le ordinanze

Dai negozi chiusi la domenica al divieto di passeggio nei centri storici: il piano di Veneto, Friuli ed Emilia per non passare alla zona arancione o rossa

Dallo stop alla «vasca» nei centri storici a quello per le attività sportive nel lungomare, le soluzioni adottate d’intesa dai tre governatori per scongiurare un declassamento da parte del governo

di Andrea Carli

Stretta di Zaia, Bonaccini e Fedriga sui negozi e lo struscio

Dallo stop alla «vasca» nei centri storici a quello per le attività sportive nel lungomare, le soluzioni adottate d’intesa dai tre governatori per scongiurare un declassamento da parte del governo


8' di lettura

I DATI DEL CONTAGIO
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L'ordinanza del Veneto

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In Veneto non si potrà passeggiare nei centri storici e nei negozi potrà entrare una persona per nucleo familiare, salvo per accompagnare soggetti con difficoltà o minori di 14 anni, E nel weekend saranno chiusi gli Outlet.

L'ordinanza dell'Emilia Romagna

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In Emilia Romagna i negozi, e quindi non solo gli Outlet, saranno chiusi la domenica, con le eccezioni di farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabaccherie e edicole.

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L’ordinanza del Friuli Venezia Giulia

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In Friuli Venezia Giulia nelle prime ore della giornata i negozi saranno riservati alle persone anziane.

Sono alcune delle soluzioni previste dalle ordinanze messe in campo da Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, sulla base di un’intesa tra i governatori sulle misure da adottare.Sono state battezzate anche “ordinanze anti struscio”. L’obiettivo è infatti quello di evitare che, soprattutto nel fine settimana, si creino assembramenti nei centri storici delle città e nei luoghi della movida.

Ma dietro a questa finalità si cela comunque una strategia, che è quella di evitare che nelle prossime ore un’ordinanza del ministro della Salute possa sancire il passaggio dei tre territori, attualmente in zona gialla, nella fascia arancione o in quella rossa. Uno scenario che, se si realizzasse, avrebbe delle conseguenze pesanti sull’economia delle tre regioni. I tre presidenti di regione, due leghisti (Luca Zaia e Massimiliano Fedriga) e un esponente del Pd (Stefano Bonaccini) ne sono consapevoli, e per questo motivo hanno deciso di giocare d’anticipo adottando ordinanza che mettono in campo ulteriori misure restrittive.

Di qui le parole di Zaia: «L'ordinanza - ha sottolineato - ha l'intesa del ministro Speranza e c'è interlocuzione con il Presidente del Consiglio perché tenga conto delle misure economiche per chi avrà qualche risvolto negativo. Questo lo abbiamo concordato con i colleghi Stefano Bonaccini e Massimiliano Fedriga».

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Speranza propone ok governo alle tre ordinanze

Una soluzione, quella di una condivisione formale delle soluzioni da adottare da parte dei responsabili delle regioni che, a quanto sembra, ha registrato il via libera del responsabile della Salute. Speranza avrebbe infatti proposto nella riunione dei capi delegazione di dare l'intesa, ossia la procedura di condivisione formale del governo, alle ordinanze concordate dalle tre regioni. La discussione sarebbe comunque ancora in corso.

Fedriga, previsto incontro con Governo per ristori

Le misure restrittive messe in campo in queste ore dai tre governatori avranno delle conseguenze anche a livello economico. «La prossima settimana - ha assicurato Fedriga - ci sarà una riunione tra Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna con il Governo perché come Regioni abbiamo chiesto che ci sia anche una compensazione di carattere economico per quelle attività che vengono compresse con questa ordinanza. Il Governo ha dato disponibilità all'incontro, ci auguriamo di arrivare a una soluzione in tempi rapidissimi».

L’Emilia Romagna chiude i negozi la domenica

La prima delle tre ordinanze concordate a essere pubblicata è stata quella firmata dal Dem Stefano Bonaccini, seguita a ruota da quella di Zaia per il Veneto e di Fedriga per il Fvg. La principale novità introdotta per l’Emilia Romagna - la nuova ordinanza entrerà in vigore sabato 14 novembre - consiste nella chiusura dei negozi chiusi la domenica, con le eccezioni di farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabaccherie e edicole. Rimangono aperti bar e ristoranti, con la limitazione imposta dal dpcm di chiusura alle 18. Nel testo definitivo dell'ordinanza, l'accesso di una sola persona per nucleo familiare è previsto negli esercizi di vendita di generi alimentari, non negli altri. Resta salva la necessità di poter accompagnare persone non autosufficienti o con difficoltà motorie ovvero minori di età inferiore a 14 anni. Dalle 15 alle 18, l'attività di somministrazione di alimenti e bevande può essere svolta esclusivamente con consumazione da seduti sia all'interno che all'esterno dei locali, in posti regolarmente collocati. La consumazione di alimenti e bevande è poi vietata su area pubblica o aperta al pubblico, salvo che, come al punto precedente, seduti in posti regolarmente collocati sia all'interno che all'esterno dei locali.Sospese le lezioni di ginnastica, di canto e con strumenti a fiato, considerate a rischio elevato alle scuole elementari e medie. L’attività sportiva e motoria dovrà avvenire preferibilmente nelle aree verdi e periferiche, e comunque non si potrà fare nei centri storici delle città e nelle aree affollate, ad esempio le vie e le piazze centrali o i lungomare, rimanendo sempre distanziati.

