Visit-Inps Scholars un anno dopo

Ecco perché 96 studiosi scelgono Inps per fare ricerca

di Davide Colombo

(Fotolive)

3' di lettura

Novantasei studiosi (non solo italiani) hanno scelto Inps per fare ricerca sui temi del welfare, le trasformazioni del mercato del lavoro e le pensioni, le politiche attive, gli interventi contro la povertà. È il risultato, significativo, che emerge dal secondo bando per il programma VisitInps Scholars che si è chiuso venerdì scorso. Il programma, avviato da un paio d’anni sotto la presidenza di Tito Boeri, consente a studiosi nazionali e internazionali di utilizzare le ricche banche dati dell’Istituto per svolgere ricerche su aree strategiche di interesse per l’Inps, in stretta collaborazione con il Servizio Studi, e trascorrendo un periodo di studio a Roma presso la sede centrale dell’Eur.

Domande dal Mit, Havard e la London School
Inps ha ricevuto 96 domande di partecipazione, quindici delle quali da full e associate professors, 39 da ricercatori confermati o post-doc e le restanti da studenti di PhD. Delle candidature ricevute, 25 provengono da istituzioni o università estere fra cui Mit, Harvard, Berkeley, University of Michigan, Brown University, London School of Economics (Lse), University College London e Toulouse School of Economics. Più in particolare 24 domande sono state inviate per la Fellowship, rivolta a ricercatori junior con un’età massima di 35 anni, 6 per la borsa di studio dedicata a Valeria Solesin, 19 per il programma di ricerca di Scholar di “tipo A”, rivolto a ricercatori senior e retribuito, e 47 per il programma Scholar di “tipo B”, anch’esso rivolto a ricercatori senior, ma per il quale non è prevista alcuna indennità.

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Ricerca su lavoro, previdenza e salute
Le domande si concentrano principalmente sulle seguenti aree di ricerca: salute, lavoro e previdenza sociale; reti di protezione sociale, esclusione sociale e riforme dell’assistenza dei disoccupati; struttura salariale. Nel corso delle prossime settimane il Comitato Scientifico (composto da Pietro Garibaldi, Massimo Antichi, Mariella Cozzolino, Daniele Franco, Roberto Perotti, Paolo Sestito e Raffaele Tangorra), si riunirà per nominare la commissione incaricata di valutare i curricula e le proposte di ricerca e, entro mese di maggio, assegnare i posti a disposizione per accogliere i primi scholars nel settembre 2017.

Una super-banca dati con cui lavorare
Gli archivi amministrativi rappresentano una risorsa cruciale (complementare rispetti ai dati statistici nazionali) per effettuare analisi e valutazioni ex ante ed ex post sull’impatto di politiche pubbliche. Questi enormi data-base coprono l’intera popolazione, coprono l'intero ciclo di vita dell’individuo, consentono disaggregazioni capillari,sono abbinabili con indagini esterne e forniscono dati oggettivi confrontabili con le ipotesi soggettive delle indagini. Inps, in particolare, ha dati relativi a 22 milioni di assicurati, 16 milioni di pensionati quasi 5 milioni di beneficiari di prestazioni assistenziali e registrano il passaggio di oltre 18 milioni di certificati medici.

Finanziamenti dai privati per oltre 250mila euro
A finanziare il programma VisitInps sono sponsor pubblici e privati. L’anno scorso sono stati raccolti 252mila euro con sottoscrizioni da parte soprattutto di soggetti finanziari tra cui Banca Intesa, le Assicurazioni Generali, Unipol, Unicredit & Universities Kinght of Labor, il Collegio Carlo Alberto di Torino. I principali risultati prodotti da questi studiosi nel 2016 sono stati ricordati nella Relazione annuale dell’Inps. Si spazia dall’analisi dell’impatto sul comportamento delle imprese a seguito della riforma delle pensioni del 2011, alle valutazioni di impatto derivanti dalle differenze nella distribuzione territoriale delle prestazioni di invalidità.

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