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Coronavirus, Mattarella ha firmato il decreto. Ecco la nuova lista dei settori che restano aperti

Riduzione delle attività nella produzione della carta e nei call center, sì alle agenzie per il lavoro, stop fino al 3 aprile alla fabbricazione di macchine per l’agricoltura

di Carmine Fotina e Giorgio Pogliotti


Coronavirus, ecco come funziona la nuova Cig d’emergenza

3' di lettura

Limitata l’attività dei call center, della fabbricazione di carta, articoli in materie plastiche e ingegneria civile. Stop totale alla fabbricazione di corde, articoli in gomma, macchine per l’agricoltura e per l’industria alimentare. Via libera invece alla fabbricazione di confezioni in vetro per alimenti, di batterie e pile, di macchine automatiche per l’imballaggio. Disco verde anche per le agenzie di somministrazione. Sono le novità scaturite dall’intesa tra Governo e sindacati sulle modifiche all’elenco delle attività produttive considerate indispensabili per il Paese, che possono continuare a rimanere aperte nel corso dell’emergenza coronavirus.

Nella tarda serata di mercoledì il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto del governo che contiene, appunto, le nuove misure restrittive per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Le novità sono contenute nell’allegato del decreto ministeriale con la nuova lista delle attività essenziali, che corregge e integra il Dpcm del 22 marzo, del ministero dello Sviluppo economico e del ministero dell’Economia, che fa scattare dal 26 marzo la sospensione di attività per le produzioni non indicate nell’allegato al Dpcm. Mentre dal 29 marzo dovranno essere chiuse le attività non indicate nel nuovo allegato al decreto ministeriale. In entrambi i casi l’apertura è fissata per il 3 aprile.

E’ questo l’esito del videoconfronto tra il ministro Stefano Patuanelli (Mise) e i leader di Cgil, Cisl e Uil, che già martedì notte avevano raggiunto una pre-intesa, dopo la discesa in campo del premier Giuseppe Conte che si era appellato al senso di responsabilità del sindacato, anche se questa mattina si sono svolti ugualmente gli scioperi indetti dai metalmeccanici della Lombardia e del Lazio.

Sul tavolo le attività escluse dalla chiusura
Oggetto del contendere è l’allegato al Dpcm dello scorso 22 marzo che autorizza le attività per 87 produzioni, corrispondenti ad altrettanti codici Ateco, escluse dalla chiusura disposta per due settimane dal Governo con l’obiettivo di contenere la diffusione del coronavirus. Per Cgil, Cisl e Uil la lista di attività autorizzate era troppo ampia, in diverse realtà produttive sono iniziati gli scioperi dei lavoratori, preoccupati di poter essere contagiati, di qui la decisione del Governo di avviare la trattativa a distanza con Cgil, Cisl e Uil. «Abbiamo identificato e convenuto con il Governo importanti modifiche all'elenco delle attività produttive indispensabili in questa fase per il paese», spiegano i sindacati.

Sulle deroghe i prefetti consulteranno i sindacati
Uno dei nodi critici, è la possibiltà di tenere aperta una attività se funzionale alla continuità delle filiere strategiche, attraverso una comunicazione al prefetto, che secondo i sindacati avrebbe originato un gran numero di deroghe alla chiusura. «Il Governo - spiegano Cgil, Cisl e Uil - si è impegnato, attraverso il ministero dell'Interno a dare indicazioni ai Prefetti di consultare le organizzazioni sindacali territoriali, rispetto alle autocertificazioni delle aziende. Il Governo si e' anche impegnato a contattarci, per definire le attività' indispensabili nel comparto della difesa e aerospazio».

Stop produzione carta da parati
Nel settore della carta scatta lo stop alla produzione di carta da parati. Il settore dei call center resta aperto con l’esclusione delle attività in uscita (outbound) e dei servizi telefonici a carattere ricreativo. Limiti anche alla fabbricazione di prodotti chimici.

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