Societa

Ecco perché nel 2019 cresceranno le Corporate Academy digitali

di Franco Amicucci


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(kasto - stock.adobe.com)

3' di lettura

Sono passati diversi anni da quando, nel 1957, Enrico Mattei fondò la Scuola Superiore sugli idrocarburi, che sarebbe diventata poi Eni Corporate University. Negli ultimi anni molte sono state le imprese italiane che si sono munite di quelle che possiamo definire delle vere e proprie università aziendali. Le Corporate Academy sono spesso dotate di una propria autonomia societaria e sono operative non solo nel mercato interno della formazione del personale; spesso, infatti, risultano in grado di fornire servizi formativi all'intero ecosistema di relazione dell'organizzazione di appartenenza, dai clienti ai fornitori, con una crescente attenzione al mondo giovanile, allo scopo di formare figure spesso rare nel mercato del lavoro.
La TIM Academy, ad esempio, ha da poco sviluppato il primo MOOC (Massive Open Online Course) realizzato da un'azienda privata in Italia, fruibile da tutti gratuitamente online e incentrato sul mondo delle telecomunicazioni; OVS invece, all'interno della sua Academy, ha organizzato lo Store Management School con diploma ed Open Badge, la certificazione digitale fornita grazie alla collaborazione con Bestr, del Cineca, il consorzio interuniversitario composto da 70 università italiane. È inoltre appena nata la Dallara Academy, con la volontà di collaborare con le Università del MUNER (Motorvehicle University of Emilia-Romagna) per la formazione degli ingegneri del domani.
Nel mondo bancario ed assicurativo sono ormai consolidate esperienze come quella di UBI Academy, la Corporate University del Gruppo UBI Banca e di UNICA, la Corporate Academy del gruppo Unipol; Generali, sulla stessa linea, si è dotata della Generali Group Academy.
Molte sono le organizzazioni che si stanno predisponendo a lanciare la Corporate Academy nel 2019. Il Gruppo API lancerà a breve la sua nuova Corporate Academy, rivolta sia alla sua rete distributiva che al mondo dei giovani, così come Iccrea è in procinto di avviare la sua nuova Academy digitale per rispondere ai bisogni formativi sorti dalla fusione del mondo del credito cooperativo.
La Fondazione Italia Cina, durante la manifestazione del decennale della sua Scuola di Formazione Permanente, alla presenza dell'Ambasciatore italiano in Cina Ettore Sequi e del Console Generale cinese Song Huefeng, ha lanciato la nuova Academy Digitale, realizzata in collaborazione con Skilla; questa Academy ha lo scopo di formare anche a distanza professionisti, imprese e rappresentanti delle istituzioni sul modo in cui si possa avere relazioni e sviluppare business con il mondo cinese.
Cosa spinge le organizzazioni a passare dal tradizionale ufficio formazione con modalità di erogazione tradizionale a nuove modalità di gestione caratterizzate da modelli di formazione permanente, prevalentemente digitali, erogati ad una molteplicità di soggetti interni ed esterni attraverso la costituzione di Corporate Academy a forte impronta digitale?
Due le principali motivazioni. La prima si lega alla necessità di estendere la propria platea di utenti: non si parla solo di dipendenti, ma anche di fornitori, clienti e giovani che necessitano di formazione su skill e professionalità specifiche dell'azienda; questo accade quando si incontrano difficoltà nel reperimento nel mercato del lavoro di figure altamente professionalizzate o per professionalità di nicchia (che l'università non riesce a formare). La seconda motivazione, invece, deriva dalla necessità di far fare un salto di qualità all'offerta formativa interna; questo avviene principalmente in una fase di profondi cambiamenti e di conseguente necessità di re-skilling di ampie fasce di popolazione aziendale: al centro vi è quindi la necessità di formare in tempi brevi tutto il personale sulle nuove competenze digitali, su fintech, industria 4.0 e su altre tematiche introdotte dall'avvento della rivoluzione digitale.
La forte caratterizzazione digitale delle nuove Academy aziendali appare evidente dal monte ore complessivo di formazione erogata in modalità digitale che risulta prevalente rispetto alla formazione d'aula. Ad esempio, nel 2017, delle 505 mila ore di formazione che Bnl ha erogato, il 52% è in eLearning.
Le stesse modalità di certificazione sono sempre più digitali, con la modalità degli Open Badge o dei Blokcerts e con i primi segnali di utilizzo della Blokchain anche in campo educativo.
Tra le modalità digitali, oltre alla modalità eLearning, si stanno sempre più affermando ambienti di simulazione in Realtà Virtuale e Realtà Aumentata, si utilizzano in maniera diffusa APP per allenamento quotidiano di micro-competenze, i quali richiedono pochi minuti al giorno per allenare competenze linguistiche o competenze digitali e centri di produzione interna di video e tutorial.
Ma la nuova frontiera è data dall'Intelligenza artificiale applicata ai modelli di apprendimento, con sistemi di recommended system che ci porteranno ad una formazione sempre più personalizzata sui bisogni specifici della persona, adeguata ai sui stili di apprendimento ed alla performance richiesta, fino ad arrivare a modelli di “formazione predittiva”, in grado di prevedere i cambiamenti organizzativi e tecnologici e di inviare conseguenti suggerimenti formativi alla persona.

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