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Ecco perché Google News rientra in Spagna dopo 7 anni di «separazione»

Google News tornerà disponibile «all'inizio del prossimo anno» in Spagna dopo l’approvazione di una legge che segue la normativa europea

di Andrea Biondi

(vladim_ka - stock.adobe.com)

3' di lettura

Un divorzio che in questi lunghi sette anni ha fatto anche da spauracchio, a monito per quanti avessero voluto sfidare Google sul terreno del copyright. Ora però, dopo 7 anni, in Spagna Google News tornerà disponibile «all'inizio del prossimo anno». A ricomporre la ferita è stata l’approvazione, da parte del governo di Madrid, di una legge che consentirà agli editori di trattare direttamente con il motore di ricerca il prezzo per l'indicizzazione delle notizie, come da direttiva europea in via, peraltro, di recepimento nei vari stati membri dell’Unione Europea.

La nota di Alphabet

A comunicarlo è la stessa Alphabet, la holding di Google, in una nota sul proprio blog ufficiale firmata da Fuencisla Clemares, country manager di Google in una Spagna in cui, ora, arriva la pacificazione con il colosso di Mountain View. Tutto questo dopo che sette anni fa il corpo a corpo fra Google, da una parte, ed editori e politici, dall’altra, si era risolto con l’abbandono dell’aggregatore di notizie della Spagna.

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Quale il motivo del contendere?

Il colosso di Internet ha chiuso Google News in Spagna nel 2014 dopo l’approvazione di una legge sulla copyright che riconosceva il “diritto inalienabile” degli editori a essere remunerati dagli aggregatori di notizie con il cosiddetto “Canon Aede” e stabiliva che ogni trattativa fosse resa obbligatoria attraverso un ente di gestione. Il blog del 2014 era tranchant nel definire che «poiché Google News di per sé non fa soldi (non mostriamo alcuna pubblicità sul sito), questo nuovo approccio non è semplicemente sostenibile. Quindi è con vera tristezza che (nel 2014, ndr.) il 16 dicembre, prima che la nuova legge entri in vigore a gennaio, rimuoveremo gli editori spagnoli da Google News e chiuderemo Google News in Spagna».

I vantaggi secondo Alphabet

Per Big G la vera novità che ha fatto cambiare la situazione sta nella considerazione del fatto che Google non dovrà più pagare un fee all’intera industria dei media spagnola, per negoziare invece con i singoli editori. «Insieme al ritorno di Google News, la nuova legge sul copyright permette ai media spagnoli - grandi e piccoli - di prendere le loro decisioni su come i loro contenuti possono essere indicizzati e individuati e come vogliono fare soldi con quei contenuti. Nei prossimi mesi, lavoreremo con gli editori per raggiungere accordi che coprano i loro diritti secondo la nuova legge», scrive Alphabet nella sua nota. Il country manager di Google Spagna, infine, sostiene che per dare al giornalismo un «futuro solido» è necessaria la collaborazione tra aziende tecnologiche, media e governi. E indica alcune iniziative lanciate dalla multinazionale come la Google News Initiative, che «ha l’obiettivo di aiutare i media a trasformare i propri modelli di business e a promuoverne la crescita». Clemares aggiunge che Google ha fornito entrate ai media, utilizzando strumenti e tecnologie per gestire la pubblicità digitale sui suoi siti web e applicazioni. In Spagna, tra il 2018 e il 2020, la società afferma di aver pagato più di 130 milioni di dollari ai cinque principali partner editoriali di notizie della sua rete pubblicitaria. A ogni modo, l’accordo apre inoltre la strada alla possibilità di introdurre News Showcase all’interno di Google News

L’inciampo francese

Certo, parlare del punto di svolta non equivale a dire che si tratti di un punto d’arrivo. Dipende da come si applicheranno nel concreto le misure. In Francia, Google è stata multata di 500 milioni di euro dopo che il gigante della ricerca non è riuscito a seguire l’ordine di concludere un accordo equo con gli editori per utilizzare i loro contenuti di notizie sulla sua piattaforma.

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