EUROPACITY A PARIGI - INTERVISTA

Ecco come sarà l’hotel del futuro: più social e meno luxury

di Paola Pierotti

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2' di lettura

Da domani non sarà un ristorante con uno chef stellato, né una spa esclusiva, né una piscina in quota con vista sulla città, né una location incontaminata, a far parlare di sé un hotel davvero speciale. Non basterà nemmeno la firma di una star dell'architettura internazionale, né il brand di una catena ben posizionata a scala globale.

“Gli hotel del futuro usciranno dall'immaginario comune che li associa a strutture che hanno il proprio fulcro nelle stanze da letto. Il vero valore sarà dato dai servizi, dagli spazi di condivisione e di convivialità dove sarà possibile spendere il proprio tempo libero, lavorare, riposare, fruire di tutta una serie di optional che riflettono le domande della società contemporanea”.

Alfonso Femia architetto fondatore di Ateliers Alfonso Femia ne ha parlato nella settimana del design milanese nell'ambito del format “Hotel Rewind”, ospite dell'evento space&interiors promosso da FederlegnoArredo. Lo studio guidato da Femia si è aggiudicato all'inizio del 2018 un maxi-concorso internazionale per progettare un hotel di quasi 500 stanze in un'area di espansione della capitale francese, Europacity, non lontano dall'aeroporto Charles de Gaulle, entro il perimetro della Grand Paris.

L'atelier italiano ha vinto una delle otto gare ad inviti per realizzare un hotel a tre stelle nell'ambito di un nuovo pezzo di città di 80 ettari di superficie complessiva, promosso da una compagine privata guidata da Immochan, divisione immobiliare del gruppo Auchan, e dal gruppo cinese Dalian Wanda, con un investimento di 3,1 miliardi di euro. Nell'ambito delle linee guida fissate dal masterplan curato dallo studio danese BIG – Bjarke Ingels con i locali L35, Femia ha progettato l'hotel inserendosi in un sistema artificiale di colline verdi, all'uscita di una nuova stazione della metropolitana.

Cosa sarà? “Un'attrezzatura metropolitana che si adatta alle esigenze di viaggiatori che manifestano costantemente esigenze uniche e in evoluzione, con spazi generosi e collegamenti interni orizzontali e verticali – racconta l'architetto – che accoglierà al piano terra una serie di funzioni in stretta relazione con la città, con una grande corte e con il vicino parco”, in una continua osmosi tra interno ed esterno, pensato per ospiti, viaggiatori e city-user.

“Il mix funzionale di un hotel deve riecheggiare il vivere dinamico, interpretare la condizione del viaggio di chi si sposta continuamente per incontrare altre persone, lavorare, organizzare eventi. Ecco che l'hotel può essere davvero lo spazio più sperimentale e innovativo – commenta Femia – per studiare soluzioni inedite, pensando alla qualità del tempo che si trascorre in queste strutture, che sono altro rispetto a casa propria”.

L'hotel di Femia sarà pronto nel 2025, intorno già dal prossimo anno inizieranno i lavori anche per realizzare un circo contemporaneo, un acquario, un centro culturale dedicato al cinema e altri hotel. Uno sarà legato al tema dei bambini, un altro ancora sarà dedicato ad un centro congressi. Quando i render diventeranno realtà, Europacity sarà una tappa da non perdere. Per dormire (e non solo) ci sarà l'hotel made by italians, “Affordable chic”.

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