CASO MARCHIONNE

Ecco quando l’azienda può “blindare” le informazioni sulla salute del suo manager

di Roberta Pierantoni*

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3' di lettura

Lo stato di salute dell'amministratore delegato di una società quotata può comportare obblighi di disclosure dell'emittente nei confronti del mercato? In Italia, la risposta al quesito va ricercata nella normativa che disciplina il “market abuse”, cioè gli abusi di mercato, dettata a partire dal luglio 2016 dal regolamento Ue n. 596/2014 e relativi provvedimenti europei attuativi, ai quali si affiancano, se compatibili, le norme di legge del Testo unico della finanza (Dlgs n. 58/1998) e le relative disposizioni di attuazione dettate in materia.

Cos’è il market abuse
Lo scopo di questa normativa è quella di prevenire (ed, eventualmente, punire qualora siano poste in essere) condotte volte ad utilizzare illecitamente informazioni:
1) riguardanti (direttamente o indirettamente) l'emittente quotato;
2) non ancora rese note al pubblico;
3) la cui diffusione potrebbe determinare un effetto significativo sui prezzi del titolo quotato, influenzandone il corso borsistico (price sensitivity), in quanto potrebbero essere utilizzate da un investitore ragionevole come uno degli elementi su cui basare le proprie decisioni di investimento;
4) che, seppure ancora non verificatesi, è altamente probabile che si verifichino.
Tutte caratteristiche, queste, che se presenti contemporaneamente comportano (ai sensi dell'articolo 7 del citato Regolamento europeo) la qualificazione dell'informazione quale «informazione privilegiata» con conseguente obbligo per l'emittente di procedere alla sua immediata diffusione al pubblico (così l'articolo 17 dello stesso regolamento).

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La procedura “di ritardo”
A questa regola generale, che impone alla società quotate di procedere “quanto prima possibile” alla comunicazione al pubblico dell'informazione privilegiata, il legislatore affianca la possibilità per l'emittente - al ricorrere di particolari condizioni - di ritardarne la diffusione sotto la propria responsabilità, previa attivazione di una particolare procedura cosiddetta “di ritardo”. Le condizioni da rispettare per poter ritardare la comunicazione inerente l'informazione privilegiata sono le seguenti:

1)presenza di un interesse legittimo dell'emittente che sarebbe pregiudicato dall'immediata comunicazione dell'informazione;
2)probabile effetto non fuorviante per il pubblico in conseguenza del ritardo nella comunicazione (cioè che il pubblico non sia indotto in errore)
3)garanzia della riservatezza dell'informazione da parte dell'emittente fino alla sua comunicazione al pubblico.

Se si verificano tutte queste condizioni la società è legittimata a ritardare la pubblicazione dell'informazione privilegiata compilando un'apposita scheda che - una volta che sarà poi resa nota l'informazione privilegiata - dovrà essere notificata alla Consob per comprovare il ricorrere di tutte le condizioni che hanno giustificato il ritardo nella diffusione al pubblico.
Oltre ad attivare questa procedura, in caso di ritardo della comunicazione al pubblico la società è tenuta ad aprire immediatamente un'apposita sezione del “Registro Insider”, vale a dire dell'elenco che ogni emittente quotato deve istituire in base al regolamento Ue, nel quale vengono annotati i nominativi di tutti i soggetti (interni ed esterni) a conoscenza delle informazioni privilegiate che riguardano direttamente o indirettamente l'emittente, prima della loro comunicazione al pubblico.

La risposta alla domanda
Alla luce della disciplina illustrata, la risposta al quesito impone anzitutto di valutare se l'informazione relativa allo stato di salute del vertice aziendale nota alla società, abbia o meno il carattere privilegiato rilevante ai fini dell'applicazione dell'obbligo di disclosure previsto dalla normativa europea. Tenuto conto che, di certo, la notizia riguarda l'emittente e non è ancora nota al pubblico, i due elementi da considerare con particolare attenzione sono quelli relativi alla presenza del carattere preciso e price sensitive dell'informazione: occorre quindi valutare se si tratta di un'informazione riferita a una serie di circostanze esistenti o che si può ragionevolmente ritenere che vengano a prodursi, nonché capace di influenzare il corso del titolo.

Ad esempio, in presenza di un amministratore delegato di elevato spessore e importanza per la società, in condizioni di salute talmente gravi da impedire la prosecuzione della sua attività di lavoro, è altamente probabile che la diffusione di questa notizia possa incidere sulla quotazione del titolo. Qualora la società quotata dovesse giungere a qualificare l'informazione come «privilegiata» sarà dunque chiamata a pubblicare subito la notizia contenente l'informazione privilegiata ovvero, qualora ritenga sussistere le condizioni richieste dal legislatore per ritardarne la diffusione - tra cui, ad esempio, l'interesse a comunicare la notizia in concomitanza con la comunicazione del nominativo del successore - a porre in essere tutte le valutazioni e gli adempimenti che la vigente normativa market abuse gli impone, tra cui l'apertura dell'apposita sezione del Registro Insider e l'iscrizione nell'elenco di tutti quelli che sono a conoscenza della notizia.

*Partner dello Studio Legale e Tributario Biscozzi Nobili

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