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Economia europea più debole: la Bce è pronta a rinviare la stretta

di Riccardo Sorrentino


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(AFP)

2' di lettura

La Banca centrale europea si prepara. Aspetta di capire quanto durerà la frenata dell’economia, poi una eventuale revisione della propria forward guidance, nel prossimo consiglio di marzo - quando saranno disponibili le nuove proiezioni macroeconomiche - sarà possibile: la bilancia dei rischi sulla crescita «si è mossa verso il basso» e una correzione delle prospettive sui tassi, se necessaria, non suonerebbe più come uno strappo.

Bce in modalità «wait and see»
In questa riunione di gennaio non si è però neanche discusso di nuove misure di politica monetaria, e per un motivo molto semplice, ha spiegato più volte il presidente Mario Draghi: i mercati stanno facendo il lavoro della politica monetaria, rendendo più espansive le condizioni finanziarie di Eurolandia.

Forward guidance in azione
È la forward guidance che è attiva: prevede tassi fermi fino almeno all’estate ma comunque per tutto il tempo necessario per assicurare la convergenza dell’inflazione verso l’obiettivo. Proprio questa seconda parte della formula permette agli investitori di prevedere uno slittamento del prossimo rialzo - ora il mercato sembra puntare alla prima metà del 2020 - appiattendo per esempio la curva dei rendimenti e rendendo le condizioni finanziarie più espansive. Se la Bce dovesse convincersi che la frenata sarà prolungata «dovremo ovviamente dare valore a queste indicazioni».

Una frenata persistente?
Il consiglio direttivo - ha spiegato Draghi - si è quindi concentrato su una valutazione della situazione, che mostra una crescita più debole di quanto si fosse previsto. Sulla persistenza della frenata, il consiglio direttivo della Bce - ha aggiunto - sembra però diviso tra ottimisti, che ritengono il rallentamento della Cina, il protezionismo e Brexit relativamente poco incisivi, e altri che invece vedono il rischio di un periodo di prolungata frenata. «Se i fattori di rischio dovessero persistere dovremmo aspettarci che la debole spinta all’economia sia più lunga, e ben al di là del medio periodo», ha spiegato Draghi.

Basso rischio di recessione
Il consiglio intravvede inoltre un «basso» rischio di recessione, almeno per quanto riguarda Eurolandia nel suo complesso. L’andamento dei singoli paesi non viene però certo ignorato perché la contrazione di una parte dell’Unione potrebbe allargarsi all’intera area. «In nessun senso può essere un evento verosimile», ha poi aggiunto.

Liquidità abbondante
Solo un accenno, in consiglio, è stato fatto alle aste di lungo periodo (Ltro o Tltro). Draghi è stato molto preciso sul punto: saranno attivate se si dovesse considerare anche solo verosimile una frammentazione del sistema finanziario e creditizio. Sono escluse, nell’ottica della Bce, misure che puntino a “riparare” problemi di singoli settori o di singoli paesi. Un probabile riferimento all’Italia a cui va riferito - ha ammesso Draghi - l’irrigidimento degli standard di concessione del credito che è stato rilevato dall’ultima survey sul settore bancario. Molti analisti si aspettano comunque il Tltro anche se Draghi ha detto che la liquidità nel sistema «è e resterà abbondante».

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    Riccardo SorrentinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, francese, inglese

    Argomenti: Economia internazionale, politica monetaria, dati macroeconomici, Francia

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