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Ecco come è cresciuta la mortalità in Italia con i dati di 19 città

A partire dalla prima settimana di marzo ci sono stati significativi eccessi di mortalità nelle città del Nord Italia che hanno superato anche di due-tre volte i dati della serie storica, ad esempio a Brescia e Milano. Il sistema Sismg permette di avere il dato più aggiornato per 19 città, e l'ultimo rapporto all'11 aprile conferma eccessi di mortalità soprattutto al Nord e, a partire da metà marzo, anche al Sud

di Marina Davoli* e Paola Michelozzi*

(ANSA)

5' di lettura

Leggiamo con soddisfazione che i giornalisti de Il Sole24Ore hanno preso le distanze con un comunicato ufficiale dall'intervento del 17 aprile scorso di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi “L'economia ferma e il dubbio sui decessi in Italia” che mette in dubbio l'eccesso di mortalità in Italia associato all'epidemia di COVID-19, di cui riportiamo il link


Il Sole24Ore si è sempre distinto per serietà e competenza e per la qualità degli articoli pubblicati e crediamo che soprattutto in momenti drammatici come quello che stiamo vivendo sia necessario verificare sempre le fonti dei dati riportate, un elemento fondamentale sia nella ricerca scientifica che nel lavoro di inchiesta giornalistica. Nel caso di questo intervento invece le fonti sono state trattate in modo a dir poco maldestro: i due autori dell'intervento citano l'ISTAT ma forniscono un link non funzionante. È da rilevare inoltre che fino al 18 aprile era presente un ulteriore link, attualmente rimosso, al sito Italiaora in relazione ai decessi del 13 aprile.

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Sembra che i numeri dei decessi sui quali è basato tutto l'articolo, riportati come dati ISTAT, non siano in realtà dati di mortalità osservati, bensì frutto di una proiezione basata su un algoritmo previsionale e di un'analisi sommaria priva di valore scientifico e non verificabile perché non trasparente nei metodi e nelle fonti utilizzate.


Se l'articolo ha utilizzato i dati condivisi di recente da ISTAT estendendo le stime a tutta Italia, sappiamo, come precisato da ISTAT stesso che “al momento, dai dati prodotti dall'Istat non è possibile fare alcuna sintesi dell'incremento dei decessi in Italia (così come nelle regioni e nelle province) nei primi quattro mesi del 2020 e alcun confronto con lo stesso periodo del 2019 perché non sono ancora disponibili i dati di tutti i Comuni italiani”. Riteniamo quindi che tale procedura porti a risultati distorti. Ci aspettiamo quindi una smentita da parte degli autori.

Riteniamo utile riportare in questa sede i risultati del lavoro che il Dipartimento di Epidemiologia del Lazio conduce per conto del Ministero della Salute. Il DEP Lazio gestisce il Sistema rapido di sorveglianza della mortalità giornaliera (SiSMG) nell'ambito del progetto Azione centrale del ministero della Salute – CCM, operativo in 34 città italiane (capoluoghi di regione o città con più di 250,000 abitanti). Si tratta di un sistema unico in Italia incluso tra i registri di rilevanza nazionale (DPCM 3 marzo 2017) e parte dell'importante strumento europeo di sorveglianza EuroMOMO.eu.

I dati del SiSMG sono aggiornati ogni settimana sul sito del Ministero della Salute e pubblicati in un rapporto settimanale per il Ministero della Salute disponibile nell'area dedicata al SISMG sul nostro sito.

Fin dall'inizio dell'epidemia di COVID il SISMG è stato utilizzato per monitorare la mortalità nelle città italiane ed i risultati hanno evidenziato, a partire dalla prima settimana di marzo, significativi eccessi di mortalità nelle città del Nord Italia che hanno superato anche di due-tre volte i dati della serie storica di riferimento (2014-2018), ad esempio nelle città di Brescia e Milano. Il sistema permette di avere il dato più aggiornato per 19 città, e l'ultimo rapporto, con dati aggiornati all'11 aprile, conferma eccessi di mortalità soprattutto al Nord e, a partire da metà marzo, anche al Sud.

Riguardo alla riduzione della mortalità nel periodo pre-COVID, fin dal primo rapporto abbiamo sottolineato un importante fenomeno che si è verificato nel nostro paese nel periodo invernale immediatamente precedente l'epidemia, in cui la mortalità osservata è stata inferiore all'atteso (dati degli ultimi 5 anni) probabilmente a causa dell'intensità medio-bassa della stagione influenzale e per le condizioni climatiche miti dello scorso inverno.

La stagionalità della mortalità giornaliera e i picchi di mortalità associati ad elevate e basse temperature sono fenomeni che si osservano prevalentemente nella popolazione più anziana, sopra i 65 anni ed il fenomeno si accentua con l'età. Per le classi di età più giovani la mortalità giornaliera non mostra invece andamento stagionale.

