allarme dei sindacati

Ecco come le più grandi saline d’Italia rischiano di diventare francesi

di Vincenzo Rutigliano


Italia svende sale, 1 Kg Himalayano vale 19 volte Italiano

3' di lettura

BARI - Le saline di Margherita di Savoia – estese per 4mila ettari, le più grandi di Europa, le seconde al mondo – potrebbero passare di mano e finire sotto il controllo della multinazionale francese Salins, leader commerciale nel Vecchio Continente con impianti estrattivi anche in Spagna, siti produttivi in Tunisia e con in Italia la proprietà, al 100%, di Cis (Compagnia Italiana Sali) spa, con sede a Porto Viro (Ro).

GUARDA IL VIDEO / Italia svende sale, 1 Kg Himalayano vale 19 volte Italiano

A temere questo epilogo – sollevando così il dossier di quella che potrebbe essere l’ennesima cessione di asset ed aziende strategiche italiane a gruppi stranieri - sono i 150 dipendenti di Atisale, la spa controllata da Salapia Sale, concessionaria fino al 2029 (la proprietà è del demanio statale) delle saline di Margherita di Savoia, nella Bat (Bari, Andria, Trani), e di Sant’Antioco, in Sardegna (le due saline hanno un giro di affari annuo di circa 30 milioni di euro).

PER SAPERNE DI PIU’ / I colossi europei del sale in corsa per Atisale, con le più grandi saline del continente

La multinazionale francese – grazie ad una procedura contestata dai sindacati – si sarebbe aggiudicata, per 5,4 milioni di euro, la gara indetta da Mps per la cessione dei crediti per 16,7 milioni concessi al gruppo Salapia-Atisale. A garanzia di quei crediti vennero rilasciate, nel 2011, fidejussioni e pegni sul 100% di azioni Atisale e sul 77,44% di azioni Salapia. Escutendo quelle garanzie – questo il timore delle Rsu aziendali dello stabilimento di Margherita di Savoia – la Salins acquisirebbe il controllo delle due società e otterrebbe così, una posizione dominante nel mercato nazionale del sale alimentare controllando il primo produttore italiano di questo bene. Si creerebbe cioè – denunciano i sindacati in due documenti ufficiali inviati anche al premier Giuseppe Conte, ai vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e alla regione Puglia – una posizione dominante, con gli impianti di Puglia e di Sardegna dedicati alla sola fornitura del prodotto, mentre in quello Cis di Porto Viro si farebbero le lavorazioni, proprio perché sito strategico, dal punto di vista logistico, essendo più vicino alle zone di maggior vendita del prodotto, cioè il centro nord.

I sindacati temono dunque chiusure, cambi organizzativi e l’arrivo di nuove maestranze. E poi nel mirino c’è la gara per la cessione dei crediti alla quale hanno partecipato, tra le altre, due cordate: quella di Salapia con alcuni imprenditori locali del settore che ha offerto 5,6 milioni con l’apporto della R&F srl, e la Groupe Salins con 5,4. Nonostante la maggiore offerta della prima cordata, Mps «avrebbe preferito» i francesi – si legge in una nota che R&F ha indirizzato al Mise, al Mef, al ministro del Sud e al ministero degli Interni – non tenendo conto che il gruppo Salapia aveva fatto pervenire più proposte alla banca senese, per la chiusura della debitoria, da ultimo ad aprile 2018, con il pagamento integrale e dilazionato del debito.

Dopo tale proposta – denuncia R&F – «il gruppo non ha mai ricevuto alcuna risposta da Mps che invece ha dato il via alla gara, senza avvisare il proprio debitore» e vi ha invitato non solo operatori esclusivamente finanziari, ma anche industriali, «in particolare proprio i concorrenti diretti di Atisale».

Su tutta la querelle qualche dettaglio in più arriva dalla pubblicazione, sulla Gazzetta ufficiale, dell’avviso di cessione dei crediti da Mps ad Azzurra SPV srl, società veicolo per la cartolarizzazione. Questa srl, vi si legge, è titolare dei crediti ceduti pro-soluto (cioè senza garanzia della solvenza del debitore ceduto), incluse le garanzie reali e personali, e ha conferito alla Centrotrenta Servicing spa di Milano l’incarico di procedere all’incasso, ed al recupero, delle somme dovute. Ma interpellata da Il Sole 24 Ore, la srl Azzura ha invocato la riservatezza, mentre Centrotrenta Servicing non ha risposto.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...