SIF – STRATEGY INNOVATION FORUM

Ecco come l'intelligenza artificiale cambierà il modo di fare impresa

Come l’Ai cambierà il mercato del lavoro? Il rapporto dell'Università Ca' Foscari ha preso in considerazione oltre 180 studi. Sarà presentato il 4 settembre

di Gianni Rusconi

Intervista a Massimo Antonelli, Ceo Ey Italia

Come l’Ai cambierà il mercato del lavoro? Il rapporto dell'Università Ca' Foscari ha preso in considerazione oltre 180 studi. Sarà presentato il 4 settembre


3' di lettura

L'appuntamento è fissato per venerdì 4 settembre presso il Campus Economico San Giobbe dell'Università Ca' Foscari, quando andrà in scena lo Strategy Innovation Forum organizzato dallo storico veneziano. L'evento, oltre che un forte segnale della voglia di “rivincita” di Venezia (l'inondazione di novembre 2019 e la pandemia di Covid 19 hanno ridotto le presenze turistiche nella città lagunare di 13,2 milioni di unità, per un totale di circa tre miliardi di mancati incassi), sarà l'occasione per parlare di nuove tecnologie nell'ambito della presentazione del rapporto “Gli impatti di AI e di Blockchain sui modelli di business” realizzata da Carlo Bagnoli, professore ordinario di innovazione strategica e fondatore e ideatore del SIF. Il rapporto ha preso in considerazione oltre 180 studi in argomento ed è entrato nel merito dei cambiamenti che le due tecnologie in questione hanno apportato al modo di fare impresa, di gestire le risorse e ai processi aziendali.

I settori maggiormente interessati

Tre, si legge nella nota che accompagna la ricerca, sono i settori sui quali impatterà maggiormente l'intelligenza artificiale e nello specifico il manifatturiero, il retail e la sanità. In tutti e tre i comparti si può ipotizzare una completa automazione dei lavori attualmente svolti dall'uomo in un futuro non troppo lontano. Il 16% delle fonti esaminate, più nel dettaglio, parla di un aumento dell'ottimizzazione delle linee di produzione attraverso la creazione di sistemi di smart manufacturing, e quindi macchinari dotati di nuove capacità cognitive e di apprendimento e in grado di migliorare il monitoraggio, l'auto-correzione dei processi e l'aumento della manifattura on-demand. Il mondo del retail, invece, sfrutterà le funzionalità offerte dall'AI (e dalla blockchain) per offrire prodotti e servizi più personalizzati, incrementare l'engagement del cliente e aumentare le vendite, lavorando sulle preferenze in sede di acquisto online dei consumatori.

Il settore sanitario, infine, registrerà i maggiori impatti e farà propri strumenti per monitorare lo stato di salute dei pazienti (sia negli ospedali sia presso le abitazioni private) attraverso dispositivi in grado di raccogliere e comunicare i dati biometrici. I pazienti, a loro volta, potranno poi controllare i propri esami tramite smartwatch allacciati ai polsi e contribuire in modo determinante al rilevamento più rapido e preciso dei dati sanitari e a una diagnostica più attendibile.“Le aziende che per prime adotteranno le nuove tecnologie integrandole nelle proprie strategie aziendali – spiega in proposito Bagnoli - creeranno un gap competitivo difficilmente colmabile dalle altre”. Tesi ampiamente caldeggiata da molti esperti e suffragata dai numeri: secondo Gartner, infatti, il 59% delle aziende non ha ancora formulato vere e proprie strategie di intelligenza artificiale, “ma ormai è chiaro che questa tecnologia produrrà i maggiori cambiamenti nel mondo del business con un contributo potenziale di 15 trilioni di dollari dell'economia mondiale 2030”, conclude ancora Bagnoli.

Gestire meglio clienti, logistica e risorse umane.

I benefici legati all'adozione dell'AI sono noti e anche lo studio dell'Università Ca' Foscari li ribadiscono. Le nuove modalità di interpretare e analizzare i dati dei clienti, per esempio, permettono alle aziende di progettare con precisione la domanda e raggiungere i clienti in target con una comunicazione personalizzata. L'engagement, di conseguenza, aumenta sfruttando interazioni tramite chatbot e assistenti virtuali che possono guidare il processo di acquisto. I prodotti, e anche questo è un tema più che dibattuto, saranno sempre più personalizzati, grazie all'integrazione automatica e in tempo reale dei feedback degli utenti nella fase di design. L'AI, si legge inoltre nel rapporto, apre la strada a significativi cambiamenti anche nella gestione dei rapporti con i fornitori ed è una consuetudine riscontrata nel 12% delle fonti analizzate.

Come? Velocizzando per esempio le comunicazioni lungo tutta la supply chain e consentendo la decentralizzazione delle reti logistiche e riducendo i costi di trasporto. Ancora più rilevanti, infine, sono gli impatti dell'intelligenza artificiale nell'ambito delle applicazioni dedicate alle risorse umane: nel 23% dei casi analizzati, infatti, si rilevano sostituzioni degli operatori umani da parte di macchine intelligenti e riduzioni dell'errore umano e degli infortuni sul lavoro. Sensibili miglioramenti, infine, sono attesi anche nei processi interni: in un caso su quattro si riscontrano incrementi di efficienza nella gestione del magazzino grazie alla riduzione di sprechi e scorte inutili, nei tempi di raccolta e invio degli ordini alla produzione e nella qualità della diagnostica delle macchine grazie alla maggiore disponibilità di informazioni. L'AI, infine, agirà anche sui processi esterni, intervenendo proattivamente sulla riduzione dei costi di trasporto identificando tragitti meno costosi e migliorando le analisi di mercato permettendo di incrociare i dati di domanda e offerta in tempo reale, aumentando l'efficienza nel controllo delle fasi di acquisto e di vendita e riducendo il time to market.

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