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Economia del mare, Giovannini: impegno a 360 gradi per la transizione ecologica

La sfida è realizzare infrastrutture efficienti e tecnologiche, ma al tempo stesso sostenibili e integrate alle città. Al via il primo Convegno sulla «Blue Economy», organizzato dal sole 24 Ore in contemporanea in tre città italiane: Genova, Trieste e Napoli

I punti chiave

  • Dal Pnrr oltre 4 miliardi per lo sviluppo dei porti italiani
  • Mestieri del mare: settore a rischio per mancanza di macchinisti
  • Maltese (Gruppo Costa): il settore crociere è ripartito
  • Ferrari (Uni Genova): Dialogo con il territorio e le imprese

    «Il settore è cambiato molto negli ultimi anni, passando da labour intensive a technological intensive. L’università ha recepito questa richiesta e anche noi a Genova lo abbiamo fatto, giocando su diversi livelli: intervenendo sulla formazione e sulla ricerca – spiega Claudio Ferrari, delegato alla pianificazione strategica dell’Università di Genova –. Abbiamo lavorato sull’ecosistema dell'innovazione, creando il Centro del mare, che raccoglie tutti i docenti dell’ateneo genovese che trattano il mare in una delle sue accezioni». Le parole chiave sono multidisciplinarietà e confronto continuo con il territorio e il mondo delle imprese.

  • Monticelli: il settore rischia la crisi per mancanza di macchinisti

    Anche l’industria marittima soffre il mismatching tra domanda e offerta di lavoro che affligge tanti settori, in particolari quelli di trasporti e logistica. «Cè’ un gap di risorse umane estremamente forte in tutti gli ambiti – spiega Fabrizio Monticelli, amministratore unico ForMare-Polo Nazionale per lo Shipping –. C’è quindi la necessità di un percorso per costruire un racconto diverso all’interno dlela filiera formazione-lavoro. Al momento il mismatch è soprattutto sulle figure di alto livello nel settore macchina, c’è una grande crisi di vocazione, per cui il sistema rischia di andare in crisi per mancanza di macchinisti. Esiste un problema di racconto».

  • Giovannini: impegno a tutto tondo sulle vie del mare

    «L’intera industria marittima si sta ponendo le tematiche di transizione ecologica, non solo il mondo delle infrastrutture, ma anche quello delle imbarcazioni, soprattutto quelle più grandi e di lusso. Segnalo che oltre alle risorse del Pnrr, il governo ha messo a disposizione anche altri fondi, penso ai 2 miliardi per la mobilità sostenibile inseriti in legge di Bilancio, che prevede un refitting delle navi». Lo ha detto il ministro alla Mobilità sostenibile, Enrico Giovannini.

  • Grassi (Confindustria): Zes e Zls scommessa da vincere per privati

    «Le Zes e Zls nascono a valle di scelte precise e sono state istituite nel 2017. L'obiettivo era mettere le risorse del mare al centro di questo sviluppo abbinando sviluppo manifatturiero con la filiera della logistica per dar vita a modello che collega più in fretta ai corridoi europei. C'è stato però un iter lunghissimo per andare a regime. L'ultimo ministro competente, Mara Carfagna, ha dato forte impulso al processo. La velocizzazione è infatti il vero asset. Le Zes e le Zls sono una scommessa dove il privato non può stare a guardare e occorre un partenariato non solo economico. Abbiamo chiesto e ottenuto di avere un tavolo permanente di controllo fra gli 8 commissari per le zes e gli 8 presidenti delle Confindustria del Mezzogiorno per un confronto. Siamo ottimisti perché oggi è il momento di maggior fiducia in 5 anni. Dobbiamo fare di tutto per dare un apporto per andare a regime nel più breve tempo possibile», ha detto Vito Grassi, presidente del Consiglio delle rappresentanze regionali e per le politiche di coesione territoriale e vicepresidente di Confindustria.

