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Supercoppa, ecco perché il derby Milan-Inter si gioca in Arabia Saudita

La Lega Serie A ha sottoscritto un accordo con il ministero dello sport saudita per tre finali di Supercoppa in 5anni in cambio di circa 25 milioni di dollari. Una partnership che si potrebbe prolungare

di Marco Bellinazzo

(Afp)

3' di lettura

Al King Fahd Stadium di Riad, Milan e Inter si sfideranno per conquistare la EA Sports Supercup, mercoledì 18 gennaio (ore 20 italiane). Sarà la terza finale disputata in Arabia Saudita dopo quella valida per la stagione 2018 giocata nel gennaio 2019 a Gedda (con la vittoria della Juve sui rossoneri) e quella del dicembre dello stesso anno andata in scena nella capitale del Regno, ma al King Saud University Stadium (con il successo della Lazio sui bianconeri). Inter e Milan, oltre alla Coppa, si divideranno come per le altre 2 edizioni un bonus di circa 7 milioni.

L’accordo tra Serie A e ministero dello sport saudita

Nel 2018, infatti, la Lega Serie A ha sottoscritto un accordo con il ministero dello sport saudita per disputare in Arabia tre finali di Supercoppa in cinque anni in cambio di circa 25 milioni di dollari. La EA Sports Supercup di mercoledì, tuttavia, potrebbe non essere l’ultima partita che assegna il trofeo tricolore in territorio saudita.

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Sul piatto della Lega Serie A c’è, infatti, una mega offerta formulata da Riad per ospitare nuove edizioni della competizione. I vertici della Lega e i rappresentanti del ministero dello Sport saudita approfitteranno dei prossimi giorni per pervenire a una proposta definitiva da sottoporre ai presidenti dei club. In discussione c’è anche la possibilità che la Supercoppa cambi format. Dal 1988, da quando è stata istituita, viene giocata tra la squadra vincitrice dello scudetto e quella detentrice della Coppa Italia in gara secca.

Per aumentare il numero dei match, invece, i promoter arabi vorrebbero inaugurare una sorta di Final Four con il coinvolgimento di quattro formazioni, in modo da mandare in scena due semifinali e una finale. Di fatto, è ciò che ha accettato la Liga spagnola di Javier Tebas. Dal 2020 la Supercoppa iberica si gioca in Arabia Saudita e vede scendere in campo le due finaliste della Coppa del Re, la vincitrice della Liga e la squadra vicecampione di Spagna.

L’accordo tra Riad e la Liga spagnola

Un accordo firmato nel 2019 con Sela, società pubblica saudita, da 40 milioni a edizione, che è stato foriero di polemiche in Spagna per i rapporti tra il presidente della federazione (proprietaria della competizione) Luis Rubiales e Kosmos, la società presieduta dal difensore del Barcellona Gerard Piquè, che ha intermediato l’affare con una commissione del 10 per cento. L’edizione di quest’ anno si è giocata proprio questa settimana e questa sera, 17 gennaio, ci sarà la finale, il Clasico tra Barcellona e Real Madrid (che hanno battuto ai rigori rispettivamente Betis Siviglia e Valencia).

Una nuova proposta

Per ora è stata recapitata una proposta incentrata su quattro edizioni della Supercoppa italiana da svolgere nell’arco di sei anni per circa 100 milioni (23 a edizione). Tuttavia, anche in base a come andranno le trattative con gli spagnoli e considerando i grandi investimenti che Riad sta riversando sul calcio, si potrebbe anche andare oltre.

Se la Lega Serie A accettasse il cambio di modulo e magari si aggiungesse al pacchetto qualche altra edizione, l’Arabia Saudita sarebbe disposta a pagare fino a 150 milioni, di fatto triplicando la cifra che potrebbero percepire le quattro squadre coinvolte (circa 9 milioni a testa). La proposta saudita è allettante economicamente, anche se andranno valutate le questioni politiche ed etiche di un eventuale accordo, specie dopo le polemiche sul rispetto dei diritti umani scoppiate in occasione del recente mondiale in Qatar.

L’interesse saudita per il calcio

Va detto che l’interesse dell’Arabia Saudita per il calcio ha mosso i primi passi proprio con la partnership con la Serie A. Oggi gli investimenti sauditi sullo sport di alta fascia, sempre sul sottile confine tra geopolitica e finanza - e secondo gli osservatori più attenti, strumentali a una strategia di sportwashing applicata su vasta scala - si sono moltiplicati: dall’acquisto del Newcastle da parte del fondo sovrano Pif al mega ingaggio di Cristiano Ronaldo da parte dell’Al-Nassr, fino alla candidatura ad ospitare il mondiale di calcio del 2030 (insieme ad Egitto e Grecia), oltre che l’Expo nello stesso anno, in cui culmina il piano Vision 2030 ispirato dal principe Mohammad bin Salman.

A tal proposito il giorno dopo la Supercoppa italiana, sempre a Riad, si affronteranno il Psg di proprietà qatariota con Messi, Mbappè e Neymar e una All Star del campionato saudita. Un match in cui debutterà Cristiano Ronaldo e che simboleggerà la nuova sintonia tra il Qatar e l’Arabia Saudita dopo la fine, nel gennaio 2021, dell’embargo triennale voluto da Riad.

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