L’analisi

Ecco perché stellantis ripensa la sua rete

di Pier Luigi del Viscovo

(REUTERS)

2' di lettura

Stellantis ha da poco deciso di rivedere i contratti con i suoi dealer. Un fatto che ha suscitato molto scalpore ma la notizia sarebbe stata se il gruppo nato a gennaio, che fonde ben 14 brand che erano di Psa ed Fca (da Peugeot a Citroën, da Fiat ad Alfa Romeo) non avesse disdettato i suoi concessionari. Se il contesto fosse quello di qualche anno fa e immobile, l’unione di tanti brand comunque imporrebbe di suo la riorganizzazione delle reti distributive. Ma il cambiamento era già in atto, tutti lo sapevano, e ha subito un’accelerazione violenta con la pandemia.

L’auto è in trasformazione profonda, verso il software e connessa. In prospettiva molti interventi saranno da remoto, senza contatto fisico, mentre per altri sarà richiesto un presidio mobile con furgoni-officina. L’ubicazione del compound diventa meno rilevante.

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La stessa mobilità, fino a ieri affare privato dell’automobilista, si avvia a diventare un servizio, sebbene ancora in via di definizione sul cosa, forse pure sul chi, certamente sul quanto.

Poi c’è la storia dei soldi, e non è una bella storia. I costruttori si sono imbarcati, volenti o nolenti, su investimenti multimiliardari dall’esito almeno incerto, per fabbricare macchine che saranno sempre meno di massa. Ne venderanno meno e il margine unitario dovrà aumentare, recuperando sui costi di distribuzione.

Non sarà difficile, grazie allo sviluppo della vendita online, negata fino a pochi anni fa e ora diventata la buona novella, che impone le necessarie trasformazioni nella rete, affinché online e offline agiscano in sinergia. Difficile no, doloroso sì, almeno per qualcuno.

Alla fine, quando un’attività guadagna di meno la soluzione è ingrandirla, creando economie di scala. Con tanti brand a disposizione, è ovvio che alcuni concessionari cresceranno ma il numero complessivo calerà, forse mantenendo il presidio territoriale dei saloni. Tutto ciò porta dritto al multimarca, che è una filosofia. Finora le macchine si sono vendute in ambienti captive. Domani la partita si giocherà ancora in ambienti captive per la parte online, ma poi quando si arriva nel salone, e ci si arriva, ogni auto dovrà essere capace di farsi scegliere tra altre simili.

Ad alzare la posta, nel 2023 è attesa una rivisitazione della Block Exemption Regulation che cambierà alcune regole del gioco, ma non si sa ancora come.

Allora, c’è ancora chi è sorpreso della disdetta anticipata da Stellantis ai concessionari?

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