verso il 4 marzo

Ecco come possono votare gli italiani che si trovano temporaneamente all’estero

di Francesca Milano

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2' di lettura

Manca ancora più di un mese alle elezioni politiche, eppure c’è già una scadenza molto vicina: quella per gli italiani che si trovano temporaneamente all’estero per motivi di lavoro, di studio o di cure mediche. La legge 6 maggio 2015 n.52 ha infatti modificato la normativa sul voto all’estero, prevedendo la possibilità di votare per corrispondenza per gli elettori che si trovano temporaneamente fuori dall’Italia per un periodo di almeno tre mesi nel quale è compresa la data delle elezioni. Per poter esprimere il proprio voto, però, questi elettori (e i loro familiari conviventi) devono inviare un modulo al Comune di residenza.

Il tempo stringe: come ricorda il ministero dell’Interno, «il modello deve pervenire al Comune entro e non oltre il trentaduesimo giorno antecedente la data di svolgimento della consultazione, e cioè entro il 31 gennaio 2018». Con questa richiesta, in pratica, gli elettori che si trovano temporaneamente in un altro Stato possono essere ammessi a votare nella circoscrizione estero insieme con gli italiani residenti all’estero iscritti all’Aire. Nel modello va indicato anche il motivo per cui ci si trova all’estero: è possibile scegliere tra studio, lavoro, cure mediche o in servizio (opzione valida per chi lavora nelle Forze armate e nelle Forze di polizia e si trova temporaneamente all’estero per lo svolgimento di missioni internazionali).

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Per tutti questi soggetti la modalità ordinaria di espressione del voto è quella per corrispondenza: non più tardi del ventiseiesimo giorno antecedente la data della consultazione, ossia del 6 febbraio, il ministero dell’Interno dovrà consegnare al ministero degli Esteri i modelli delle schede elettorali, che verranno poi stampate dalle rappresentanze diplomatiche e consolari e spedite agli elettori della circoscrizione estero. La legge n. 459/2001 prevede che gli uffici consolari debbano spedire i plichi «con il sistema postale più affidabile e, ove possibile, con posta raccomandata, o con altro mezzo di analoga affidabilità». La busta deve essere spedita non oltre diciotto giorni prima della data stabilita per le votazioni in Italia, cioè non oltre il 14 febbraio. Nel plico gli elettori all’estero troveranno il certificato elettorale; le schede e la relativa busta piccola, e una busta grande affrancata con stampato l’indirizzo dell’ufficio consolare competente; un foglio esplicativo delle modalità di voto.

Agli italiani residenti all’estero il plico contenente la scheda elettorale va spedito entro il 14 febbraio

Le schede votate dagli elettori all’estero arrivano per posta agli uffici consolari che a loro volta li spediscono in Italia mediante la cosiddetta «valigia diplomatica accompagnata». I plichi arrivati in Italia vengono poi presi in consegna dall’ufficio centrale per la circoscrizione estero, istituito presso la Corte d’appello di Roma, dove verranno aperti e scrutinati.
Le operazioni di scrutinio dei voti degli italiani all’estero iniziano alle 23 di domenica 4 marzo.

Secondo l’ultima rilevazione del ministero (datata giugno 2017) gli elettori residenti all’estero sono in totale 4.261.313, di cui 2.213.822 uomini e 2.047.491 donne. La maggior parte di loro si trova in Stati extra Ue (2.538.399), mentre solo 1.722.914 sono in Europa. Gli elettori all’estero provengono soprattutto dalla Sicilia (637.676), dalla Campania (420.402) e dal Lazio (376.958).

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