto gestore dispone la revoca totale o parziale del contributo concesso in caso di irregolarità nelle condizioni di utilizzo del contributo concesso. E in particolare se, tra l’altro: la documentazione prodotta risulti incompleta o irregolare per fatti imputabili allo stesso soggetto beneficiario e non sanabili; il soggetto beneficiario non abbia rispettato la normativa in materia di appalti pubblici, laddove applicabile.


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