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Ecco i concorsi a cattedra: 24mila posti per i precari, 38mila per i neolaureati

Ma solo i primi possono sperare in una cattedra a settembre. Domande al via dal 28 maggio. Chi supera le selezioni, dovrà rimanere nella sede di assegnazione per almeno cinque anni

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

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Ma solo i primi possono sperare in una cattedra a settembre. Domande al via dal 28 maggio. Chi supera le selezioni, dovrà rimanere nella sede di assegnazione per almeno cinque anni


4' di lettura

L’attesa è finita: nella scuola ripartono i concorsi. Sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale (Serie speciale Concorsi ed esami n. 34 del 28 aprile 2020) i tre bandi che mettono in palio, complessivamente, 61.863 posti, dall’infanzia alle superiori. Ma gli unici aspiranti insegnanti che possono sperare in un’assunzione già a settembre sono i 24mila precari con 3 anni di servizio che parteciperanno al concorso «straordinario» atteso ad agosto. Tempi più lunghi per le altre due selezioni «ordinarie» aperte anche ai neolaureati: quello da 25mila posti per medie e superiori e quello da 12.863 per infanzia e primaria. Ma vediamo nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere per presentare le domande a partire dal 28 maggio.

Il concorso straordinario

Al bando possono partecipare gli insegnanti precari, non abilitati, con 3 anni di servizio alle spalle (anche non consecutivi) negli ultimi 12. E almeno uno dei tre deve essere svolto nella classe di concorso per la quale ci si candida. Secondo i primi calcoli del ministero sono circa 77mila i possibili candidati. La domanda si presenta in un’unica regione dal 28 maggio al 3 luglio. Ci si può candidare sia per il sostegno sia per il posto comune, ma occorre versare un contributo di 40 euro per ciascuna procedura.
La selezione consiste in una sola prova scritta (massimo di 80 punti) più la valutazione dei titoli (massimo 20 punti, di cui 3 per una laurea magistrale o vecchio ordinamento e un punto per ciascun anno di servizio). La prova scritta, computer based, è composta da 80 quesiti a risposta multipla (quattro opzioni, di cui una sola corretta), e ha una durata pari a 80 minuti.
Per i posti comuni, gli 80 quesiti sono così suddivisi: competenze disciplinari relative alla classe di concorso/tipologia di posto richiesta: 45 quesiti; competenze didattico/metodologiche: 30 quesiti; capacità di lettura e comprensione del testo in lingua inglese: 5 quesiti. Il concorso si supera con 56/80, corrispondente ai 7/10 citati dalla legge.

L’abilitazione

A chi ottiene 56/80, ma non rientra nei 24mila posti messi a concorso, viene offerto un “paracadute”. Cioè potrà partecipare a una procedura, ugualmente straordinaria, per conquistare almeno l’abilitazione all’insegnamento (per il ruolo poi si dovrà comunque superare un concorso). Alla stessa procedura, sempre facendo domanda dal 28 maggio al 3 luglio, può partecipare chi ha tre anni di servizio nelle scuole, statali o paritarie (si supera con 7 decimi) e ha pagato l’obolo di 15 euro.
La procedura abilitante consiste in una prova scritta, sempre computer based, di 60 quesiti a risposta multipli in 60 minuti. Così suddivisi: competenze disciplinari relative alla classe di concorso: 40 quesiti; competenze didattico/metodologiche: 20 quesiti. Superano la prova chi ottiene almeno 42 punti su 60.

I concorsi ordinari
I concorsi ordinari sono due. A quello per medie e superiori possono partecipare gli abilitati, ma anche i semplici laureati purché in possesso dei 24 Cfu nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. A quello per infanzia e primaria possono iscriversi anche i diplomati magistrali ante 2001/2002. La domanda si presenta (anche qui in un’unica regione) dal 15 giugno al 31 luglio, pagando un contributo di segreteria di 10 euro. In entrambi i casi vanno superati gli scritti (a medie e superiori gli scritti sono due, a infanzia e primaria, uno) e l’orale, oltre a una preselezione regionale dove i candidati superano di 4 volte i posti a concorso.
Per queste due selezioni se ne parlerà però a ottobre . Vista la natura «ordinaria» delle prove i tempi per arrivare alla loro assunzione già l’anno prossimo non ci sarebbero stati.

I prof con la valigia
Sia che abbiano i requisiti per il concorso straordinario sia che abbiano appena conseguito la laurea in una delle classi di concorso utili a insegnare gli aspiranti prof devono mettere in conto di spostarsi. Come abbiamo raccontato sul Sole 24Ore di lunedì 27 aprile, oltre metà delle 61.863 cattedre a disposizione è ubicata al Nord - dove del resto già da anni si registrano i vuoti maggiori - e le domande di partecipazione, come abbiamo visto, sono regionali. Una volta vinta la selezione e ottenuta l’immissione in ruolo i vincitori dovranno restare cinque anni nella sede di assegnazione prima di poter chiedere il trasferimento.

Il possibile antidoto alla «supplentite»
Se si riuscisse realmente a svolgere le prove ad agosto, nelle sedi decentrate indicate dal bando, e i vincitori venissero immessi in ruolo a settembre, dai concorsi arriverebbe un primo argine alla”supplentite” tipica di ogni inizio anno. Che altrimenti arriverebbe a quota 200mila incarichi annuali. Un disagio in più in vista della riapertura di settembre che tra cantieri da aprire e chiudere a tempo di record, distanze da rispettare e misure di sicurezza da applicare già si annuncia complicata.

Per approfondire:
Quanto guadagnano gli insegnanti in Italia e in Europa

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