ANDAMENTO STAGIONALE DELLA MORTALITÀ PER SETTIMANA NELLE CITTÀ ITALIANE

Periodo gennaio 2016 – 17 marzo 2020 (Fonte: Ministero della Salute)

ANDAMENTO STAGIONALE DELLA MORTALITÀ PER SETTIMANA NELLE CITTÀ ITALIANE

Abbiamo sottolineato come questo decremento di mortalità, che è stato quantificato (Michelozzi et al. sottomesso ad una rivista scientifica), ha determinato un temporaneo incremento della popolazione più fragile che si è trovata successivamente esposta all'epidemia di COVID-19.

Per questo, la mortalità nei primi mesi del 2020 non mostra importanti scostamenti rispetto agli anni precedenti. Questo non significa che l'epidemia non abbia avuto un forte impatto sulla mortalità che abbiamo puntualmente documentato, ma soltanto che il decremento invernale, prima dell'epidemia, e l'incremento dei mesi di marzo e aprile, in qualche misura si sono compensati.

Il grafico riportato di seguito, che mostra l'eccesso settimanale cumulato per le città nel nord conferma entrambi i fenomeni della sotto-mortalità dell'inverno 2020 e dell'incremento della mortalità associato all'epidemia di COVID-19. Difatti, da ottobre a febbraio la mortalità è stata inferiore all'atteso (-840 decessi al 3 marzo) mentre, dal 4 marzo al 7 aprile, è stato stimato un eccesso di 3,464 decessi, per un eccesso complessivo, al netto della riduzione precedente (calcolata sul periodo 2 ottobre – 7 aprile), pari a 2,624 decessi. Un numero tutt'altro che trascurabile, anche se basato solo su 10 delle città del Nord.

MORTALITÀ SETTIMANALE - NORD
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Un importante aspetto che vorremmo sottolineare è che l'impatto osservato sulla mortalità, pur avendo riguardato prevalentemente la fascia più fragile della popolazione, quella molto anziana con patologie croniche, ha interessato anche la popolazione adulta (15-64 anni). Se pensiamo che una persona di 60 anni in Italia ha una speranza di vita di 25 anni , questo significa che la sua morte prematura riduce l'attesa di vita dell'intera popolazione. E questo impatto moltiplicato per tutti i decessi prematuri, si traduce in un numero di anni di vita persi che forse, più dei decessi, potrà fornire un dato rilevante dell'impatto di questa epidemia.

E' da sottolineare gli eventi osservati dal SISMG sono i decessi per tutte le cause; in questo modo è possibile ridurre gli effetti di misclassificazione delle cause di morte (i.e. decesso per o con COVID-19) e della relativa eterogeneità geografica e temporale. Non si può escludere, infatti, che la paura di recarsi in pronto soccorso da parte dei cittadini, soprattutto nelle prime fasi dell'epidemia, oltre ad avere un effetto positivo sulla riduzione degli accessi inappropriati, possa aver indotto un minor ricorso alle cure anche per condizioni come infarto acuto del miocardio o ictus. L'ipotesi è in corso di verifica con appropriati disegni di studio epidemiologico.

Un'ulteriore criticità riguarda l'uso strumentale dei dati di mortalità che gli autori fanno per prendere posizione contro il lockdown. Riteniamo infatti che, considerati i numerosi limiti dei dati presentati nell'articolo, non sia giustificata una presa di posizione così netta. A partire dal secondo rapporto del SiSMG si osserva un rallentamento della crescita dei decessi nelle città del Nord. Questo fenomeno andrà confermato nei prossimi giorni, ma suggerisce una potenziale efficacia delle misure di contenimento nel ridurre la circolazione del virus, il suo numero di riproduzione e quindi di infezioni, e, con una latenza di qualche settimana, la mortalità. Questo fenomeno può anche spiegare l'impatto contenuto in termini di mortalità nelle città del Sud, dove il virus è arrivato con circa due settimane di ritardo, quando le misure di contenimento erano già in atto.

Alla luce del dibattito in corso sui potenziali effetti a lungo termine sulla salute dell'epidemia di COVID-19 e delle relative misure di contenimento, il Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera del ministero della Salute si conferma essere uno strumento molto utile non solo nel breve termine, ma anche a lungo termine, per monitorare gli effetti sia diretti che indiretti dell'epidemia di COVID-19.

Alla luce di quanto esposto, chiediamo di invitare gli autori a riconsiderare alcune delle loro affermazioni includendo nella valutazione della mortalità durante l'epidemia in corso anche i dati ufficiali del SiSMG, non da ultimo citando le fonti in modo più adeguato e trasparente.

* Dipartimento di Epidemiologia del SSR-Regione Lazio

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