LA RICERCA

Ministri e sottosegretari, ecco l’identikit di chi ha governato l’Italia

L'età, il genere, la città di provenienza e il titolo di studio di ministri e sottosegretari restituiscono l'identikit della nostra classe politica. Un progetto nato dalla collaborazione tra Pagella Politica e Il Sole 24 Ore

di Riccardo Saporiti

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L'età, il genere, la città di provenienza e il titolo di studio di ministri e sottosegretari restituiscono l'identikit della nostra classe politica. Un progetto nato dalla collaborazione tra Pagella Politica e Il Sole 24 Ore


4' di lettura

Uomo, nato a Roma, una laurea in legge e avvocato di professione, giura a 52 anni e mezzo. E ha davanti a sé poco più di un anno di governo. È questo l'identikit di ministri e sottosegretari che emerge consultando il dataset che Pagella Politica ha messo a disposizione del Sole24Ore e che pubblichiamo su Lab24.

Poco meno di 5mila righe rese fruibili con una ricerca che si ispira a Google oppure con un database interrogabile in maniera più tradizionale, a scelta per l’utente.

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• Lab24/ Tutti i governi italiani dal dopoguerra ai raggi X

I dati raccontano la storia della politica italiana dal giuramento del secondo governo De Gasperi, a metà luglio del 1946, fino al secondo esecutivo presieduto da Giuseppe Conte, anche lui appunto avvocato. E che a breve verrà aggiornato con i componenti del Governo Draghi, ora in formazione.

Una storia che si declina quasi tutta al maschile. E non soltanto perché la cerimonia della campanella, l'atto che segna l'insediamento di un nuovo governo, non ha mai visto una donna protagonista. In 75 anni di storia della Repubblica, infatti, solo 319 dei 4.864 presidenti, ministri e sottosegretari che hanno giurato al Quirinale erano donne. Una percentuale pari al 6,56% del totale quando, stando agli ultimi dati Istat, le donne rappresentano il 51,29% dell'attuale popolazione italiana.

Anche quando al governo sono entrate, però, alle donne sono stati preclusi alcuni ruoli chiave. Solo tre le responsabili degli Interni (Rosa Russo Jervolino, Anna Maria Cancellieri, Luciana Lamorgese), altrettante le delegate agli Esteri (Susanna Agnelli, Emma Bonino, Federica Mogherini) e alla difesa (Roberta Pinotti nei governi Renzi e Gentiloni ed Elisabetta Trenta). Mai nessuna donna, invece, a capo di un ministero economico. Al contrario, invece, il dicastero delle Pari opportunità è sempre stato a guida femminile.

Il governo con la maggiore rappresentanza femminile è quello che si è appena dimesso, che aveva un 33,8% di ministre e sottosegretarie. Record negativo invece al primo esecutivo guidato da Mariano Rumor, che ne aveva appena l'1,2%. Nella storia della Repubblica ci sono poi dieci governi composti esclusivamente da uomini. Tra questi il peggiore è il Rumor II che, nonostante avesse attribuito 87 deleghe, non trovò posto nemmeno per una donna.

Vero e proprio outlier, in questo senso, è Franca Falcucci, che tra il 1976 ed il 1987 ha fatto parte di 12 esecutivi, prima come sottosegretaria all'Istruzione, poi promossa ministra con il Fanfani V e rimasta tale con i Craxi I e II ed il Fanfani VI.

Geograficamente parlando, è Roma la città che ha visto per più volte un proprio cittadino giurare al Quirinale. Sono nati o cresciuti nella capitale 407 fra ministri e sottosegretari (nella ricerca non viene considerata sempre la città di nascita ma quella dove il politico è cresciuto o si è formato). Seguono Milano con 173 e Napoli con 153.

È però la Lombardia la regione che ha visto più incarichi di governo (582), contro gli appena 4 della Valle d'Aosta. Il che del resto non stupisce, dacché si tratta rispettivamente della regione più popolosa d'Italia e di quella con meno abitanti. Quest'ultima ha infatti più o meno gli stessi residenti della sola città di Bergamo.

Come detto, oltre a essere stati principalmente uomini romani, i governanti italiani avevano in comune la laurea in Legge. Sono infatti 2.207 su un totale di 4.864 persone che hanno giurato al Quirinale (alcune più volte) quelle laureate in Giurisprudenza. Si tratta del 45,37% del totale. Tra le facoltà meno rappresentate, nel senso che hanno visto solo una persona al governo, Informatica, Scienze motorie e Storia dell'arte.

Fatte queste premesse, giocoforza la professione più diffusa è l'avvocato, svolta da 1.131 dei 4.864 ministri e sottosegretari che a vario titolo hanno governato l'Italia. Ma in tre quarti di secolo il Paese ha visto avvicendarsi nell'esecutivo anche un agente immobiliare, un'atleta, un critico d'arte, una designer, una dirigente di comunità, un enologo, una manager di risorse umane, un questore, una show-girl e un tecnico di volo.

Come detto, l'età media all'atto del giuramento era di poco superiore ai 52 anni. Il più giovane a giurare fu Vincenzo Cavallari, che divenne sottosegretario al Tesoro nel secondo governo De Gasperi a 26 anni, 8 mesi e 8 giorni. Il più anziano, invece, Paolo Savona, delegato agli Affari europei nel Conte I, dopo aver guidato il dicastero dell'Industria nel governo Ciampi, ad 81 anni, 8 mesi e 9 giorni.

Tra le donne il record di giovinezza va a Giorgia Meloni, chiamata a far parte del Berlusconi IV come ministra delle Politiche giovanili a 31 anni e 4 mesi. Mentre la più anziana fu, con il governo Dini, Susanna Agnelli, scelta come ministra degli Esteri a 72 anni, 3 mesi e 7 giorni.

A prescindere da genere, età, titolo di studio e provenienza geografica, in media ciascuno di questi incarichi é durato in media 389 giorni. Ovvero, poco più di un anno. Ma questo apre tutta una ulteriore serie di discussioni che peró non trovano risposta nei dati.

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