L’archistar al lavoro

Ecco come sarà il nuovo ponte di Genova nel progetto di Renzo Piano: 43 lampioni a vela per ricordare le vittime

di Nicoletta Cottone

Ecco come sarà il nuovo Ponte di Genova ideato da Renzo Piano


2' di lettura

Quarantatrè lampioni, uno per ogni vittima del crollo del ponte Morandi di Genova del 14 agosto. Steli altissimi che si illumineranno formando una vela e si accenderanno ogni notte per non dimenticare chi quella tragedia l’ha pagata con la vita mentre andava al lavoro, in vacanza o a fare acquisti. Una sorta di memoriale sospeso fra due sponde. È il ponte scaturito dalla creatività dell’archistar e senatore a vita Renzo Piano, 81 anni il 14 settembre, che nell’idea di ponte donata ieri alla sua Genova ha anche previsto l’intera riqualificazione dell’area.

Idee donate gratuitamente alla sua città perché da quel 14 agosto non è riuscito a «pensare ad altro», perché la città ritrovi «orgoglio e riscatto». Un nuovo regalo, quello di Piano, che già aveva fatto la stessa cosa dopo la tragedia del crollo della Torre piloti. Un ponte che sia anche una «sintesi della genovesità».

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Nessuna struttura domina la carreggiata
Il plastico presentato ieri al commissario per l’emergenza e governatore della Regione Liguria Giovanni Toti non ha niente a che vedere con il vecchio viadotto. Ha una linea pulita, con una striscia d’asfalto semplice, sostenuta da tanti pilastri che ricordano la prua di una nave, senza strutture che dominano la carreggiata come invece era il ponte Morandi. Campate corte, tranne quelle sopra i binari ferroviari, che saranno invece un po’ più allungate. Diversa dal progetto che avrebbe nel cassetto Autostrade per l’Italia, concessionaria della tratta, che sta studiando la costruzione di un nuovo ponte in acciaio. Secondo Piano non ci saranno tempi record per la ricostruzione: «credo nei tempi giusti, bisogna fare presto ma non in fretta».

Sarà un’opera corale
Piano ha tenuto a chiarire che quella del nuovo ponte sarà «un’opera corale e non intendo sostituirmi a nessuno, né agli ingegneri né agli architetti che saranno chiamati per concorso a lavorare sul contesto urbano».

Sotto un parco e spazio agli incubatori di imprese
Nell’idea di ponte dell’archistar che ha costruito capolavori in tutto il mondo - dal centro Georges Pompidou di Parigi allo Shard, la scheggia di 87 piani di Londra, fino all’Auditorium Parco della musica di Roma - c’è da ripensare tutta l’area della Val Polcevera. Sotto il ponte vede «uno spazio vuoto e dunque un parco. Ma nel parco e tutto intorno ci dovrebbero essere incubatori di imprese, residenze, start up». Questo perché sia anche segno di rinascita, «occasione di riscatto per la città che in questi anni ha fatto poco», come ha detto al Sole24ore.com.

Renzo Piano dona a Genova “Un'idea di ponte”: sotto un parco e incubatori per startup

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