Il rapporto Cen-Enea

Economia circolare, Italia leader in Ue nel riciclo dei rifiuti: batte Francia, Germania e Spagna

Ma il Paese è in difficoltà in tre settori: consumo di suolo, ecoinnovazione e riparazione dei beni

di Andrea Carli

(Agf)

4' di lettura

Sul terreno dell’economia circolare l'Italia è uno dei Paesi che “tiene”: nel quadro delle prime cinque economie europee si posiziona al primo posto per gli indicatori più importanti di circolarità, assieme alla Francia. La percentuale di riciclo di tutti i rifiuti ha raggiunto quasi il 68%, il dato più elevato dell’Unione europea. Nel 2020, ultimo anno di dati disponibile, il tasso di utilizzo di materia proveniente dal riciclo nell’Ue è stato pari al 12,8%, mentre in Italia il valore ha raggiunto il 21,6%, secondo solamente a quello della Francia (22,2%) e di oltre otto punti percentuali superiore a quello della Germania (13,4%).

È quanto emerge dal Rapporto nazionale sull'economia circolare in Italia 2022, giunto alla sua quarta edizione. Lo studio, presentato oggi, martedì 5 aprile, è realizzato dal CEN (Circular Economy Network), la rete promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile assieme a un gruppo di aziende e associazioni di impresa, in collaborazione con Enea.

Loading...

Anche il nostro paese, tuttavia, non ha centrato l'obiettivo del disaccoppiamento tra crescita economica e uso delle risorse. Ciò significa che Pil e consumo di materiali viaggiano in parallelo: la ripresa del 2021 mostra come i due valori si stiano riportando sugli stessi livelli precedenti alla pandemia. Siamo in difficoltà in tre settori: consumo di suolo, ecoinnovazione e riparazione dei beni.

L'Italia contiene i danni

In media in Europa nel 2020 sono state consumate circa 13 tonnellate pro capite di materiali. Ma tra le cinque maggiori economie al centro dell'analisi di questo Rapporto (Italia, Francia, Germania, Polonia, Spagna) le differenze sono consistenti: si va dalle 7,4 tonnellate per abitante dell'Italia alle 17,5 della Polonia. La Germania è a quota 13,4 tonnellate, la Francia a 8,1, la Spagna a 10,3. Nel 2020 per nessuno dei cinque Paesi europei esaminati si è registrato un incremento nella produttività delle risorse. In Europa nel 2020, a parità di potere d'acquisto, per ogni kg di risorse consumate sono stati generati 2,1 euro di Pil. L'Italia è arrivata a 3,5 euro di Pil (il 60% in più rispetto alla media Ue).

Il tasso di utilizzo di materia proveniente dal riciclo misura il contributo dei materiali riciclati alla domanda complessiva di materia. Nel 2020, ultimo anno di dati disponibile, il tasso di utilizzo di materia proveniente dal riciclo nell'Ue è stato pari al 12,8%. In Italia, sempre nello stesso anno, il valore ha raggiunto il 21,6%, secondo solamente a quello della Francia (22,2%) e di oltre 8 punti percentuali superiore a quello della Germania (13,4%). Spagna (11,2%) e Polonia (9,9%) occupano rispettivamente la quarta e la quinta posizione.

Riciclo di tutti i rifiuti: in Italia la percentuale più elevata dell’Unione europea

Notizie positive per l'Italia sul fronte rifiuti. In Italia la percentuale di riciclo di tutti i rifiuti ha raggiunto quasi il 68%: è il dato più elevato dell'Unione europea. Tra le cinque economie osservate, l'Italia è quella che al 2018 ha avviato a riciclo la quota maggiore di rifiuti speciali (quelli provenienti da industrie e aziende): circa il 75%. Per quanto riguarda i rifiuti urbani (il 10% dei rifiuti totali generati nell'Unione europea) l'obiettivo di riciclaggio è del 55% al 2025, del 60% al 2030 e del 65% al 2035. Nel 2020 nell'UE 27 è stato riciclato il 47,8% dei rifiuti urbani; in Italia il 54,4%. Sempre nel 2020 i rifiuti urbani avviati in discarica in tutta l'UE sono stati il 22,8%. Dopo la Germania, le migliori prestazioni sono quelle di Francia (18%) e Italia (20,1%).

Il punto debole: il consumo di suolo, ecoinnovazione e riparazione di beni

Ci sono invece settori in cui l'Italia è in netta difficoltà. Uno è il consumo di suolo: nel 2018 nella UE a 27 Paesi risultava coperto da superficie artificiale il 4,2% del territorio. La Polonia era al 3,6%, la Spagna al 3,7%, la Francia al 5,6%, l'Italia al 7,1%, la Germania al 7,6 %. Anche per l'ecoinnovazione siamo agli ultimi posti: nel 2021 dal punto di vista degli investimenti in questo settore l'Italia appare al 13° posto nell'UE con un indice di 79. La Germania è a 154. Infine la riparazione dei beni: in Italia nel 2019 oltre 23.000 aziende lavoravano alla riparazione di beni elettronici e di altri beni personali (vestiario, calzature, orologi, gioielli, mobilia, ecc.). Siamo dietro alla Francia (oltre 33.700 imprese) e alla Spagna (poco più di 28.300). In questo settore abbiamo perso quasi 5.000 aziende (circa il 20%) rispetto al 2010.

Le risorse messe in campo con il Pnrr

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza indica due obiettivi di carattere generale per quanto attiene all'economia circolare: rendere performante la filiera del riciclo con interventi volti a consentire il recupero delle materie prime seconde; implementare il paradigma dell'economia circolare, riducendo l'uso di materie prime di cui il Paese è carente e sostituendole progressivamente con materie prime seconde. Le risorse direttamente finalizzate all'economia circolare nella Missione 2 (Rivoluzione verde e transizione ecologica) Componente 1 (Economia circolare e agricoltura sostenibile) sono pari a 2,1 miliardi di euro. E in altre parti del Pnrr sono presenti ulteriori investimenti che potrebbero contribuire allo sviluppo dell'economia circolare.

Ronchi, economia circolare è soluzione a caro materie prime

Secondo il presidente del CEN - Circular Economy Network, Edo Ronchi, «le nostre economie sono fragili perché, per aspetti strategici, dipendono da materie prime localizzate in larga parte in un ristretto gruppo di Paesi. È qui - ha continuato - che l’economia circolare può fare la differenza, trovando all’interno del Paese le risorse che è sempre più costoso importare. La crisi climatica e gli eventi drammatici degli ultimi due anni, con l’impennata dei prezzi di molte materie prime, dimostrano che il tempo dell’attesa è finito. È arrivato il momento di far decollare senza ulteriori incertezze le politiche europee a sostegno dell’economia circolare», ha concluso.


Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti