Il voto in Germania

Ecco come Afd ha costruito la sua affermazione su Twitter

di Marco lo Conte

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Reuters


3' di lettura

Il 24 settembre potrebbe essere diventato non solo come il giorno in cui l'Adf ha raggiunto il traguardo dell'ingresso nel Bundestag, ma come quello in cui Alternative fuer Deutschland ha iniziato la sua riscossa per conquistare il consenso politico dei tedeschi. Una chance che trova spazio in considerazione di come la formazione di estrema destra ha impostato la sua campagna elettorale utilizzando la rete e i social media in particolare, e di come ha reagito l'elettorato che ha incoronato Afd terzo partito del Parlamento. Ma per capire perché le elezioni di domenica possono rappresentare un punto di partenza per la composita formazione di destra guidata da Alexander Gauland e Alice Weidel, occorre guardare alla rete e osservare più da vicino le abitudini de tedeschi su internet.

Secondo un report dell'università di Oxford e pubblicato di recente da Reuters, la diffusione dei media digitali e off line in Germania ė più sviluppata che negli altri paesi europei ma ciononostante il livello di engagement con le notizie online e con quanto pubblicato sui social media ė inferiore rispetto agli altri partner europei. Un corpus di utenti più maturi, apparentemente, ma con forti differenze in base all'orientamento politico: con i simpatizzanti di destra decisamente più scettici nei confronti dei mezzi di informazione rispetto a quelli di centro o di sinistra. Uno scetticismo profondamente ricambiato sui social: secondo un report di Datamediahub, osservatorio sui media, nel mese di settembre in relazione a Alternative fuer Deutschland ha decisamente prevalso un sentiment negativo su Facebook, con solo il 21% di post positivi e il 29% caratterizzati come neutri.

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Le analogie con le elezioni presidenziali statunitensi, che hanno portato alla Casa Bianca Donald J. Trump non mancano: l'edizione online di Bild parla di account russi e Bot (sistemi automatici di messaggistica) utilizzati durante la campagna elettorale Afd. E Un po' come Trump, denigrati e sottovalutati anche sulla rete i simpatizzanti d AFP hanno utilizzato Twitter per contro attaccare: i simpatizzanti della formazione di destra sono stati in assoluto i più attivi sulla piattaforma nelle ultime settimane prima del voto. Secondo i dati diffusi dall'Osservatorio EuVisions, ogni candidato di Afd ha pubblicato 5,9 post al giorno nei 15 giorni prima delle consultazioni contro i 4,6 dei Verdi, i 3,1 deicandidati di Linke, i 3,1 di quelli dell'Spd, i 2,7 dei candidati liberali e i 2,6 di quelli a Cdu. Ma è ancor più interessante notare come i retweet dei post dei candidati di destra abbiano moltiplicato per otto il traffico di quei post, contro le tre volte dei liberali e le due volte dei socialdemocratici. A settembre insomma, la piattaforma Twitter ė stata inondata di post della destra tedesca xenofoba, anti immigrati e anti euro, fino ad un'affermazione superiore a quanto preventivato alla vigilia. La crisi di Twitter non basta a depotenziare l'impronta di questo fenomeno: la piattaforma non ė piú di moda ma continua ad essere la piú utilizzata dalle èlite culturali e da chi si occupa di media.

Anche per questo il cammino politico di Afd potrebbe essere solo all'inizio. Ora che Angela Merkel dovrà tentare di formare una coalizione, con Liberali e Verdi in pole position come sostituti partner della decaduta Spd, i profili Twitter dei sostenitori di Alternative fuer Deutschland si preparano a diventare ancor più una palestra di opposizione alla Cda, alla sua politica in materia di immigrazione e ed euro condivisione: con Angela Merkel nel centro del mirino politico. Ovviamente in 140 caratteri.

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