  • Roscio (intesa): finanziamenti a sostegno di Zes e Zls

    «Lo sviluppo del Paese passa anche dal rafforzamento del sistema portuale e logistico – dice Anna Roscio, executive director sales & marketing Imprese di Intesa Sanpaolo –. Per questa ragione guardiamo alle ZES e alle ZLS, come un sistema unitario che consente a livello nazionale di favorire gli investimenti produttivi e il reshoring. Abbiamo una forte specializzazione sul tema, stiamo lanciando soluzioni finanziarie specifiche che incentivano gli investimenti produttivi nelle ZES e nelle ZLS e offriamo l’expertise di SRM, la nostra società di studi dedicata, che mettiamo a disposizione di imprese e autorità locali».

  • Mattioli (Confitarma): servono opere più rapide e meno burocrazia

    «È importante rilanciare il concetto di economia del mare, ci si riempie la bocca ma non si fa tanto – ha detto Mario Mattioli, presidente di Confitarma (Confederazione italiana armatori) –. L’Italia ha posizione invidiabile nel Mediterraneo, sembra un pontile in mare e un crocevia con il canale di Suez, passa il 20% del traffico, ma di questo il 60% va nei porti del Nord Europa e no si ferma in Italia. Due punti sono importanti: occorre una semplificazione delle opere, è possibile che le opere che si fanno in fretta si fanno in deroga? La deroga deve diventare la regola per avere un sistema che porti l'Italia dove merita, cioè al centro dell’Europa per evitare i tempi eterni delle opere. Poi la burocrazia deve essere al servizio e non una palla al piede. Il Pnrr si basa sui tempi, per l'Europa il concetto di tempo è diverso da quello che pensiamo noi. Se non rispettiamo i tempi rischiamo di appesantire i debiti».

  • Leonardo: centrale la digitalizzazione degli scali

    «Lo sviluppo delle città portuali passa anche attraverso un porto evoluto, digitale e sostenibile. Leonardo è pronta a fare la sua parte, mettendo a disposizione le proprie competenze e tecnologie e ponendosi come aggregatore di realtà più piccole, per costruire un modello di porto digitale che coniughi performance, affidabilità ed efficienza. Un porto digitale che, come tutte le infrastrutture critiche, deve essere sicuro e protetto dalle minacce del mondo fisico e cibernetico», ha detto Giacomo Speretta, SVP Marketing & International, Cyber & Security Solutions di Leonardo.

  • Sandei (Enel): elettrificazione dei porti driver per lo sviluppo

    «L’elettrificazione dei porti e delle marine, attraverso un nuovo di paradigma nel modello di business, può diventare un driver fondamentale dello sviluppo del territorio in grado di mettere a disposizione degli armatori un servizio competitivo e di accelerare un ecosistema innovativo di piccole e grandi imprese, che dà forma a nuove filiere e green jobs», ha detto Sonia Sandei, Head of Electrification Enel.

  • Unindustria Napoli: sinergie privato-pubblico con idee comuni

    «A Napoli il porto è una parte del tutto, in ogni foto c'è il Vesuvio e il porto. Vederlo monco di certi investimenti per noi imprenditori è un peccato, è un peccato non essere del tutto integrati nella più grande azienda della città – ha detto Vittorio Genna, vicepresidente dell’Unione Industriali di Napoli con delega all’Economia del mare –. Gli imprenditori guardano a sinergie con il pubblico con idee comuni da portare aventi insieme. Il privato deve vedere l'investimento come sviluppo per i prossimi anni. Il privato ha l’obbligo di investire e far crescere il territorio, il pubblico può essere solo una molla e ottenere i fondi».

  • Dipiazza: Per il porto di Trieste 416 milioni dal Pnrr

    «Abbiamo avuto 416 milioni di euro per interventi sul porto nuovo di Trieste con l’elettrificazione dei moli e diventeremo il nuovo porto dell'Ungheria. Siamo arrivati a 10mila treni con un sistema ferroviario che raggiunge tutta l’Europa. Inoltre ci sono 65 ettari sul mare del porto vecchio, stiamo urbanizzando, stiamo posando 100 chilometri di tubazioni», ha detto Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste.

