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Ecco il “docente esperto”: 9 anni di formazione, stipendio +15%, vincolo di sede per 3 anni

A regime un contingente di 32mila insegnanti esperti, in media 4 per ogni scuola, che possono contribuire a migliorare l’offerta formativa complessiva. Pd e sindacati chiedono di cancellare la misura, Iv e Fi di modificarla.

di Claudio Tucci

Vincenzo Schettini, il prof tiktoker che insegna la fisica sui social

2' di lettura

Con il decreto Aiuti Bis il governo Draghi, rispondendo alla Commissione europea, prova a introdurre un po’ di (vera) carriera per i docenti. Non è la prima volta che un esecutivo tenta di differenziare le retribuzioni degli insegnanti (che oggi crescono solo per anzianità), ma i vari tentativi negli ultimi 20 anni, da Berlinguer alla Buona Scuola di Renzi, sono tutti naufragati. E anche adesso una fetta dell’attuale maggioranza (Pd in testa) si mette di traverso, e chiede la cancellazione della norma. Altri partiti (Fi e Iv) robuste modifiche. Ma vediamo bene, grazie anche alla relazione tecnica al dl Aiuti Bis, come funziona l’intervento.

L’una tantum strutturale di 5.650 euro

La misura del decreto Aiuti Bis prevede che i docenti di ruolo che abbiano conseguito una valutazione positiva per tre percorsi formativi triennali consecutivi possono maturare il diritto ad un assegno ad personam di importo pari a 5.650 euro annui lordi, che si sommano al trattamento stipendiale. Si tratta di risorse pari a un incremento del 15% dello stipendio medio. A questi insegnanti viene attribuita la qualifica di “esperto”. Ai docenti che accedono alla qualifica di “docente esperto” per il primo anno scolastico, limitatamente al periodo settembre-dicembre, viene riconosciuto un importo pari ai 4 dodicesimi dell’assegno annuale sopra indicato di euro 5.650. Al fine di evitare effetti di onerosità di carattere pensionistico e previdenziale, spiega la relazione tecnica, ai fini pensionistici e previdenziali le disposizioni operano con effetto sulle anzianità contributive maturate a partire dalla data di decorrenza del beneficio economico.

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Vincolo triennale in cattedra

Il docente qualificato esperto è tenuto a rimanere nella istituzione scolastica per almeno il triennio successivo al conseguimento della qualifica di “esperto”.

A regime un contingente di 32mila docenti esperti

Il decreto Aiuti Bis, come ha spiegato il ministro Patrizio Bianchi, consente di istituire, a regime, un contingente di 32mila docenti esperti (8mila l’anno dal 2032/33 al 2035/36), creando così, all’interno di ciascuna istituzione scolastica, un nucleo di insegnanti (in media 4 per ogni scuola) che possono contribuire a migliorare l’offerta formativa complessiva.

I criteri di valutazione e selezione

In sede di prima applicazione, nelle more dell’aggiornamento contrattuale, si applicano i seguenti criteri di valutazione e selezione: media del punteggio ottenuto nei tre cicli formativi consecutivi per i quali si è ricevuta una valutazione positiva; in caso di parità di punteggio diventa prevalente la permanenza come docente di ruolo nella istituzione scolastica presso la quale si è svolta la valutazione e, in subordine, l’esperienza professionale maturata nel corso dell’intera carriera, i titoli di studio posseduti e, ove necessario, i voti con cui sono stati conseguiti.

Il legame con la nuova formazione incentivata

Il meccanismo del docente “esperto”, ha chiarito sempre Bianchi, non sostituisce il bonus una tantum già previsto dalla legge 79, ma si aggiunge. In pratica funzionerà così: ogni anno, all’esito del ciclo formativo triennale di formazione, una platea compresa tra 40mila e 70mila docenti potrà conseguire il bonus una tantum. Dopo l’espletamento di tre cicli formativi, quindi a partire dall’anno scolastico 2032/2033, i docenti che hanno conseguito tre valutazioni positive potranno accedere alla qualifica di docente esperto che determina il beneficio economico permanente.


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