ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa guerra in Europa

Aiuti militari, al via il volano europeo. Ecco i paesi che mandano a Kiev materiali e armi

La reazione occidentale dinanzi all'invasione russa dell'Ucraina si avverte su due fronti. Da un lato la Nato ha deciso di rafforzare la sua presenza sul fianco orientale. Dall’altro molti paesi hanno deciso di mandare aiuti a Kiev. Ecco quali

di Beda Romano

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3' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – La reazione occidentale dinanzi all'invasione russa dell'Ucraina si avverte su due fronti. Da un lato, la Nato ha deciso di rafforzare la sua presenza sul fianco orientale. Dall'altro, molti paesi hanno deciso di mandare a Kiev materiale logistico, aiuto sanitario e anche armi difensive. Sul fronte europeo, oltre a segnalare aiuti nazionali, tra cui anche quello della Germania, tradizionalmente restia in questo campo, notevole è l'uso innovativo del volano comunitario.

I Ventisette stanno negoziando l'uso della European Peace Facility. Quest'ultimo strumento è una posta finanziaria fuori dal bilancio, ma finanziata da tutti i paesi membri. Spiegava stamani, domenica 27 febbraio, un funzionario europeo: “Questo strumento verrà utilizzato per acquistare materiale militare e umanitario da inviare in Ucraina. È necessaria l'unanimità. I paesi membri neutrali daranno il loro consenso attraverso una astensione costruttiva”.

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Si tratta di “una svolta in termini di politica estera europea”, secondo lo stesso funzionario comunitario. L'ipotesi verrà discussa quest'oggi dai ministri degli Affari Esteri. Lo European Peace Facility (o Strumento europeo per la pace in italiano) è nato ufficialmente nel marzo del 2021 ed è dotato per il periodo 2021-2027 di circa 5,6 miliardi di euro.

A Bruxelles, funzionari comunitari sono ottimisti su una decisione unanime dei Ventisette. L'impianto giuridico dello European Peace Facility permette sia di finanziare aiuti ex novo che di utilizzare il denaro per rimborsare aiuti nazionali. In ogni caso, i governi devono decidere all'unanimità (i paesi membri sono in questo frangente le uniche autorità di bilancio). Non è ancora chiaro quanto denaro potrà essere mobilitato. Questo aspetto è oggetto di negoziato.

Nel frattempo, secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles e in altre capitali, oltre una ventina di governi occidentali ha deciso di offrire il proprio aiuto (tra cui almeno 18 paesi dell'Unione europea, ha precisato oggi il funzionario comunitario). Qui di seguito, una lista (non esaustiva e in continua evoluzione) del materiale messo a disposizione di Kiev dai paesi europei. La strategia rivela una certa coesione tra i Ventisette, sulla scia delle recenti sanzioni comunitarie contro Mosca.

Tra i paesi dell'Ovest, l'Olanda ha detto di voler mandare 3.000 elmetti da combattimento e 2.000 giubbotti balistici con relative piastre di armatura; 30 rilevatori di metallo e due robot per il rilevamento di mine terrestri e marine; due sistemi radar di sorveglianza terrestre e cinque sistemi radar di localizzazione delle armi; 100 fucili da cecchino con un totale di 30mila munizioni. Altri 200 missili antiaerei sono stati preannunciati.

Il Belgio sta fornendo a Kiev 2mila mitragliatrici e 3.800 tonnellate di carburante, mentre la Francia ha parlato del prossimo arrivo di armi difensive. Anche la Germania si sta dando da fare dopo avere mandato nelle scorse settimane 5mila elmetti, provocando il sorriso di molti. Il governo federale ha appena autorizzato l'invio di 500 missili e 1.000 mortai anticarro. La cautela, riflesso della storia tedesca, rimane, ma lo sforzo c'è e si tocca con mano.

Sul fronte baltico, l'Estonia ha annunciato l'invio di missili anticarro, e di mortai oltre che di ospedali da campo. Il paese ha poi rafforzato la sua cooperazione con Kiev per meglio contrastare gli attacchi cibernetici. La Lettonia ha promesso missili antiaerei, e così ha fatto anche un altro paese baltico, la Lituania.

Tra i paesi dell'Europa centrale, va segnalata la Repubblica Ceca che ha inviato anch'essa munizioni, questa volta per un valore di 1,5 milioni di euro. Altre armi per un totale di 7,6 milioni di euro sono attese a breve. Anche la Polonia ha promesso munizioni difensive. La Slovacchia ha invece annunciato l'invio di forniture mediche e due kit per lo sminamento, del valore di 1,7 milioni di euro.


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