Veneto: vietato passeggiare in centri storici

Per quanto riguarda invece le soluzioni predisposte dal Veneto, da venerdì 13 novembre al 3 dicembre non sarà permesso passeggiare nelle strade e nelle piazze dei centri storici delle città e nelle aree affollate (il governatore nella presentazione dell’ordinanza ha utilizzato l’espressione «vasche»).

Nei giorni prefestivi nella regione verranno chiuse le grandi e medie strutture di vendita, sia a esercizio unico che con più negozi, compresi i parchi commerciali (Outlet). Resteranno aperti solo gli alimentari, farmacie e parafarmacie, tabaccherie ed edicole. Nei giorni festivi è vietato ogni tipo di vendita anche dei negozi di vicinato, ad eccezione delle medesime categorie.

Friuli Venezia Giulia: prime ore giorno negozi riservati anziani

La nuova ordinanza anti Coronavirus del Friuli Venezia Giulia, che entrerà in vigore dalla mezzanotte di sabato 14 novembre, «garantisce sotto forma di raccomandazione l'accesso agli esercizi commerciali di grandi e medie strutture di vendita nelle prime due ore della giornata agli anziani». «Non è che un over 65 non può andare a fare acquisti in orari diversi - ha chiarito il governatore Massimiliano Fedriga - ma cerchiamo di garantire delle fasce protette. Non è una limitazione, ma una raccomandazione che facciamo agli esercizi di organizzarsi e favorire l'ingresso riservato nelle prime due ore di apertura degli esercizi». La misura, ha aggiunto il leghista, riguarda le attività di grandi dimensioni, «non parliamo dei negozi di vicinato».

Il rischio di scivolare in zona arancione o rossa

Secondo l’Iss Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna sono tutte e tre nello scenario 4 (fa parte del gruppo delle regioni a rischio anche la Campania), il peggiore, con un rischio moderato ma con «probabilità alta di progressione a rischio alto». Non è escluso che la mossa delle tre regioni possa essere presa in contropiede dalla strategia del governo.

Con i contagi che hanno superato la soglia simbolica del milione di casi e con quasi 29.500 persone ricoverate nei reparti ordinari degli ospedali, un numero mai raggiunto neanche durante la prima ondata, la necessità di frenare rapidamente la curva dei contagi resta la priorità di Conte e della maggioranza. E l’esecutivo potrebbe decidere di inserire le tre regioni nella zona arancione o in quella rossa, indipendentemente dalle misure restrittive adottate nelle ultime ore.

Nuova configurazione, occhi puntati al 13 novembre

È attesa per domani, venerdì 13, la pubblicazione del nuovo monitoraggio settimanale riferito al periodo 2-9 novembre. Se in quel contesto dovessero crescere le allerte sanitarie (oltre due a regione) il rischio di entrare nella zona rossa per le quattro regioni finite sotto la lente dell’Istituto superiore di sanità sarebbe reale. «Dobbiamo aspettarci - ha spiegato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri - che in base al flusso dei dati e ad un’accurata analisi con i parametri stabiliti» alcune Regioni possano vedere un «innalzamento del loro livello di guardia».Si potrebbe delineare dunque nelle prossime ore uno scenario di lockdown progressivo. Entro il weekend la gran parte delle Regioni d'Italia dovrebbe passare in zona arancione o rossa. Uno scenario di lockdown progressivo che, nel caso di una corsa dei contagi, potrebbe sfociare, in occasione della pubblicazione il 20 novembre del report successivo, in una chiusura nazionale. Per ora il rallentare della curva allontana questo spettro, che il premier Giuseppe Conte vuole a ogni costo scongiurare.

