salvini indagato per abuso d’ufficio

Ecco tutte le regole per i voli di Stato: chi sale a bordo e perché

I voli blu sono finiti più volte sotto la lente della Corte dei conti , nel mirino dei giudici, protagonisti delle prime pagine di giornali e siti. Per motivi di trasparenza tutti possono sapere chi vola e dove vola

di Nicoletta Cottone

Aerei di Stato: ecco chi può volare e perché

I voli blu sono finiti più volte sotto la lente della Corte dei conti , nel mirino dei giudici, protagonisti delle prime pagine di giornali e siti. Per motivi di trasparenza tutti possono sapere chi vola e dove vola


4' di lettura

I voli blu sono finiti più volte sotto la lente della Corte dei conti , nel mirino dei giudici, protagonisti delle prime pagine di giornali e siti. Perché molte alte cariche dello Stato, quando viaggiano, non salgono a bordo di un volo di linea, ma usano i voli di Stato. Matteo Salvini, in qualità di ex vicepremier ed ex ministro dell’Interno del governo gialloverde, è indagato per abuso d’ufficio dalla procura di Roma, che ha trasmesso gli atti al tribunale dei ministri. Sotto la lente 35 voli di Stato, considerati illegittimi dalla Corte dei conti, che tuttavia archiviò il fascicolo che aveva aperto -trasmettendo però gli atti alla procura di Roma- non riscontrando un danno erariale («Tutti i miei voli erano per motivi di Stato. Mai fatto voli di Stato per andare in vacanza, quello lo fanno altri», ha dichiarato Salvini).

Chi può volare
Il decreto legge 98/2011, che contiene disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria, ha un intero articolo dedicato ai voli di Stato, i cosiddetti “aerei blu”. A bordo dei voli di Stato, specifica il decreto, sono ammessi il capo dello Stato, i presidenti di Camera e Senato, il premier e il presidente della Corte costituzionale. Eventuali eccezioni, recita l’articolo, «devono essere specificatamente autorizzate, soprattutto con riferimento agli impegni internazionali, e rese pubbliche sul sito della Presidenza del Consiglio dei ministri, salvi i casi di segreto per ragioni di Stato».

L’allargamento ai componenti del governo
É poi la direttiva del 23 settembre 2011 della Presidenza del Consiglio dei ministri a individuare specifiche regole. Su richiesta ad hoc possono volare a bordo degli aerei di Stato gli ex presidenti della Repubblica. In via eccezionale, possono volare a bordo degli aerei blu i componenti del Governo, le delegazioni ufficiali degli Organi costituzionali. Devono «comprovate, imprevedibili e urgenti esigenze di trasferimento connesse all’efficace esercizio delle funzioni istituzionali e l’impossibilità di provvedere ai trasferimenti con voli di linea». Deve anche essere «accertata indisponibilità di altre modalità di trasporto compatibili con lo svolgimento» delle funzioni. Per tutti voli «secondo criteri di economicità e di impiego razionale delle risorse».

La pubblicità dei voli
Per motivi di trasparenza tutti possono sapere chi vola e dove vola. I voli sono pubblicati mensilmente sul sito internet della Presidenza del Consiglio dei ministri. Viene riportata la data del volo, il soggetto destinatario e le motivazioni.

Non si vola se c’è il servizio ferroviario
Il volo di Stato «non è ammesso» per le tratte «sulle quali sia presente il
trasporto ferroviario» e il servizio «risulti idoneo ad assicurare il trasferimento in tempi e orari compatibili con gli impegni istituzionali della personalità interessata».

Sì al volo blu per capi di Stato e di governo stranieri
Può essere disposto, recita la direttiva, il trasporto aereo di Stato per Capi di Stato o di Governo, alte Autorità estere ed esponenti di Organismi di rilevanza sovranazionale. Solo, però, «quando lo richiedano il protocollo, le consuetudini, gli obblighi internazionali e la cura degli interessi della Repubblica». Sì anche al volo blu a supporto delle «attività degli Organismi preposti alla tutela della sicurezza nazionale» (a richiesta degli Organi di vertice) e per «finalità di protezione dei soggetti individuati con decreto del ministro dell’Interno, sentito il Comitato nazionale dell'ordine e della sicurezza pubblica. Sì anche per altri casi su disposizione del sottosegretario di Stato delegato. sentita l'Autorità delegata.

Voli per ragioni sanitarie e umanitarie
Il volo blu può anche essere disposto per ragioni sanitarie d’urgenza, «in favore di cittadini italiani gravemente ammalati o traumatizzati, nei casi di imminente pericolo di vita accertato dalla struttura sanitaria pubblica competente, quando sia stato verificato che non siano trasportabili con altri mezzi e non sussista. nel luogo ove si trovano, la possibilità di fornire adeguata assistenza». Regole sono state individuate per i voli blu per ragioni umanitarie nel bacino del Mediterraneo: «destinatari esclusivamente i cittadini italiani. dimoranti nel territorio della Repubblica o all'estero, che versino in situazioni di grave pericolo connesse ad epidemie o altre gravi calamità». Non devono essere disponibili altre modalità di trasporto, pubblico o privato, idonee a soddisfare l’esigenza di trasferimento». Resta salvo «il trasporto disposto dalle autorità competenti con i mezzi dell’Aeronautica militare in occasione di gravissime emergenze umanitarie».

Chi li autorizza
Il centro di riferimento per la gestione amministrative, tecnica e finaziaria dei voli blu è la presidenza del Consiglio dei ministri, che è anche sede di coordinameiito unitario del trasporto aereo di Stato in ogni sua forma. L’impiego degli aeromobili di Stato è autorizzato esclusivamente dal sottosegretario di Stato, specificamente delegato dal premier, su segnalazione e parere del Segretario generale di palazz0 Chigi (negli ultimi due esecutivi le deleghe al leghista Giancarlo Giorgetti per il governo gialloverde, al pentastellato Riccardo Fraccaro per quello giallorosso). L’ufficio per i voli di Stato, di governo e umanitari è posizionato nell’ambito del Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, a supporto al premier o al sottosegretario delegato. In base alla direttiva le richieste di concessione del trasporto aereo di Stato sono rivolte alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Segretariato generale. Le richieste dei voli nazionali vanno presentate con almeno 48 ore di preavviso, per quelli esteri le amministrazioni devono formulare un programma della missione e verificare preventivamente, presso l’ufficio per i voli di Stato, i tempi tecnici necessari per avere i permessi di sorvolo.

La relazione sulla richiesta di voli
La circolare 10 maggio 2013 precisa la necessità che ogni istanza di concessione di un volo di Stato abbia anche «una sintetica ma dettagliata relazione nella quale siano esposti, oltre alla precisa natura degli impegni ministeriali, elementi utili ai fini della valutazione politico-istituzionale sulla concessione del volo di Stato», per esempio ragioni di necessità o opportunità, grado di rilevanza e presenza di obblighi internazionali. Vanno anche precisate «le circostanze e le attività, precedenti o successive alla missione, ostative all’uso di voli commerciali o altri mezzi di trasporto».

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