cosa cambia rispetto al contratto di governo

Fisco, flat tax: ecco il piano della Lega per la «fase due»

di Nicoletta Cottone


Lezzi (M5s) a Radio 24: «Flat tax? E' una promessa che la Lega non può mantenere»

4' di lettura

C’era una volta, poco meno di un anno fa, il contratto di governo Lega-M5S che fra le misure di punta del programma dava grande risalto alla flat tax, un cavallo di battaglia del Carroccio.

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E al paragrafo 11 - Fisco: flat tax e semplificazione - tracciava le linee, oltre che per la sterilizzazione delle clausole Iva (l’aumento - si legge - sarebbe «un colpo intollerabile per famiglie e imprese»), anche per la «revisione del sistema impositivo dei redditi delle persone fisiche e delle imprese».

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Le aliquote fisse
La flat tax è il concetto chiave una riforma fiscale «caratterizzata dall'introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell'imposta, in armonia con i principi costituzionali. In particolare, il nuovo regime fiscale si caratterizza con due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite Iva, imprese e famiglie. Per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3mila euro sulla base del reddito familiare.

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Il primo step: la flat per gli autonomi
E fin qui il programma. Il problema sorge però quando il governo giallo-verde si trova a dover fare i conti con la realtà dei conti del Belpaese che finora non hanno consentito di realizzare integralmente la misura. Arriva il momento delle scelte e nell’altalena dei necessari compromessi fra Lega e M5S sulle misure da varare, si trova un accordo su un primo step: l’estensione della flat tax con forfait al 15% per i lavoratori autonomi con ricavi fino a 65mila euro. Dal 2020 forfait del 20% sulla quota eccedente fino a 100mila euro. Un primo assaggio che costerà il primo anno 330 milioni di euro, con un impatto sui soli versamenti Iva. Poi dopo un rimbalzo di 1,9 miliardi nel 2020, si attesterà a quota 1,4 miliardi.

Siri e la tassa piatta al 15% per le famiglie
E proprio in un’intervista al Sole 24 Ore il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri spiega che dopo il «primo antipasto» per un milione e mezzo di partite Iva», spiega che è arrivata l’ora della fase due della flat tax. Le due rivoluzioni proposte sono da una parte una flat tax con aliquota Irpef al 15% per le famiglie con redditi fino a 50mila euro e dall’altra l’Ires dovuta dalle imprese ridotta di 4 punti dal 24% al 20% (con il contestuale addio alla mini Ires sugli investimenti appena nata). L’operazione viene valutata circa 20 miliardi , di cui 14 per la flat tax alle famiglie.La tassa piatta al 15% varrà per le famiglie con redditi fino a 50mila euro di reddito. Soggetto dell’imposta non è più il singolo contribuente, ma l’intero nucleo familiare. Detrazioni, deduzioni e bonus del vecchio sistema saranno assorbite da deduzioni fisse. Con valore delle deduzioni inversamente proporzionale al reddito. Per chi ha un reddito familiare superiore ai 50mila euro tutto resta uguale. La tassazione continua a viaggiare con le aliquote Irpef in vigore: 23%, 27%, 38%, 41% e 43 per cento. Per le famiglie una sforbiciata di 14,5 miliardi sui redditi 2020.

La simulazione sulla flat tax
Intanto ieri è stata diffusa una simulazione attribuita al Mef (ma il ministro Tria ha poi chiarito che al Mef sono allo studio da luglio varie ipotesi) che calcola con la flat tax a due aliquote un costo di 59,3 miliardi. Secondo la simulazione effettuata la tassa piatta riguarderebbe circa 16,4 milioni di famiglie con un vantaggio medio familiare di circa 3600 euro. Due le aliquote previste nella simulazione: il 15% fino a 80mila euro di reddito e del 20% per i redditi eccedenti tale soglia.Del costo totale della misura, il peso della clausola di salvaguardia sarebbe di 4,4 miliardi.

Salvini: bastano 12-15 miliardi per partire
Sulla vicenda scende in campo anche il leader della Lega Matteo Salvini. Sulla flat tax sono stati fatti, ha detto a Rtl, «numeri strampalati, 50-60 miliardi di euro, non siamo al Superenalotto. Per la prima fase bastano tra i 12 e i 15 miliardi di euro per un abbattimento fiscale a tante persone». Il sottosegretario Siri su La Stampa ribadisce - come già dichiarato al Sole 24 Ore - che nella fase 2 della flat tax si punta a un’aliquota fissa al 15%, da applicare fino a 50mila euro di reddito, con deduzioni inversamente proporzionali al reddito. Al Giornale Radio Rai suRadio1 indica il costo è di 12 miliardi. Quindi 2,5 miliardi in meno rispetto alle prime indicazioni. E ricorda anche che gli 80 euro del governo Renzi «non sono un tabù, si possono pure toccare, purché il risultato finale sia l'abbattimento complessivo della pressione fiscale». La ministra per il Sud Barbara Lezzi , invece, ai micreofoni di 24Mattino su Radio 24, dice che la flat tax per le famiglie è «una promessa che non si può mantenere». Il nostro paese, ha spiegato il ministro, «non può permettersi 60 miliardi per questa spesa».

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