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Ecco la pellicola antimicrobi che mantiene frutta e verdura piu' fresche

di Maria Teresa Manuelli


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3' di lettura

Frutta fresca più a lungo? Questione di mimetismo. Una start up americana prova ad allungare la vita di frutta e verdura ingannando i microrganismi che ne provocano il deterioramento, mimetizzando il cibo. Apeel Sciences, di base a Santa Barbara (California), ha inventato una pellicola edibile, chiamata appunto Edipeel, che riveste gli alimenti vegetali ed è in grado proprio di ‘ingannare' i parassiti.

Si tratta di una barriera invisibile, insapore, commestibile e durevole per ricoprire i prodotti ortofrutticoli e che può prolungare di cinque volte la loro shelf life. Come racconta il fondatore James Rogers, laureato in Scienza dei Materiali e Ingegneria, nonché in Ingegneria Biomedica, sul blog Internet, la pellicola è realizzata partendo da scarti vegetali e sottoprodotti derivanti dalla catena dell'agricoltura biologica e solitamente gettati, come foglie o gambi eliminati dopo la raccolta. Da questi Apeel Sciences estrae dei microelementi che combina per ottenere delle formule che fungono da veri e propri ‘camouflage' molecolari in grado di confondere gli aggressori. Grazie a questo rivestimento naturale gli alimenti diventano irriconoscibili e quindi meno interessanti per i parassiti. Il rivestimento ultra sottile convince infatti funghi, muffe, batteri e insetti che quello non si tratta di cibo. Allo stesso tempo, la pellicola controlla l'ossidazione e la dispersione di acqua e gas, rallentando così sia la decomposizione sia la perdita di sapore. “Le temperature elevate, le ammaccature e l'esposizione all'ambiente circostante contribuiscono al deterioramento di frutta e verdura prima che questi arrivino al consumatore”.

Grazie alla Edipeel, invece, gli alimenti si preservano perfettamente integri. L'invenzione si applica sui frutti appena raccolti, mediante spray o immersione o spennellatura a seconda dei metodi di produzione industriale ed esiste in formulazioni diverse per i diversi vegetali da trattare. “Il nostro prodotto di protezione post-raccolta Edipeel – proseguono dall'azienda – è stato testato con successo con prove sul campo. Dal 2017 verrà utilizzato da coltivatori e produttori selezionati prima di aprire definitivamente il mercato. Con questo speriamo di contribuire alla diminuzione dello spreco alimentare, che è la molla che ha fatto nascere tutta l'idea”. Da una semplice ricerca su Google, infatti, Rogers aveva capito che la causa principale del deterioramento dei vegetali è l'ossidazione e la perdita di acqua. Al punto che negli Usa oltre un terzo viene buttato in discarica prima ancora che arrivi al consumatore. “Non è la carenza di prodotti freschi la causa della fame nel mondo – afferma Rogers –, ma la cattiva gestione di ciò che produciamo”.

L'azienda ha allo studio anche un secondo prodotto da utilizzare prima della raccolta, Invisipeel, che funziona sullo stesso principio ‘ingannatore' per i microrganismi, in modo che questi non attacchino le coltivazioni. Ugualmente è realizzato partendo da scarti delle colture biologiche e ha lo scopo di evitare l'uso di pesticidi in agricoltura.
“I pesticidi tradizionali – spiegano dall'azienda – funzionano da agenti citotossici, che avvelenano sia i batteri patogeni sia quelli benefici, funghi e insetti. Anche questa pellicola è basata sull'idea che batteri, funghi e insetti identificano le sorgenti di cibo attraverso il riconoscimento di specifiche molecole che vengono prodotte dalla superficie di frutta e verdura. Invisipeel opera sulle superfici con uno strato ultra sottile di molecole chimicamente contrastanti, rendendo gli alimenti irriconoscibili ai parassiti. Applicando uno strato microsottile di pellicola sulle piante, le colture si mimetizzano contro questi agenti biotici, fornendo protezione alle colture alimentari senza bisogno di pesticidi tradizionali”. Invisipeel al momento è ancora in fase di ricerca e sviluppo e sarà disponibile dopo le dovute prove sul campo e l'approvazione di Usda (il Dipartimento dell'agricoltura) e Fda (Food and Drug Administration).

Chiaramente gli ostacoli da superare prima di commercializzare entrambi i prodotti su larga scala sono molteplici, a cominciare dal prezzo ancora troppo caro per i coltivatori. Senza contare che si dovrà vincere poi la diffidenza dei consumatori. La start up è però fiduciosa sul successo dei due ritrovati, anche perché ha appena ricevuto un investimento di 33 milioni di dollari da un gruppo di partner e fondi per proseguire nel lavoro.

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