  • Agrusti (Confindustria): Cambiare il ragionamento su economia mare

    «Il mondo di sei mesi fa non è lo stesso di oggi e non lo sarà per i prossimi 30 anni e quindi occorre un cambio di ragionamento sull'economia del mare. Dobbiamo portare intorno ai porti una grande competenza per la realizzazione delle infrastrutture», ha detto Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico.

  • Bucci: Occorrono infrastrutture a terra, in mare e digitali

    «L’85% delle merci passa dal mare. Occorrono infrastrutture a terra, in mare e digitali, sono le 3 condizioni per avere successo. Noi lo stiamo facendo a Genova, con i fondi statali e del Pnrr. Sono in corso investimenti importanti con la realizzazione della diga, delle infrastrutture collegate e con la conclusione del Terzo valico entro 2 anni per portare le merci verso la pianura e per attaccarci al corridoio Reno-Alpi. Così costruiamo il futuro per le prossime generazioni». Lo ha detto Marco Bucci, sindaco di Genovadurante il convegno «Economia del mare. Nuovi scenari e sfide per la Blue Economy», che si svolge in contemporanea in tre città, Genova, Napoli e Trieste. Il convegno vuole rappresentare un osservatorio annuale del Sole 24 Ore per il sistema dell’industria marittima italiana.

  • Deandreis (Intesa): Zes e Zls al nastro di partenza

    «ZES e ZLS sono finalmente al nastro di partenza in un momento in cui il Mediterraneo appare essere sempre più centrale nelle strategie di reshoring. SRM è da tempo concentrata ad offrire analisi e servizi dedicati in questo comparto così importante per l'Italia». ha detto Massimo Deandreis, direttore generale di SRM Studi e Ricerche Mezzogiorno, Intesa Sanpaolo: «Abbiamo il dovere di sostenerle».

  • Maltese (Costa): il settore crociere è ripartito

    «Dopo lo stop della pandemia, il settore crociere ha rimesso in moto un ecosistema che solo per il Gruppo Costa vale 12,6 miliardi di euro all’anno in Europa. Costa è ripartita promuovendo una maggiore interazione con porti e istituzioni, e continuando a investire nella ricerca e sviluppo per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità ambientale definiti dalle norme Europee». Così Beniamino Maltese, Executive Vice President and CFO di Costa Crociere. «Siamo stati la prima compagnia a introdurre le navi a LNG e la prima che sta attrezzando una nave da crociera con un sistema di batterie che permettono l'arrivo senza emissioni in porto – ha aggiunto Maltese –. Inoltre, la nostra flotta ha in corso di ultimazione finale l’installazione degli apparati necessari per l’alimentazione elettrica da terra durante le soste nei porti (cold ironing). Sono tutti investimenti che creano valore, per i quali serve però anche un intervento da parte delle istituzioni per definire nelle previsioni “Fit for 55” un modello di incentivazione del “refit green” delle navi da crociera esistenti, oltre alla creazione di una rete integrata di mobilità sostenibile dei centri storici dove sono ubicati i principali porti passeggeri, con un sistema “dual use”, che integri le esigenze di trasporto dei residenti locali con quelle dei passeggeri delle navi».

  • Confindustria Genova: momento irripetibile per investire

    «La nuova diga è un punto partenza del porto che comporta un ridisegno delle strategie. Il nostro porto è multifunzionale, non c'è solo l’attività di container e dei terminali, ma anche una componente della pianificazione e il settore crociere. Le opportunità di oggi devono essere colte, non avremo altre occasioni per aggiornare le nostre infrastrutture». Lo ha detto Umberto Risso, presidente di Confindustria Genova.

