Energia e ambiente

Economia circolare, 8 bottiglie su 10 tornano a nuova vita. In 5 anni benefici per 160 milioni di euro

Rispetto al 2015 gli italiani hanno avviato a riciclo 500mila tonnellate di vetro in più: un risparmio di 127 milioni di euro e un ulteriore beneficio di 33 milioni per i Comuni. Il presidente di CoReVe, Scotti: “Ora acceleriamo sulla qualità e quantità soprattutto nel Centro e Sud del Paese”

4' di lettura

Negli ultimi 5 anni la sensibilità degli italiani per l'ambiente si è tradotta in un balzo in avanti nella raccolta differenziata del vetro, superiore a quello che si era registrato nei 12 anni precedenti. E i benefici di questo cambio di passo sono trasversali e innegabili.

Le oltre 570mila tonnellate di rifiuti di imballaggi in vetro in più sottratte alle discariche e riciclate in nuove bottiglie e vasetti dal 2016 ad oggi, grazie alla raccolta differenziata e all'impegno dei cittadini, hanno determinato un incremento dei benefici economici per i Comuni italiani che, solo negli ultimi cinque anni, è pari a circa 160 milioni di euro. Dati dai ricavi derivanti dai maggiori corrispettivi riconosciuti da CoReVe (+33 mln €), per la raccolta differenziata del vetro, alle amministrazioni locali e ai gestori del servizio, cui si aggiungono i risparmi per i mancati oneri di smaltimento in discarica (127 mln €) legati alla crescita dei volumi. Non solo.

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L'anno della pandemia

Il risultato sul medio periodo non sarebbe stato possibile se il sistema non avesse retto nell'anno della pandemia, come conferma ufficialmente il rapporto annuale sulla raccolta e il riciclo del vetro in Italia, Il Piano specifico di prevenzione, curato dal consorzio CoReVe, che testimonia l'impegno garantito dalle famiglie italiane anche in tema di circolarità e sostenibilità. Il primo dato significativo è quello sui consumi.

In piena pandemia, gli italiani hanno incrementato l'utilizzo di vasetti e bottiglie di vetro, compensando in ambito domestico il calo registrato (stimato oltre il 30%) in hotel, bar e ristoranti, la cui attività è stata sospesa per una buona parte del 2020 per le misure di contrasto alla diffusione del Covid19.

Il saldo, infatti, è positivo: lo scorso anno si sono registrate 2.725.268 di tonnellate di imballaggi di vetro immessi al consumo, +1,8% rispetto al 2019.Ciò che più conta, però, sono i risultati della raccolta differenziata e del riciclo, ed è qui che si registrano gli incrementi più significativi, legati soprattutto all'incremento complessivo dei consumi, più che alla rincorsa delle aree più in ritardo nella raccolta.

Nel 2020 gli italiani hanno separato 2.396.000 tonnellate di rifiuti d'imballaggio in vetro, il 2,6% in più rispetto all'anno precedente. Complessivamente, la raccolta pro capite è passata dai 38,7 kg del 2019 ai 40,4 kg del 2020.Va ancora meglio per quanto riguarda l'avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio.

Nel 2020 il tasso di riciclo degli imballaggi di vetro ha raggiunto il 78,6%, con un ulteriore balzo in avanti rispetto al già lusinghiero 77,3% dell'anno precedente. Le quantità riciclate, 2.143.221 tonnellate, registrano infatti un 3,6% in più rispetto al 2019, un tasso di crescita più alto sia delle quantità raccolte che degli imballaggi in vetro immessi al consumo.

“Gli italiani sono tra i cittadini più virtuosi d'Europa per quanto riguarda la raccolta differenziata del vetro e i dati contenuti nel nostro rapporto annuale lo confermano – afferma Gianni Scotti, presidente di CoReVe -. Basti pensare l'Unione europea ha fissato come obiettivo di riciclo per il 2030 il 75%. Noi abbiamo superato quel traguardo già due anni fa, grazie all'attenzione crescente degli italiani nei confronti dell'ambiente, ma anche per merito degli sforzi compiuti da una filiera industriale che ha puntato con decisione sull'innovazione e la modernizzazione degli impianti di trattamento. In Italia siamo in grado di produrre e utilizzare persino la “sabbia di vetro” derivante dal recupero secondario degli scarti di processo degli impianti di trattamenti (“frazione fine” e scarti della selezione ottica degli inquinanti presenti nella raccolta, come la ceramica). Nel 2020 abbiamo recuperato 389 mila tonnellate di questo materiale che, negli altri Paesi, sebbene grazie ad una qualità della raccolta molto più alta sia molto inferiore ai ns. volumi, è normalmente smaltito in discarica con costi enormi”.

Troppi sacchetti e impurità nella raccolta

Grazie agli investimenti in innovazione tecnologica e al conseguente miglioramento dell'efficienza degli impianti di trattamento il sistema è riuscito a ridurre lo scarto finale, tra il vetro raccolto e quello effettivamente riciclato, ovvero trasformato in nuovi imballaggi, dal 11,4% del 2019 siamo passati al 10,6%. Purtroppo però la qualità media della raccolta è ancora in calo: troppi sacchetti di plastica e impurità finiscono ancora nella campana del vetro. “La qualità della raccolta può e deve migliorare – aggiunge Scotti -. Di fatto, con il livello attuale di scarti, dovuti alla alta presenza di inquinanti nel vetro raccolto, è come se Valle d'Aosta, Trentino (o Friuli), Umbria, Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria, rinunciassero tutte insieme ad effettuare la raccolta differenziata. Questo si traduce in un costo per la collettività, non solo ambientale, che si stima per difetto pari ad almeno a 48 milioni di euro. Noi proseguiremo con la sensibilizzazione dei cittadini sull'importanza di non commettere errori nel conferimento, separando correttamente il vetro da imballaggio da altri materiali, ma anche le Amministrazioni locali e i Gestori delle raccolte devono aiutarci facendo la loro parte, cioè scegliendo sistemi di raccolta efficienti, efficaci ed economici, che massimizzino il riciclo”.

Il Centro e Sud Italia grande opportunità

Il Centro e Sud d'Italia rappresentano una grande opportunità di miglioramento della raccolta sia in termini di qualità che di quantità. Una sorta di “locomotiva” che ha tutte le prerogative per far davvero crescere il Paese, non solo da un punto di vista economico, ma anche di efficienza nella gestione dei rifiuti di imballaggio date le importanti risorse di rifiuto di imballaggio potenzialmente disponibili nel Mezzogiorno.

“Per questo – conclude Scotti - è essenziale proseguire con investimenti mirati sull'educazione e sulla comunicazione con un focus specifico su regioni come il Lazio che rappresenta un potenziale bacino di crescita importante soprattutto in termini di quantità di materiale raccolto. Basti pensare che al Nord nel 2020 la raccolta si è attestata su una media di 47,8 kg per abitante mentre al Centro è stata di 37,8 e al Sud di 32 kg per abitante. Saranno per questo previste risorse straordinarie per il potenziamento delle infrastrutture e degli strumenti di comunicazione dedicati al miglioramento della raccolta dei rifiuti d'imballaggio in vetro. Far crescere quindi la raccolta differenziata laddove ci sono margini e migliorarne la qualità permetterà di raggiungere sempre maggiori benefici ambientali ed economici per il nostro Paese”.

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