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Economia globale: il 75% è in frenata. Dazi, Brexit e “caso Italia” tra le minacce

dal nostro inviato Gianluca Di Donfrancesco


Allarme Fmi: Italia e Brexit fra rischi crescita

2' di lettura

WASHINGTON – «Dalla crescita sincronizzata di un anno fa», quando il Pil saliva nel 70% dell'economia globale, «siamo passati al rallentamento sincronizzato, con il 75% dell'economia globale in frenata». Il direttore dell’Fmi, Christine Lagarde, è tornata a mettere l’accento sulla «delicata» congiuntura globale nella conferenza stampa che giovedì ha aperto ufficialmente i Meeting di primavera del Fondo monetario e della Banca mondiale a Washington, dove si tiene anche il G20 dei ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche centrali.

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Martedì, l’Outlook del Fondo ha abbassato al 3,3% la crescita per il 2019 e sottolineato le incertezze che minacciano la «precaria» ripresa in vista per il 2019 (3,6%): guerre commerciali, rischio politico, debito pubblico e privato, Brexit e anche il caso Italia.

I rischi legati alle politiche commerciali aggressive
Nella sua Global Policy Agenda, intitolata “Responsabilità comuni, ricompense condivise”, Lagarde ha chiesto ai Paesi di sviluppare economie «più resilienti e inclusive». È «imperativo» attuare «riforme strutturali per rafforzare la produttività e la crescita di medio termine». Occorre poi aggiornare le strutture multilaterali «fornendo un campo di gioco equo» per tutti. Un invito a portare avanti la riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio, da anni paralizzata e ora messa sotto stress dalle aggressive politiche commerciali della Casa Bianca.
Soprattutto, ha sottolineato Lagarde, bisogna «evitare di fare danni» con politiche sbagliate, come quelle sui dazi. Un altro esempio di danno autoinflitto è la trattativa infinita della Brexit. Il rinvio del divorzio del Regno Unito dalla Ue è positivo perché ha evitato il «terribile risultato» di un’uscita senza accordo il 12 aprile. Tuttavia prolunga le incertezze.

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Oltre a evitare di farsi del male, Lagarde invita anche «fare la cosa giusta» in quattro ambiti: alzare il potenziale di crescita e creare gli spazi di bilancio necessari a contrastare le crisi quando arrivano; rafforzare la resilienza del sistema finanziario; lavorare a una riforma a livello globale della tassazione delle imprese; lottare contro la corruzione.

Il caso Italia
Lagarde ha invitato le Banche centrali a restare su politiche monetarie accomodanti, per facilitare l’adozione delle misure di bilancio necessarie a ricostituire i margini di manovra nei Paesi in cui questo serve (come l’Italia). Ha anche invitato i Paesi in surplus (come la Germania) a usarlo per investire.
In un passaggio sull’Italia, Lagarde ha definito rassicurante il calo degli Npl nei bilanci delle banche: «Un percorso che deve proseguire». Sulla manovra del Governo, ha detto di apprezzare le intenzioni dell’Esecutivo, ma ora devono seguire misure concrete.

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