INNOVAZIONE

Ecco Smartland, la Lombardia del futuro

Al via il roadshow regionale in 8 tappe per raccontare le best practice del territorio. Tra elicotteri e denim si parte da Varese e Alto Milanese

di Luca Orlando


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(Science Photo Library / AGF)

6' di lettura

Il programma elicotteristico di maggiore successo mondiale. Ma anche il sistema ottico scelto dal Governo Usa per il controllo del territorio. O ancora i sistemi di refrigerazione che portano il business da dieci a 420 milioni. Leonardo, Optec e Lu-Ve sono in realtà solo esempi, all’interno di un territorio, quello di Varese e dell’Alto Milanese, in cui l’innovazione è parte integrante dei modelli di business di molte aziende.

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Parte da qui, il 29 gennaio a Castellanza, il roadshow “Smartland. La Lombardia del futuro”, viaggio in otto tappe all’interno della regione per raccontare l’eccellenza lombarda.

Percorso organizzato da Regione Lombardia, Confindustria Lombardia, Fondazione Fiera Milano e Il Sole 24 Ore con il contributo di Ubi Banca, che ha l’obiettivo di far emergere le best practice e i percorsi innovativi di successo di ogni singolo territorio, realizzando e condividendo una sorta di mappa virtuosa che possa essere motore del cambiamento nel prossimo futuro della regione.

Start-up, ricerca e brevetti per guardare al futuro
Terreno particolarmente fertile per parlare di innovazione, come dimostrano i dati. A partire dai mattoni di base della nuove iniziative imprenditoriale, le start-up, che si sviluppano con un passo decisamente diverso rispetto al resto del Paese: 511 quelle nate nel 2019, la metà del totale nazionale, portando la Lombardia a ridosso delle 3mila unità, poco meno di un terzo del dato italiano.

Innovazione che si alimenta anche attraverso i brevetti (oltre tremila le richieste lombarde per invenzioni industriali lo scorso anno, il 32% del totale Italia) e più in generale l’attività delle imprese, che anche in questo caso presentano la quota più alta d’Italia in termini di ricerca, svolta dal 58,5% delle aziende, per una valore che sfiora i quattro miliardi di euro.

Caratteristiche che si traducono tra l’altro in una crescente capacità di intercettare fondi europei convincendo Bruxelles della validità dei progetti in campo: 219 quelli premiati nel programma Horizon 2020 per le Pmi, in grado di portare alle aziende 67 milioni di finanziamenti a fondo perduto, il 37% di quanto realizzato dall’Italia.

Spinta innovativa che in un certo senso è alimentata della forte esposizione internazionale delle imprese ( in media il 40% del fatturato è legato all’export), soggetti che per vincere gare e commesse nel mondo devono necessariamente presentare ai clienti prodotti diversi, ad alto valore aggiunto, distinguibili dalla concorrenza e sulla frontiera della tecnologia.

Il che evidentemente accade, perché diversamente le vendite estere non avrebbero potuto realizzare i progressi visti finora, passando per la regione dai 73 miliardi di euro del 2000 ai quasi 130 dello scorso anno.

Percorsi innovativi che si legano, forse non casualmente, a performance superiori in termini di crescita: tra 2014 e 2018 il Pil lombardo è lievitato infatti del 7,4%, tre punti oltre la media nazionale, portandosi così un punto oltre il picco pre-crisi, ancora distante 3,3 punti per l’intero paese.

I commenti dei protagonisti
«La Lombardia - sottolinea il presidente della Regione Attilio Fontana - è punto di riferimento nel nostro Paese e unica realtà italiana in grado di competere realmente sulla scena internazionale. Nell'anno in cui celebreremo i 50 anni della nascita della Istituzione regionale vogliamo proiettarci verso nuovi traguardi attraverso una riflessione strategica sul ruolo di una Regione come la Lombardia. L'occasione è Smartland, iniziativa che sosteniamo con convinzione mettendo a disposizione la nostra volontà di sperimentare, innovare, crescere, lavorando ogni giorno per il futuro. L'obiettivo a fine percorso sarà un evento in cui troveranno sintesi le esperienze raccolte durante il ‘viaggio' e, ne sono certo, riusciremo a mettere nero su bianco un piano strategico condiviso che guarda ai prossimi 30 anni. Un vero e proprio ‘libro bianco' sul futuro di una Regione che si mette a disposizione del Paese».

