Lo sciopero delle auto bianche

Ecco la proposta del governo bocciata dai tassisti

di Maurizio Caprino

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(ANSA)


2' di lettura

Una parziale liberalizzazione per l'attività degli Ncc (noleggi con conducente, che comprendono Uber e sono concorrenti dei taxi), il riconoscimento ufficiale delle app e un possibile aumento delle licenze (da concordare su base locale). Sono questi i punti principali del decreto sulla riorganizzazione del settore taxi che ieri il Governo ha presentato alle parti in causa e che non è riuscito a bloccare lo sciopero che è attualmente in corso.

Il testo non è blindato e i sindacati si sono riservati di presentare le loro osservazioni entro dieci giorni. Intanto, però, con lo sciopero di oggi sottolineano di non gradire la liberalizzazione parziale e indicano che nell'incontro di ieri (aperto dal ministro, Graziano Delrio, e condotto dal suo vice, Riccardo Nencini) il ministero ha mantenuto fermi i punti fondamentali della sua proposta, nonostante dopo la fine della riunione abbia richiamato in extremis i sindacalisti per un'ultima discussione.

I tassisti non hanno gradito soprattutto tre punti: la possibilità che - a certe condizioni - gli Ncc evitino di rientrare alla propria rimessa tra una corsa e l'altra, il rischio che il concetto stesso di rimessa possa essere superato e l'apertura all'eventuale revisione del numero di licenze.

Il controverso obbligo di rientro dovrebbe saltare se al momento dell'uscita un Ncc ha già registrato sul foglio di servizio più prenotazioni e se, dopo l'uscita, si riceve una nuova richiesta con destinazione compresa nel comune in cui si trova la rimessa. I tassisti hanno contestato che i fogli di servizio possono riportare prenotazioni fittizie.

Il possibile superamento del concetto di rimessa sta in un inciso della norma che riconosce ufficialmente le app (che raccordano meglio domanda e offerta) sia per taxi sia per Ncc, creandone un registro: la sua formulazione potrebbe essere interpretata anche nel senso che la sede dell'impresa non è la rimessa ma coincide con lo smartphone dell'imprenditore.

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La possibilità che il numero di licenze taxi e autorizzazioni Ncc aumenti si ricava invece dalla parte del decreto che affida alle Regioni la «pianificazione dei servizi pubblici non di linea, tenendo conto delle reali esigenze del fabbisogno locale». Si risolverebbero così i problemi che caratterizzano le ore e i giorni di picco nelle grandi città, quando è difficile trovare un taxi. Va però osservato che la delega alle Regioni può anche tradursi in nulla, soprattutto perché le proteste locali sarebbero in grado di bloccare il processo. È già successo in passato, quando i Comuni annunciavano di voler mettere a disposizione licenze aggiuntive.

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