traslocare nel mondo

Ecco quanto costa trasferirsi nel mondo. L’affitto è la voce più «pesante»

In testa San Francisco: per vivere i primi tre mesi nella Bay area si sborsano dai 12mila ai 21mila euro. Le grandi aziende del tech spingono i prezzi: il caso Dublino, dove affittare 50 mq costa 1.800 euro al mese

di Marta Casadei


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Dublino è la città europea dove è più costoso trasferirsi per lavoro secondo un indice elaborato dalla società tedesca Movinga (Agf)

4' di lettura

Lasciare l’Italia per trasferirsi altrove. Con l’obiettivo, spesso, di accettare un’offerta di lavoro particolarmente allettante o vantaggiosa. O di studiare in un’università straniera. Se il pensiero passa per la testa di moltissimi connazionali, sono in crescita quelli che lo mettono in pratica: 160mila nel 2018, in aumento del 3,1% rispetto all’anno precedente secondo l’Istat.

L’impatto economico della scelta, tuttavia, non è scontato. Chi si trasferisce a San Francisco, infatti, deve mettere in conto un esborso economico di più di 12mila euro per i primi tre mesi di permanenza, che salgono a oltre 21mila euro se è una coppia con due figli a spostarsi. Decisamente più economica – al di là di quanto si possa pensare – Londra: nella City servono poco meno di 7.500 euro per mantenersi i tre primi mesi dopo il trasferimento se si è da soli, circa 16.300 se, invece, in famiglia si è in quattro. Si spende di più a Dublino, sede distaccata in Europa della costosissima Silicon valley: l’Irlanda attira aziende che vogliono una tassazione agevolata e nuovi talenti a caccia di ruoli in Facebook o Google, ma per “sistemarsi” ci vogliono quasi 10mila euro, 17.500 se si portano coniuge e figli con sé.

INDIVIDUALE (un adulto) Le prime 10 città. Dati in euro (Fonte: International Moving price index, 2019)

Le tre metropoli menzionate sono rispettivamente al primo (San Francisco), al sedicesimo (Londra) e al settimo (Dublino ) posto dell’I nternational moving price index sviluppato da Movinga, società tedesca attiva nel settore traslochi. La prima edizione di questo indice fotografa i costi reali del trasferimento in 85 grandi metropoli internazionali (dagli Usa all’India, passando per l’Italia e l’Australia) nel quale c’è richiesta di personale qualificato e verso le quali , ogni anno, si muovono centinaia di migliaia di persone. Agli antipodi, e quindi tra le città dove è più economico spostarsi, ci sono New Delhi, Istanbul, Sofia e Buenos Aires: per vivere tre mesi in una di queste quattro metropoli si spendono al massimo tra i duemila euro (se si è da soli) e i quattromila.

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Il costo stimato include le spese essenziali (il cibo, inclusi i ristoranti, ma anche i trasporti pubblici e l’abbonamento al gestore telefonico mobile) per tre mesi, quelle di sistemazione temporanea (un appartamento affittato su Airbnb per un mese e un deposito per i propri mobili/beni) per un mese e quelli di alloggio definitivo (la caparra, l’affitto e l’abbonamento a internet) per due mesi.

Nella top 10 ci sono soprattutto città statunitensi- oltre a San Francisco anche New York (2°) , Boston ( 6°) e Los Angeles (10°) - e svizzere, con Ginevra al terzo posto e Zurigo al quinto. In classifica anche due degli hub finanziari del Far East (Hong Kong e Singapore, rispettivamente quarta e nona) e Reykjavik (8°). Ma ciò non significa che l’Europa garantisca un elevato livello di accessibilità: «Tra le venti città più care in cui spostarsi - fanno sapere da Movinga - c’è un mix di destinazioni sia europee sua intercontinentali e le europee sono ben nove. In merito ad alcuni fattori specifici, tuttavia, è vero che le città intercontinentali sono più costose: il costo di un abbonamento mensile per il cellulare , non ci sono città europee tra le prime 20 (solo Canada, Giappone e Stati Uniti), il che dimostra che i piani telefonici sono generalmente più economici in Europa. Lo stesso vale per i costi di magazzino, dove primeggiano mete extraeuropee o Svizzere».

FAMIGLIA (4 persone di cui due adulti e due bambini 5-9 anni) Le prime 10 città. Dati in euro (Fonte: International Moving price index, 2019)

A pesare sul portafoglio di chi trasloca in una nuova città, al di là di costi di “gestione” della quotidianità come i trasporti o il cibo (categoria nella quale l’indice include sia la spesa al supermercato sia i pasti consumati al fast food o al ristorante), pesano soprattutto quelli dell’affitto. Temporaneo - calcolato su Airbnb, ma al netto di fluttuazioni dovute a periodi di particolare affollament; per un mese a Reykjavik un single spende di più che per un mese a New York o Hong Kong - oppure permanente. Affittare un appartamento tra i 40 e i 60 metri quadrati a San Francisco può arrivare a costare 2.800 euro al mese, mentre a Milano (40° in classifica) si superano di poco i 1.000 euro. I prezzi per un appartamento “familiare” (90-110 metri quadrati) a Singapore, circa 3.400 euro, superano quelli di New York (3.000 euro) e doppiano quelli di Stoccolma (1.700 euro).

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Ogni città ha i suoi record: positivi; negativi; alcuni più curiosi di altri. Come per esempio il divario tra il costo dell’abbonamento mensile ai trasporti pubblici tra Londra, 150 euro, e Jakarta, dove invece arriva solo a sei, oppure quello tra il prezzo della connessione internet per la casa a Dubai (85 euro al mese) e New Delhi (3 euro).

Di fatto, la classifica accende i riflettori su alcune situazioni peculiari che, a loro volta, sono espressione di un cambiamento socio economico in corso. Come quello in corso nella già menzionata Dublino, più costosa di Londra e Parigi, perfino più cara di New York se si guarda al costo dell’ affitto temporaneo di un mono-bilocale per un singolo: 2.278 euro contro 1.472. «Dublino, che si trova al settimo posto più costoso in cui trasferirsi, offre un caso di studio molto interessante sull’impatto dei grandi conglomerati come Google e Facebook che aprono uffici in una città», conferma Finn Age Hänsel, Managing Director di Movinga . «Mentre lo sviluppo di Silicon Docks ha senza dubbio aumentato l’occupazione in Irlanda, il rapido aumento dei prezzi di affitto di Dublino è stato influenzato da un afflusso di talenti di alto livello che affollano la città per le opportunità di business».

Un’evoluzione che non sempre è allettante, soprattutto per la popolazione locale: «I berlinesi si sono battuti attivamente contro i nuovi uffici di Google a Kreuzberg - continua Hänsel -a causa delle preoccupazioni per la gentrificazione che influenza, tra l’altro, i prezzi degli affitti. Berlino oggi è al 26esimo posto della classifica: la differenza nel costo della vita tra questi due grandi hub europei è molto importante per illustrare l’impatto locale che queste grandi imprese possono avere» .

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