Campania, presto zone rosse e limitazioni negozi

Un’altra regione a rischio zona arancione o rossa è dunque la Campania, che però ha scelto di muoversi in maniera autonoma, ovvero senza concordare le iniziative da mettere in campo con gli altri tre governatori. Quello campano è il dossier che più impensierisce il governo, per gli allarmi che vengono da Napoli per un sistema ospedaliero allo stremo. Il governatore Vincenzo De Luca, che da tempo invoca un lockdown nazionale, è tornato a chiedere al prefetto la «rapida definizione» di un piano di controlli di polizia che possano evitare i «clamorosi assembramenti fuori controllo» visti a Napoli. Ecco perché il governo ha deciso di accelerare. Si stanno completando le ispezioni ministeriali, quindi per una decisione su un eventuale passaggio da zona gialla ad arancione o rossa si aspetta il monitoraggio di venerdì.

L’Unità di crisi della regione ha annunciato zone rosse nelle città campane con un alto numero di contagi e misure per la limitazione di attività commerciali non essenziali: «Si sta decidendo in queste ore l'istituzione di zone rosse nelle città della Campania dove si registra un livello alto di contagi e dove è indispensabile una drastica riduzione della mobilità, in coordinamento con le Prefetture competenti e con i Comuni per garantire l'indispensabile impiego delle Forze dell'Ordine per il controllo sui territori».

A Napoli in arrivo un provvedimento “ampio”

Intanto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, si appresta a varare il 13 novembre un provvedimento per provare a contenere la diffusione del covid in città. Sarà adottato dopo averne precedentemente discusso con il prefetto, Marco Valentini. Si tratta - a quanto si apprende - di un provvedimento “ampio” che non contempla la chiusura di singole strade.

A Salerno si va verso ulteriori chiusure

A Salerno si va verso la chiusura di ulteriori luoghi di ritrovo che possono generare, in alcuni orari, momenti di assembramento. Anche di questo si è discusso nel corso dell’ultima riunione del Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza pubblica, facendo il punto sull'andamento dell'epidemia in provincia. Il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, che già dalla scorsa settimana ha disposto la chiusura del Lungomare e della Villa Comunale nei weekend, ha preannunciato la chiusura di ulteriori punti di aggregazione - Piazza Abate Conforti e Piazza San Francesco - per limitare il più possibile la diffusione del contagio.

A Taranto dal 13 novembre i negozi chiudono alle 18

Misure restrittive anche a Taranto. Il sindaco Rinaldo Melucci ha firmato una ordinanza che prevede misure più restrittive rispetto all'ultimo Dpcm. Il nuovo provvedimento sarà valido dal 13 novembre fino al 3 dicembre. Le restrizioni incidono soprattutto sugli orari di apertura degli esercizi commerciali e sulla fruizione di alcune aree pubbliche. Dalle 18 alle 5, quindi, è prevista la chiusura di tutti gli esercizi commerciali e dei distributori automatici H24, esclusi i negozi di generi alimentari, le tabaccherie, i distributori di carburante, le farmacie e le parafarmacie. Nello stesso orario sono sospese tutte le attività professionali che prevedono la presenza di clientela, a esclusione di quelle sanitarie e parasanitarie. Dal venerdì alla domenica, inoltre, sempre dalle 18 alle 5, saranno chiusi alcuni tratti di via D'Aquino e via Di Palma e le piazze Maria Immacolata, della Vittoria, Giovanni XXIII, Garibaldi, Bettolo, Medaglie d'oro, Sicilia, Masaccio e Lo Jucco. Permane il divieto per tutto il giorno di consumare alimenti e bevande su suolo pubblico. Anche tutti i parchi comunali saranno chiusi (restano aperte solo le attività commerciali al loro interno), tranne che per i cittadini più fragili come indicato dall'Asl. Per i mercati rionali e settimanali, e per i cimiteri, viene avviata una settimana di monitoraggio.

Ordinanza sindaco Palermo, scuole chiuse

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha firmato un'ordinanza che da lunedì 16 novembre porterà alla chiusura delle scuole dell'obbligo in città: «Preso atto del mancato invio di notizie circa lo stato delle strutture ospedaliere a Palermo e della tenuta del sistema sanitario complessivamente a livello regionale, con possibile ricaduta gravissima sulle condizioni di sicurezza dei cittadini, e preso atto del considerevole aumento dei contagi in tutta la Regione oltre che nella città e nell'area metropolitana di Palermo, ho deciso a malincuore di disporre a partire da lunedì prossimo la chiusura di tutte le scuole dell'obbligo della città».

Verso nuovo giro vite in Alto Adige, già zona rossa

C’è poi chi ha deciso di accentuare la stretta già messo in atto. È il caso dell’Alto Adige. È stata pubblicata l'ordinanza contingibile e urgente n.69 del presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher che contiene «ulteriori misure urgenti per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19». L'ordinanza entrerà in vigore sabato 14 novembre. L'Alto Adige è già zona rossa, ma per frenare la diffusione della pandemia ha deciso di promuovere un ulteriore giro di vite, chiudendo le scuole per una settimana con assistenza per figli di persone che lavorano nei servizi essenziali.

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