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Ecco il Wi-Fi 6 in Italia: è il momento di cambiare router? La guida

I router Wi-Fi 6 cominciano a sbarcare in massa in Italia. Ma è davvero venuto il momento di cambiare router per un upgrade alla nuova versione?

di Alessandro Longo

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I router Wi-Fi 6 cominciano a sbarcare in massa in Italia. Ma è davvero venuto il momento di cambiare router per un upgrade alla nuova versione?


4' di lettura

I router Wi-Fi 6 cominciano a sbarcare in massa in Italia, portando – sulla carta – maggiore velocità, più affidabilità alla connessione internet domestica. Tim è da pochi giorni il primo operatore a integrare la nuova versione dello standard Wi-Fi in un router proprietario: il nuovo Digital Hub. Ma a quanto risulta al Sole24Ore, Vodafone sta per fare un medesimo upgrade alla propria Vodafone Station.
Uno dei maggiori produttori di router al mondo, la multinazionale Avm, fa sapere che il loro primo modello Wi-Fi 6 arriverà tra due settimane: il 7530 Ax. Altri marchi in vendita hanno già il 6: Netgear, Honor, Tp-Link ad esempio.Ma è venuto il momento di cambiare router per un upgrade alla nuova versione? E se passiamo alla fibra in questi giorni, conviene prendere un router Wi-Fi 6 invece di uno in versione 5? Le opinioni degli esperti sono diversificate.

Che cos’è il Wi-Fi 6 e i suoi vantaggi

Cominciamo a dire che i router Wi-Fi 6 utilizzano diverse nuove tecnologie progettate per aumentare le prestazioni complessive offrendo velocità di throughput aumentate (quasi 10 Gbps, teoricamente, rispetto alle velocità massime di circa 3Gbps con 802.11ac, la versione precedente). Ma soprattutto Wi-Fi 6 mira ad alleviare la congestione della rete e ridurre il consumo di energia da parte dei dispositivi connessi (utile in particolare nel caso degli smartphone e ancora di più per sensori low-power internet delle cose domestici). Tecnicamente, Wi-Fi 6 utilizza la modulazione OFDMA (Orthogonal Frequency-Division Multiple Access), che consente a un massimo di 30 client di condividere un canale contemporaneamente, migliorando così l’efficienza, aumentando la capacità complessiva e riducendo la latenza. Di preciso, OFDMA assegna intervalli di tempo ai client che consente loro di analizzare meglio i canali di rete disponibili. Ad esempio, se un utente sta vedendo un film in streaming sulla tv e un’altra nella stessa casa sta pubblicando un video su smarthpone, OFDMA consente a un router di assegnare canali a ciascun dispositivo in base a chi ne ha più bisogno.Il consumo di batteria è migliorato grazie alla funzione Target Wake Time, che consente di determinare quando i dispositivi si sveglieranno per iniziare a inviare e ricevere dati.Infine, Wi-Fi 6 offre uplink e downlink a otto stream Multi-User Multiple Input Multiple Out (MU-MIMO), che trasmette i dati simultaneamente anziché in sequenza. Così c’è una condivisione più equa della larghezza di banda tra i client abilitati MU-MIMO collegati. Tra i vantaggi del Wi-Fi 6 è spesso citato anche il nuovo Wpa 3, per la crittografia e quindi la sicurezza della rete. Wpa 3 diventa obbligatorio nel 6, però, ma è già disponibile sui migliori router Wi-Fi 5.

Tim Digital Hub e il Wi-Fi 6.0

Tim, pioniere tra gli operatori, presenta così il nuovo router, venduto a rate di 5 euro al mese per 48 mesi: “Assicura una navigazione stabile e super veloce (fino a 2000 Mbps in download) e garantisce una copertura Wi-Fi estesa ed eccellente. Numerose funzionalità come Configurazione automatica, Parental Control, Wi-Fi intelligente, spegnimento Wi-Fi in orari prestabiliti: il tutto controllabile da smartphone”.È opinione di molti esperti che Tim (e a breve Vodafone) abbia accelerate sull’innovazione del router proprietario solo perché è scattato il diritto di libertà di modem. In un mercato – com’è stato fino a inizi 2019 – dove l’utente non aveva diritto a un modem alternativo rispetto a quello imposto dall’operatore, e proprietario, non ci poteva essere spazio per l’innovazione.

Sì, ma conviene passare al Wi-Fi 6?

A questo punto bisognerebbe chiedersi se passare a un router Wi-Fi 6. La risposta di molti esperti tende a essere prudente (si vedano le analisi di testate specializzate come HowToGeek e PcMag). Il punto è che per sfruttare i vantaggi del Wi-Fi 6 bisogna avere dispositivi con Wi-Fi 6. Al momento ce n’è un buon numero di laptop, ma il problema è che solo gli smartphone top di gamma supportano il nuovo standard. Quelli di fascia media compatibili arriveranno il prossimo anno. Anche la nuova Playstation 5 sarà Wi-Fi 6. Conviene quindi prendere un router Wi-Fi 6 solo se si ha – o si avrà a brevissimo – un dispositivo di quel tipo. Non solo: l’acquisto andrebbe fatto anche se si intende subito sfruttare i vantaggi del nuovo standard, a tutti i costi. Al momento infatti i router compatibili sono di fascia alta (200-400 euro), ma i prezzi dovrebbero calare fra pochi mesi. È vero che ci sono modelli economici (sotto i 100 euro) con Wi-Fi 6.0, ma sono di marchi di fascia bassa. Chi li compra si troverà quindi sì il nuovo standard, ma avrà tutti gli altri svantaggi tipici dei modelli di fascia bassa in termini di potenza, affidabilità, sicurezza (firewall). Alcuni di questi non hanno inoltre il supporto a Wi-Fi Mesh, tecnologia già disponibile in router di fascia media Wi-Fi 5 e che facilita l’estensione della propria rete in stanze o zone non coperte (anche in giardino, in terrazza). Il Mesh funziona come un orchestratore intelligente della rete. I repeater Mesh non sono semplici ripetitori del segnale, ma dialogano con il router in modo da ottimizzare l’utilizzo di frequenze; evitando quelle congestionate ad esempio. Senza Mesh, c’è il rischio di avere insomma cattive prestazioni di rete nelle zone dove ci si collega a internet tramite repeater.

Cosa è il Wi-Fi 6

E Infine, è in arrivo anche l’evoluzione del 6: il 6E. Il suo grande vantaggio è che usa nuove frequenze, a 6 GHz (oltre alle classiche Wi-Fi 2.4 e 5 GHz). Queste oltre ad aumentare la velocità massima raggiungibile (ma a brevi distanze tra dispositivo e router), sono più libere al solito rispetto alle altre. Chi si trova in un condominio super affollato di reti, dove quindi la rete è congestionata, può sperare insomma nel 6E. Peccato che l’Europa non si sia ancora mossa per regolare l’uso di queste frequenze da parte del Wi-Fi. Probabilmente, bisognerà aspettare almeno 2021 per vedere in azione il nuovo standard.

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