la tabella per i calcoli

Ecco cosa c’è scritto nella delibera sui vitalizi, dal calcolo dei tagli al salva-assegni

di Nicoletta Cottone


Taglio ai vitalizi, ecco su quali basi gli ex deputati faranno ricorso

2' di lettura

Cinque articoli, sette pagine, compresa la tabella con i coefficienti di trasformazione. La delibera n. 14 con cui l’Ufficio di presidenza della Camera ha approvato il taglio dei vitalizi degli ex parlamentari detta la tabella di marcia e le modalità della sforbiciata agli assegni degli ex deputati. Per gli altri i vitalizi sono stati aboliti già dal 2011, sostituiti da una pensione calcolata con metodo contributivo. Una delibera fortemente voluta dal M5S che ne ha fatto un cavallo di battaglia. Decorrerà dal 1° gennaio 2019 e modificherà gli importi dei vitalizi diretti e di reversibilità e le quote dei trattamenti pro rata diretti e di reversibilità.

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Ecco come funziona la rideterminazione degli assegni
La rideterminazione degli assegni viene effettuata moltiplicando il montante contributivo individuale per il coefficiente di trasformazione legato all'età anagrafica del deputato alla data della decorrenza dell'assegno vitalizio o del trattamento previdenziale pro rata. I coefficienti sono nell’allegato alla delibera.

ALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA N. 14/2018
Coefficienti di trasformazione per anno di decorrenza del trattamento previdenziale

Gli assegni non possono superare il trattamento attuale
Gli assegni rideterminati non possono comunque superare l'importo dell'assegno vitalizio. È, per esempio, il caso di due ex deputati, Massimo D’Alema (vitalizio di 9.893 euro lordi che ricalcolato salirebbe a 10.142 euro) o di Gianfranco Fini (vitalizio da 10.631 euro che ricalcolato arriverebbe a 11.929 euro lordi). Il valore di riferimento è il vitalizio di un deputato che abbia svolto il mandato parlamentare nella sola XVII legislatura, rivalutato per il coefficiente di trasformazione corrispondente all'età anagrafica di 65 anni vigente alla data del 31 dicembre 2018. È previsto un aumento della metà dell’ammontare minimo se la rideterminazione riduce l’importo in misura superiore al 50% rispetto all'importo dell'assegno vitalizio.

La clausola per chi non ha altri redditi
La delibera ha accolto un emendamento del vicepresidente della Camera Ettore Rosato (Pd): l'Ufficio di Presidenza, su proposta del Collegio dei questori, può incrementare fino a un massimo del 50% i vitalizi rideterminati per chi non ha altri redditi annui di ammontare superiore alla misura annua dell'assegno sociale o per chi sia affetti da patologie gravi o siano invalidi al 100 per cento.

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