la ricerca in italia

Ecco i due vaccini italiani al test sull’uomo e lo Stato potrà diventare azionista

Italia in prima fila nella corsa al vaccino. Nel decreto agosto saranno stanziati i fondi con i quali il Governo potrà entrare nel capitale sociale di aziende italiane che lavorano a cure anti-Covid

di Marzio Bartoloni

La ricercatrice di Oxford: vaccino sicuro? Serve test più ampio

Italia in prima fila nella corsa al vaccino. Nel decreto agosto saranno stanziati i fondi con i quali il Governo potrà entrare nel capitale sociale di aziende italiane che lavorano a cure anti-Covid


3' di lettura

Sono due i vaccini per il Covid, italiani al 100%, che stanno entrando nella fase delicata della sperimentazione sull’uomo con test effettuati nel nostro paese. A quello sviluppato dall'azienda biotech Reithera con il sostegno del Governo, del Cnr e della Regione Lazio, il cui test sui primi 90 volontari è stato autorizzato pochi giorni fa dall'Aifa, si aggiunge quello prodotto da Takis e Rottapharm Biotech che comincerà presto la sperimentazione. L’Italia è dunque in prima fila nella corsa al vaccino con due possibili candidati tra gli oltre 40 in sperimentazione nel mondo (tra questi anche quello sviluppato da Oxford con l’aiuto dell’azienda italiana Irbm). Il Governo grazie ai fondi stanziati nel decreto agosto potrà anche entrare nel capitale sociale di queste aziende, diventandone dunque azionista.

Il vaccino di Reithera già ai test sull’uomo

È di pochi giorni fa l’annuncio che l’Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato la sperimentazione di fase I sul vaccino anti-Covid prodotto dall‘azienda bio-tecnologica italiana ReiThera che ha i suoi laboratori alle porte di Roma guidata dal ceo Antonella Folgori cofondatrice dell’azienda e da Stefano Colloca responsabile dello sviluppo tecnologico. Lo studio, che prevede l'arruolamento di 90 volontari sani e sarà condotto nelle prossime settimane all'Istituto nazionale per le malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e al Centro Ricerche Cliniche Verona, è già stato valutato positivamente dall'Istituto superiore di sanità e ha ottenuto il parere favorevole del Comitato etico dello Spallanzani. Si tratta di uno studio di fase I che ha l'obiettivo di valutare la sicurezza e l'immunogenicità (la capacità cioè di provocare una risposta immunitaria al virus) del vaccino «GRAd-Cov2, basato su un vettore adenovirale e rivolto contro il Coronavirus 2 responsabile della sindrome respiratoria acuta grave (Sars-Cov1). «GRAd-Cov2», ha già dimostrato di essere sufficientemente sicuro ed immunogenico nei modelli animali.

Il secondo vaccino Takis-Rottapharm

Il secondo candidato vaccino made in Italy è quello prodotto da Takis e Rottapharm Biotech. I test sull’uomo saranno coordinati dalla Asst di Monza con l'Università di Milano Bicocca, e si terranno insieme ad altri 2 centri italiani. La sperimentazione sull'uomo sarà condotta presso il Centro di Ricerca di Fase 1 della Asst di Monza, diretto dalla professoressa Marina Cazzaniga, e coinvolgerà in questa fase iniziale 80 volontari sani, che saranno portati fino a 200 nella cosiddetta Fase 2 immediatamente successiva. La piattaforma è molto innovativa, anche dal punto di vista clinico, spiega Paolo Bonfanti, Professore Associato di Malattie Infettive dell'Università di Milano Bicocca. «Il vaccino è innovativo perché, a differenza di altri attualmente in sperimentazione, non utilizza per la produzione di anticorpi un vettore virale, per esempio un adenovirus inattivato, ma è costituito da un frammento di DNA che, una volta iniettato nel muscolo stimola una reazione immunitaria (sia di tipo anticorpale che cellulare) che previene l'infezione. Questa piattaforma tecnologica assicura inoltre la ripetibilità della vaccinazione se la risposta non fosse duratura».

Lo Stato azionista delle aziende a caccia del vaccino

Sono 44 le sperimentazioni in corso nel mondo sui vaccini, come riportato nell'ultimo aggiornamento del monitoraggio dell'Iss al 27 luglio, e di questi il 36% è nella fase 1 mentre il 43% in una fase 1/2. A partecipare a questa “gara” internazionale sono diversi paesi nel mondo, con la Cina che ha avviato ben 15 test. Per dare una spinta alla ricerca di un vaccino anti-Covid tutto italiano la bozza del decreto agosto in arrivo sul tavolo del consiglio dei ministri prevede la creazione di un fondo per le emergenze nazionali di altri 580 milioni per il 2020 e 300 per il 2021 di cui «80 milioni per l'anno 2020 e 300 milioni per l'anno 2021» per «la ricerca e sviluppo e l'acquisto di vaccini e anticorpi monoclonali prodotti da industrie nazionali, anche attraverso l'acquisizione di quote di capitale a condizioni di mercato». Sarà un decreto dei ministeri dell’Economia, della Salute e dello Sviluppo economico, su proposta del commissario straordinario, a disciplinare l'acquisto delle quote di capitale.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti