dopo la denuncia al gamer st3pny

Ecco cosa deve fare uno youtuber per essere in regola col Fisco

di Nicoletta Cottone


Denunciato lo youtuber Sp3pny: per la Gdf ha evaso un milione

3' di lettura

Un celebre gamer di Fiesole che gestisce il terzo canale italiano di YouTube è stato accusato dalla Gdf di aver evaso un milione di euro fra ricavi e versamenti Iva. Ne parliamo con Benedetto Santacroce, avvocato ed esperto tributarista del Sole 24 Ore.

Per fare chiarezza cosa deve fare uno youtuber per essere in regola col Fisco?
«Gli youtuber viaggiano online e l’attività che viene svolta sembra incontrollabile. Ora è stato messo il mostro in prima pagina, ma il problema è che un'attività che genera ricavi regolari va dichiarata. Nel vincolo fra agenzia di pubblicità e youtuber si forma un ricavo di natura stabile. E questo va dichiarato. Il problema di fondo è come deve essere dichiarato. In questa vicenda che ha preso i titoli dei giornali si è data anche un’informazione errata.

GUARDA IL VIDEO – Ecco cosa deve fare uno Youtuber per essere in pace col Fisco

Sembrava che il giovane youtuber non dichiarasse nulla. In realtà ha sbagliato a dichiarare i redditi. Nel momento in cui sono redditi stabili doveva dichiararli come redditi professionali perché regolari. Probabilmente li dichiarava come “diversi”, quindi come redditi commerciali occasionali. Fra le altre ci possono essere vari modi in cui uno youtuber viene remunerato, anche per la sola creazione dei video. Per stare in regola lo youtuber, se gli introiti sono stabili, deve aprire una partita Iva. E deve gestire anche il carico legato all’Iva che nell’ipotesi di dichiarazione “redditi diversi” non esiste. Bisogna quindi distinguere un’ipotesi occasionale da una professionale. E in questo caso aprire una partita Iva, dei registri e gestire l’operazione».

GUARDA IL VIDEO – Youtuber: cosa fare se il Fisco vi ha fatto un verbale

Cosa deve fare uno youtuber per regolarizzare la sua posizione?
«Ci sono due soluzioni e due posizioni diverse: c'è chi ha già una contestazione del Fisco e chi non ce l’ha. Se c'è un verbale di contestazione è necessario sistemare la situazione con un ravvedimento operoso. Ai fini delle imposte dirette è una regolarizzazione prevalentemente formale. È necessario pagare un differenziale con sanzioni ridotte. Questo però nel caso in cui la dichiarazione sia stata presentata dallo youtuber. In questo caso la regolarizzazione riguarderebbe solo le imposte dirette e non le indirette. Per l’omessa dichiarazione Iva invece c’è un problema in più. La regolarizzazione non è semplice perché la situazione è anomala e non si può fare riferimento alla pace fiscale che non c'è. Si dovrà andare verso una regolarizzazione in contradditorio con l'ufficio. Ottenendo una riduzione delle sanzioni. Un suggerimento è acquisire anche i costi che il soggett0 attualmente non deduce dal reddito».

GUARDA IL VIDEO – Sharing economy sotto il mirino del Fisco: ecco come essere in regola

Chi invece non ha una contestazione Iva?
«Chi svolge attività stabile, ma non ha una contestazione, può aprire una posizione Iva. E regolarizzare gli anni pregressi in forma agevolata».

Molte attività della sharing economy potrebbero essere solo sotto la lente del Fisco. Non è solo un problema che riguarda gli youtuber, ma quante altre situazioni sul web?
«Le attività commerciali che sono nate sul web sono di ogni genere e non riguardano solo il web in quanto tale, ma tutte le attività connesse alle nuove economie da piattaforma. Come Blablacar , B&B, Uber, piuttosto che strutture con piattaforme strutturate. La piattaforma determina una pre-tassazione, ma non è sufficiente. Attenzione: l'attività sul web è tracciata ed è sotto l'occhio del Fisco. Il Fisco potrebbe monitorarle. Il discrimine è fra attività commerciali occasionali e stabili.

Le attività occasionali si dichiarano come redditi di natura diversa. Ma quando il reddito diventa stabile il Fisco diventa aggressivo, sia in termini di adempimenti, sia di recupero. Attenzione nelle linee guida della Guardia di finanza e dell’amministrazione finanziaria c’è il controllo continuo del web. Quindi se poniamo in essere operazioni stabili c'è una tassazione. Bisogna aprire una partita Iva, bisogna lavorare come un'impresa. I professionisti del web devono assumere una posizione chiara col Fisco. La normativa dovrebbe distinguere meglio ciò che è occasionale e ciò che è professionale. Ma se c’è un contratto di pubblicità che ti paga è un'attività stabile. E va sotto l’egida del reddito professionale. E in questo caso si può dedurre anche il computer utilizzato per il lavoro».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...