LA SQUADRA DI VON DER LEYEN

Economia Ue, Gentiloni in pole per sostituire Moscovici

Indicato come commissario a Bruxelles, con l’ex premier (nonché ex ministro delle Comunicazioni ed ex titolare della Farnesina) la nuova Italia giallo-rossa punta in alto: al portafoglio degli Affari economici, oggi detenuto dal francese Pierre Moscovici

di Manuela Perrone

Paolo Gentiloni: ecco il profilo del nuovo commissario europeo

Indicato come commissario a Bruxelles, con l’ex premier (nonché ex ministro delle Comunicazioni ed ex titolare della Farnesina) la nuova Italia giallo-rossa punta in alto: al portafoglio degli Affari economici, oggi detenuto dal francese Pierre Moscovici


3' di lettura

La mossa del cavallo del Governo Conte 2, entrato ieri nella pienezza dei poteri con il giuramento al Quirinale, ha il nome e il volto del presidente del Pd, Paolo Gentiloni. Indicato come commissario a Bruxelles, con l’ex premier (nonché ex ministro delle Comunicazioni ed ex titolare della Farnesina) la nuova Italia giallorossa punta in alto: al portafoglio degli Affari economici, oggi detenuto dal francese Pierre Moscovici. Una delega cruciale per insistere sulla necessità di rivedere il Patto di stabilità e crescita, obiettivo ritenuto più a portata di mano dopo che la presidente eletta della Commissione, Ursula von der Leyen, si è detta favorevole a un atteggiamento di bilancio accomodante e dopo le aperture di Christine Lagarde, presidente designata della Bce. Ma anche dopo la performance economica negativa della Germania che, entrata in recessione, avrà bisogno di flessibilità. Non è passato inosservato l’augurio di «grande successo» indirizzato a Conte dalla cancelliera Angela Merkel, che ha ricordato i «comuni valori» e l’«impegno per l’Ue» che uniscono Italia e Germania.

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Stamane a Bruxelles Gentiloni incontrerà von der Leyen, sulla scia dei colloqui che la presidente sta conducendo con tutti i candidati dei diversi Paesi Ue. E capirà quante sono reali le probabilità di ottenere gli Affari economici, per i quali sono in corsa anche il belga Didier Reynders e la finlandese Jutta Urpilainen, entrambi ex ministri delle Finanze. Gentiloni è però l’unico a poter vantare nel curriculum l’esperienza di presidente del Consiglio, per di più di un Paese fondatore dell’Ue. Ma soprattutto potrebbe giocare a suo favore il fatto di rappresentare un’Italia appena rientrata nel solco europeista, dopo lo sbandamento sovranista dell’epoca gialloverde. Naturalmente la scelta sarà comunicata da Palazzo Berlaymont: von der Leyen presenterà martedì a Bruxelles la nuova squadra, che entrerà in carica il 1° novembre.

«Amo l’Italia e l’Europa e sono orgoglioso dell’incarico ricevuto», è stato il commento di Gentiloni. «Ora al lavoro per una stagione migliore». L’ex premier ha incassato il plauso, tra gli altri, del segretario dem Nicola Zingaretti («Ottima scelta per l’Italia che torna protagonista in Europa») e di Matteo Renzi. Amarezza, invece, tra i neoalleati pentastellati. Con l’eurodeputato Dino Giarrusso che ha dato voce al malcontento: «Un commissario indicato dal M5S sarebbe stato il fiore all’occhiello di questa trattativa».

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Con Gentiloni commissario, David Sassoli presidente dell’Europarlamento, Roberto Gualtieri all’Economia ed Enzo Amendola agli Affari europei - un cordone interamente Pd - il posizionamento italiano sulla scacchiera Ue perde però ogni ambiguità. È un immediato forte segnale di discontinuità. E non è l’unico. Ieri il primo Consiglio dei ministri riunito dopo il sobrio giuramento al Colle ha deliberato di impugnare una legge del Friuli Venezia Giulia anche per le «disposizioni in materia di immigrazione che appaiono discriminatorie». Una plateale sconfessione della linea del governatore leghista Massimiliano Fedriga e dell’ex inquilino del Viminale, Matteo Salvini, che ha tuonato: «Bell’esordio del Governo Pd-M5s-Leu, rispettoso dell’autonomia delle popolazioni, dei territori, degli italiani».

Dietro le svolte c’è la mano del premier, netto in Cdm con i suoi ministri: dopo aver ringraziato il presidente Mattarella, ha sollecitato lo stop a conflitti e «sgrammaticature», invitando a lavorare con «leale collaborazione». Luigi Di Maio e Dario Franceschini, capidelegazione dei due partiti di maggioranza, hanno convenuto. Subito dopo, i 21 ministri e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, fresco di nomina, hanno fatto ingresso nei loro uffici. Prossimo step la fiducia, lunedì alla Camera (Salvini ha già annunciato un presidio fuori da Montecitorio insieme a Fdi) e martedì al Senato. Conte lavora al suo discorso: europeismo e rilancio dell’economia in chiave ecosostenibile saranno i punti cardine.

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