«L’intero nostro sistema - spiega il Presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti - ha aderito convintamente al roadshow regionale del Sole 24 Ore. Con Regione Lombardia abbiamo concordato che le peculiarità e le tante storie di successo della nostra regione avrebbero meritato un approfondimento più capillare, perciò è nato il roadshow regionale di otto tappe. Con due obiettivi principali. Viviamo una fase storico-politica in cui c'è forte bisogno di un racconto positivo dell'industria italiana che contrasti la cultura anti industriale che permea la nostra società, a partire dai livelli più alti della politica e delle istituzioni. Lo faremo mostrando l'innovazione, la sostenibilità e l'attitudine al cambiamento delle imprese lombarde. Le industrie della Lombardia vogliono presentare alla società le loro eccellenze, frutto della passione e del sacrificio di tutte le donne e gli uomini che lavorano nelle fabbriche. In secondo luogo, c'è una forte volontà da parte delle imprese, di concerto con le istituzioni regionali, di raccontare un modello caratterizzato da istituzioni, attori economici e università che lavorano in sinergia per il bene comune e il benessere di tutti i territori. Un modus operandi che farebbe bene anche al resto del Paese. Vogliamo far capire al Paese che il modello “Sistema Lombardia” deve essere un riferimento che ha dato esiti positivi in termini di crescita e sviluppo. Abbiamo dimostrato nei fatti che mettendo al centro delle politiche regionali l'impresa e il suo territorio, puntando sulla competitività delle imprese e del sistema, si possono vincere le sfide globali».

«Nel 1920 - aggiunge il Presidente di Fondazione Fiera Milano Enrico Pazzali - la prima Fiera di Milano dava vita a quella che, soprattutto per le Pmi, è diventata una vetrina indispensabile per la promozione dei propri prodotti e del proprio ingegno creativo. Cento anni durante i quali Fiera Milano è diventata un efficace strumento di politica industriale e territoriale per tutte quelle realtà che non avrebbero altrimenti le risorse interne per poter emergere anche nei mercati internazionali. “Futuro e Innovazione” sono le parole d'ordine che da sempre contraddistinguono l'operato di quanti espongono nei nostri padiglioni . Anche nel corso del 2019, infatti, innovazione ed esportazione hanno contraddistinto l'operato dei nostri espositori, con dati che superano di gran lunga le medie nazionali settoriali rilevate dall'Istat. Ben il 92% di quanti operano a Fiera Milano dichiara di esportare beni e servizi contro una media del 25% a livello italiano; mentre l'84% dichiara di impegnarsi in progetti innovativi, a differenza del 46% delle aziende italiane».

«Intendiamo sostenere questa iniziativa molto attivamente - ha sottolineato Frederik Geertman, Vice Direttore Generale e Chief Commercial Officer di Ubi Banca - perché tocca un territorio dove sono insediate numerose imprese la cui capacità di innovare ha rappresentato un modello per il Paese e ha consentito al sistema produttivo italiano di avviare un percorso nuovo volto alla crescita».

«Dal numero di brevetti ai fondi Horizon2020 conquistati dalle imprese - spiega il Direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini - ; dalla spesa in ricerca allo scatto verso l'alto delle università nelle classifiche internazionali si conferma il primato lombardo. Regione che dal 2000 ad oggi ha saputo far lievitare il proprio export di 55 miliardi di euro, arrivando al 27% del totale nazionale. Sono dati importanti perché certificano che se l'Italia, guardando i numeri complessivi, è ferma e sembra un Paese in cui non ci sono le condizioni per crescere, ha invece possibilità straordinarie in alcuni territori che fanno da traino e che possono proporre ad altre aree un modello di innovazione e sviluppo da seguire. Ma, anche in Lombardia, non tutti i territori sono uguali. Alcuni marciano spediti, altri hanno bisogno di maggior crescita. È per questo che nasce il roadshow Smartland, che parte da Varese per arrivare a Milano: siamo convinti che sia necessario raccontare le positività di questa regione, i suoi casi di successo e di eccellenza, per contribuire sia ad avviare quel meccanismo virtuoso di cui tutto il Paese ha bisogno sia per dare la spinta necessaria a quelle aree della Lombardia che ne hanno bisogno».

La prima tappa del roadshow è a Castellanza, il 29 gennaio, dove protagoniste saranno le aziende di Varese e Alto Milanese, territorio che può vantare non solo uno dei maggiori distretti mondiali dell'aerospazio, ma in cui sono diverse e articolate le specializzazioni presenti: dalla chimica alla gomma-plastica; dalla meccanica ai macchinari; dall'alimentare alle calzature. Con aziende in grado di vendere in tutto il mondo i prodotti più diversi: dal denim di qualità alle suole per scarpe: dai refrigeratori ai sistemi ottici; dai macchinari ai farmaci; dalle calzature agli elicotteri, dai data center agli antifurti intelligenti.

Caccia al ladro in versione hi-tech

I successivi appuntamenti di Smartland toccheranno i territori di Mantova (25 febbraio), Brescia (18 marzo), Lecco-Como-Sondrio (22 aprile), Cremona (13 maggio), Bergamo (8 luglio), Pavia (16 settembre), per chiudere con Milano/Monza/Lodi il 26 ottobre.

Per informazioni e iscrizioni:

https://24orelive.ilsole24ore.com/smartland-29-01-varese-legnano/

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