  • Manfredi: la sfida è avere porti sostenibili e integrati alle città

    Se il ruolo dei porti è fondamentale per il paese, tanto più lo è al Sud, dove il 64% dell’import-export avviene via mare, contro il 36% del Nord. «Per una città come Napoli il porto è parte dell’identità e insieme una grande opportunità di sviluppo – dice il sindaco di Napoli Gaetano manfredi –. Oggi la sfida è come rendere il porto più efficiente, accogliente e capace di svolgere un ruolo multifunzionale in una logica di sostenibilità e integrazione con la città. Questa è la grande sfida delle città portuali: cogliere le opportunità del settore, ma in una logica di sostenibilità e integrazione cittadina».

  • Toti: diga Genova, scali Vado, Spezia e Savona asset per competitività Paese

    «La nuova diga di Genova, il porto di Vado e quelli di Savona e Spezia e le autostrade del mare sono asset che danno competitività al Paese. Se non usiamo i soldi del Pnrr per aumentare la competitività di questo Paese, non aumenteremo il mercato interno e avremo soltanto più debiti. Ma non dimentichiamo che l'infrastruttura più importante è quella umana, dobbiamo investire sulla formazione del personale che resta un tappo alla crescita delle imprese». Lo ha detto Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria.

  • Bucci: costruire infrastrutture è costruire il futuro delle città

    «È nostro dovere costruire queste infrastrutture, perché le ricadute di questi investimenti agiscono per decenni. Ccosì costruiamo il futuro delle nostre città e delle prossime generazioni. Abbiamo il dovere di farlo», dice il sindaco di Genova Marco Bucci .

  • Economia del mare sia priorità per governo e parti sociali

    La pandemia, pur nella sua tragicità, ha aiutato a far capire l’importanza dell’economia del mare e dei trasporti. «Se si bloccano i trasporti marittimi, sono guai per tutta l’economia – dice il direttore del Sole 24 Ore, fabio Tamburini –. Il blocco del Porto di Shanghai con le conseguenze disastrose per il trasporto marittimo e i costi ma ci fa capire che oggi l’Economia del mare è una priorità».

  • Dal Pnrr 4 miliardi agli scali italiani

    «I porti italiani crescono e questa tendenza è destinata a rafforzarsi anche grazie al Pnrr che assegna ai nostri scali quasi 4 miliardi di euro. Siamo convinti che l’economia del mare sia una componente fondamentale per un Paese che vuole essere competitivo e attrattivo sotto il profilo commerciale e che vuole giocare il ruolo che gli compete negli scenari e nelle sfide geoeconomiche del Mediterraneo», spiega Fabio Tamburini, direttore de Il Sole 24 Ore, presentando il primo convegno del gruppo editoriale dedicato alla Blue Economy. «Per questo, in un momento storico di grande evoluzione di assetti mondiali e di geopolitica, l’economia del mare può e deve rappresentare una grande leva allo sviluppo economico dell’Italia», aggiunge Tamburini.

  • Al via il Convegno del Sole 24 Ore sulla «Blue Economy»

    Nuovi scenari e sfide per la Blue Economy, dedicato all’industria marittima, settore strategico per l’intera economia nazionale e per la gestione delle imprese dei settori dei trasporti, della logistica, dello shipping e della portualità. L’evento si tiene oggi contemporaneamente in tre città: Genova (a bordo della Costa Firenze), Trieste (la Sala Oceania del Centro Congressi Stazione Marittima), Napoli (nei locali della Sala d’Amato dell’Unione Industriali).

    Il Convegno Economia del mare, alla sua prima edizione, vuole rappresentare un osservatorio annuale del Sole 24 Ore per il sistema dell’industria marittima italiana analizzandone il potenziale di crescita, gli scenari e le nuove sfide per gli operatori anche di fronte ai mutati equilibri geopolitici mondiali.

    Al centro della discussione la ricerca e l’innovazione per promuovere e sviluppare modelli sostenibili; la portualità come perno per la crescita dei traffici internazionali e l’innovazione tecnologica e digitale per i porti di nuova generazione; la formazione delle nuove competenze necessarie per svolgere i mestieri del mare; i macrotrend geopolitici e gli scenari evolutivi.

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