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Economia Aziende

Ultimatum Fiat su Pomigliano

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Questo articolo è stato pubblicato il 29 maggio 2010 alle ore 08:05.

Giorgio Pogliotti
ROMA
Ultimatum dell'a.d. Fiat ai sindacati nel negoziato sul futuro di Pomigliano d'Arco dove, secondo il piano del Lingotto, verranno investiti 700 milioni per produrre la nuova Panda: «I tempi – ha detto Sergio Marchionne – stanno diventando stretti. Il protrarsi della trattativa con i sindacati ha già provocato lo slittamento degli investimenti necessari per l'avvio della produzione. Spero che si possa giungere a una rapida conclusione, perché presto sarà impossibile accettare ulteriori ritardi». In assenza di un accordo che «offra adeguate garanzie» Marchionne ha lanciato un monito al sindacato spiegando che «potrebbe diventare inevitabile riconsiderare il progetto e prendere in considerazione ipotesi alternative per la produzione della futura Panda», rispolverando il cosiddetto "Piano B".
Ieri nella riunione all'Unione industriale di Torino con Fim, Uilm, Fismic e Ugl (assente la Fiom che sarà convocata il 4 giugno) si sono trovate alcune convergenze, dopo che la Fiat ha presentato nuove proposte tenendo conto delle osservazioni emerse negli incontri precedenti. In particolare sull'organizzazione del lavoro su 18 turni a Pomigliano, sul diciottesimo turno (il sabato notte), si è trovata una convergenza di massima per consentire che il turno possa essere non lavorato e compensato attraverso permessi e recuperi. Va ancora sciolto, invece, il nodo degli straordinari obbligatori che la Fiat, come spiega Bruno Vitali (Fim-Cisl), ha rilanciato fino a 120 ore: «Siamo disponibili a ragionare su 80 ore rispetto alle 40 ore previste dal contratto – continua Vitali – e a verificare l'applicazione, chiarendo che è un'eccezione per Pomigliano». Su un'altra proposta della Fiat, la limatura delle pause (da 40 a 30 minuti), il sindacato ha chiesto che vengano recuperati i 10 minuti, ma la Fiat sembra più decisa a monetizzarli per non avere effetti negativi sulla produzione. Altro tema "caldo", quello dell'esigibilità degli accordi: «Fiat propone sanzioni nei confronti di sindacati e lavoratori che non rispettano le intese – continua Vitali –, ma gli accordi sono esigibili per definizione». La Fiat ha presentato al sindacato anche i dati sull'assenteismo che ha raggiunto valori "patologici" in concomitanza di scioperi (471 certificati medici presentati in occasione dell'agitazione del 16 novembre 2007 per il rinnovo del contratto) o delle tornate elettorali (1.518 dipendenti assenti su 4.473 ad aprile 2008), chiedendo di stabilire un criterio per consentire il recupero delle produzioni perse.

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Tags Correlati: Attività sindacale | Bruno Vitali | CGIL | Cisl | Comitato centrale | Fiat | Fim | Fiom | Gianni Rinaldini | Ministero dello sviluppo economico | Sergio Marchionne | Torino (squadra)

 

Al termine dell'incontro di ieri i sindacati si sono detti ottimisti: la Fim è convinta che sia possibile raggiungere un accordo entro il 10 giugno, la Uilm entro l'11. Però su Pomigliano rischia di configurarsi un'intesa separata senza la Fiom-Cgil. A meno che dal confronto del 4 giugno non si compiano significativi passi in avanti. Il clima è già teso: «Avevamo chiesto lo spostamento di due-tre giorni per l'impossibilità di partecipare – ha spiegato il leader della Fiom, Gianni Rinaldini – ma la Fiat ha tenuto l'incontro separato, fatto di una gravità assoluta rispetto alle relazioni sindacali». Rinaldini – in procinto di lasciare la guida del sindacato (la data verrà decisa tra lunedì e martedì dal comitato centrale) – spiega che la Fiom andrà all'incontro con la Fiat «per negoziare, non per prendere ciò che altri hanno definito».
Infine, per lo tabilimento di Termini Imerese che la Fiat intende dismettere entro il 2011, sulle prospettive del polo industriale è stato convocato un incontro al ministero dello Sviluppo economico l'11 giugno.
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