ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùListini e guerra

Ecco perché le Borse (per ora) non credono all’escalation nucleare

Gli operatori, nonostante il rialzo dell’indice di volatilità (Vix), guardano alle variabili tradizionali macro-finanziarie e paiono rimuovere, o sottovalutare, gli scenari estremi

di Vittorio Carlini

Illustrazione di Laura Cattaneo / Il Sole 24 Ore

4' di lettura

Qualche operatore negli Usa, secondo diversi rumors, avrebbe comprato opzioni call, a sei mesi, sull’indice della volatilità Vix (che ieri danzava sul livello di 33) con un prezzo d’esercizio oltre quota 130. Un indizio che alcuni potrebbero ipotizzare l’evento estremo. Sennonché, è l’indicazione di molti analisti contattati dal Sole 24 Ore, si tratta finora di “mosche bianche”. Cioè: le Borse nel loro complesso non paiono, o non vogliono, vedere il terribile elefante che è nella stanza: il rischio...

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