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Ecco The Last of Us Parte 1, il remake di lusso per Ps5 che però è un capolavoro

Esce a prezzo pieno il primo episodio firmato Naughty Dog per Playstation 5. Il remake più contestato di sempre. Ne vale la pena? 

di Luca Tremolada

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3' di lettura

The Last of Us Parte 1 uscito il 2 settembre per Ps5 non è un semplice remake del gioco uscito per Playstation 4 nel 2018 ma neppure una versione remastered. Gli sviluppatori di Naughty Dog non si sono limitati a “copiare” in bella calligrafia uno dei più straordinari giochi di questi ultimi vent’anni. Hanno ricostruito le ambientazioni, riscritto ambienti e personaggi. Da un punto di vista tecnico, lo diciamo subito, è una meraviglia.

Se possedete un televisore 4k Ii gioco può essere impostato in due modalità. Una denominata fedeltà che punta alla massima risoluzione possibile, ovvero 4K nativi, con un frame rate ancorato sui 30 Fps con l’obiettivo di raggiungere in situazioni più leggere i 40 frame al secondo. L’altra modalità è quella prestazioni dove i 4K diventano dinamici scendendo fino al 1440p per dare massima priorità alla stabilità dei fotogrammi che diventano 60 al secondo.

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Al netto dei tecnicismi la differenza c’è e si vede Pad alla mano. Sembra davvero un altro gioco ma non è un altro gioco. Anche per questo il titolo si è tirato dietro una serie non piccola di critiche legate al prezzo. The Last of Us Part 1 è infatti in vendita a prezzo pieno (80 euro) che non sono pochi per un gioco di cui si sa abbastanza tutto. Anche per questo va studiato con attenzione.

Cambia la storia?

Assolutamente no. The Last of Us Parte 1 racconta il viaggio di Ellie e Joel che vi appariranno però da subito cambiati nel look e anche nella psicologia. Non è come andare al cinema a vedere un film degli Avengers e ritrovarsi gli attori cambiati. Sono più belli e dolenti. Per chi ha giocato e finito tutti e due i titoli di cui si compone la serie non sarà facilissimo accettarlo. Anche perché non sono due persone completamente diverse. È come se ci fosse qualcosa che non torna. Dopo qualche ora di gioco però vi abituerete. subito.

Personalizzazione e accessibilità

Cambia il gameplay? 

Sì, cambia l’intelligenza artificiale dei nemici, cambia la capacità di modificare la difficoltà e l’accessibilità. Per esempio si possono gestire le Ai di amici e nemici in modo separato. Come anche il livello di furtività nei momenti stealth del gioco. Sotto questo profilo è stato compiuto un lavoro importante che rende il videogame un prodotto potenzialmente più profondo a aperto. Per esempio si possono gestire le Ai di amici e nemici in modo separato. Come anche il livello di furtività nei momenti stealth del gioco.

Vale la pena ri-giocare?

Quella compiuta è una opera di restauro intelligente. Vi accorgerete che sono moltissime le situazioni migliorate. Troverete nuovi spunti, capirete più cose, vivrete nuove sensazioni. Va però vissuto come un gioco nuovo. E come esperienza da veri fan, da chi insomma i videogiochi li vuole studiare e capire a fondo. Per chi li considera oggetti d’arte figli del loro tempo è invece una operazione discutibile. Non è come cambiare il vestito alla Gioconda ma quasi.

Due parole a propostito di Playstation

The Last of Us Part 1 è anche l’emblema di un cambio di passo di Playstation che settima scorsa ha aumentato del 10% i prezzi di Ps5 e dà l’impressione di volere monetizzare il momento d’oro che sta vivendo. Le previsioni come hanno scritto nell’ultima trimestrale non sono delle più rosee, le stime di crescita sono state riviste al ribasso. Tuttavia, proprio nei giorni scorsi insiem a Tencent hanno acquisito, rispettivamente, il 14% ed il 16% del valore azionario di FromSoftware lo studio di sviluppo dietro a Elden Ring e a i Souls. Per essere ancora più precisi: Sony detiene ora il 14,29% delle azioni di FromSoftware. Tencent sale al 16,25%. Sempre nei giorni scorsi Sony ha annunciato l'acquisizione di Savage Game Studios, uno sviluppatore mobile con sedi in Finlandia e Germania. Contestualmente all'operazione, è stata svelata la fondazione di una divisione mobile all'interno di PlayStation Studios. Questo ramo opererà in maniera parallela e indipendente all'impegno dell'azienda su console e, più recentemente, su PC. Quello che tiene insieme le due operazioni è la volontà sempre più evidente di trovare nuovi fonti di ricavi in modo da blindare ancora di più il proprio giro d’affare.

Riproduzione riservata ©
  • Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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