tecnologia e motorsport

Ecco l’atelier dove nascono le Citroën da Rally

di Massimo Mambretti


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2' di lettura

Per scoprire come sono costruite le Citroën C3 che partecipano al mondiale rally siamo andati alle porte di Versailles. Ovviamente, non a quelle della reggia, bensì nella zona di Satory. Qui, accanto a una base militare e a un’industria di armamenti, ha sede dal 2015 anche Psa Motorsport. È il reparto, un vero atelier dedicato alla ricerca delle prestazioni in cui nascono le vetture da corsa dei marchi del gruppo transalpino che, eccezion fatta per Ds che gareggia nei grand prix cittadini a emissioni zero della Formula E, si sporcano vesti e ruote alla Dakar e nei campionati mondiali rallycross con Peugeot e rally con Citroen.

Le filosofie che scandiscono l’attività dei trecento specialisti che lavorano dietro la facciata vetrata della factory di Satory sono: competenza, condivisione, esperienza, razionalità e sinergia. Infatti, le C3 Wrc di Citroën Racing sono frutto dell’impegno di tutti tecnici della struttura. Insomma, ad eccezione per la cinquantina di tecnici che le segue sui campi di gara, nessuno di loro è dedicato a un marchio, a un’auto o a una specialità. È un iter che si basa su logiche e tempistiche precise, amalgamate dalla molla della passione e da processi meticolosi di progettazione, sviluppo e collaudo.

Questa miscela, nel corso degli anni, ha portato in dote a Citroën Racing otto titoli mondiali rally, quattro affermazioni alla Dakar e altrettanti campionati iridati turismo in pista e, nel contempo, alle vetture da strada del brand soluzioni nate nelle corse. Le più recenti sono le sospensioni con smorzatori idraulici progressivi della C4 Cactus, destinate a conciliare il dinamismo con confort.

Ogni componente della C3 Wrc nasce nei computer degli ingegneri dell’asettico ufficio progettazione. È la mente di Citroën Racing, mentre il cuore pulsante è costituito da laboratori, officine e area di assemblaggio e di totale rinnovamento delle vetture dopo ogni gara. Per la cronaca ogni equipaggio ne ha a disposizione due: una corre e l’altra viene rialzata, come è definita nel mondo delle corse la rigenerazione. Nella zona dell’assemblaggio freni, sospensioni, sterzo, rete elettrica, cambio e motori sviluppati negli atelier dedicati si sposano agli chassis, derivati da quelli delle C3 stradali, e alle carrozzerie parzialmente realizzate in carbonio e kevlar. Tutte le parti sono definite in funzione delle condizioni del percorso in cui gareggeranno le vetture. Particolare attenzione è dedicata al motore di 1,6 litri turbo da 380 cv, che deve durare almeno 1.500 chilometri. La delibera prevede l’impiego di un’unità da testare al banco per 4.000 chilometri in una camera stagna (che permette di simulare anche la rarefazione dell’aria in altitudine) e, poi, di un motore per la vettura dei test.

Proprio mentre lasciavamo Satory ne abbiamo sentita una in azione di fronte a Citroën Racing, sul percorso che alterna tratti asfaltati con sterrati massacranti utilizzato anche dai suoi vicini di casa per testare i mezzi militari. È strategico anche per i tecnici di Citroën Racing per verificare rapidamente ogni componente della C3 Wrc prima che venga impiegata nei rally in giro per il mondo.

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