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Economia Aziende

Bollette meno care con lo stop al Cip6

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Questo articolo è stato pubblicato il 08 giugno 2010 alle ore 08:07.

Daniele Lepido
MILANO
Stop al Cip6 che «droga» il mercato dell'energia, così come certi ingaggi milionari fanno «sballare» il mercato del calcio. Contro i discussi incentivi alle energie alternative, pronti per essere "pensionati" dal ministero dello Sviluppo economico con un calendario ad hoc, è sceso in campo il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, che ha fatto anche riferimento agli imprenditori del settore energetico presenti nel mondo del pallone, «sport che non seguo» (tra questi, in serie A, le famiglie Moratti e Sensi, solo per fare due nomi).
Il Cip6 prevede infatti che chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate (quindi anche le "vecchie" raffinerie) abbia diritto a rivenderla al Gestore dei servizi energetici a un prezzo superiore a quello di mercato. Ecco perché con l'abolizione del Cip6, la bolletta energetica potrebbe calare.
I primi decreti del ministero dello Sviluppo per la chiusura di alcune convenzioni degli impianti Cip6 a gas saranno pronti per la fine di giugno mentre entro il 2010 potrebbero essere chiusi quelli per le centrali alimentate con combustibili più "difficili" come gli scarti di raffineria. Dopo il decreto di fine 2009, che prevedeva la possibilità di chiudere anticipatamente le convenzioni, sembra esserci stata un'adesione completa di tutti i produttori, che hanno presentato la loro manifestazione d'interesse per verificare la possibilità di aderire. In questa fase il ministero sta conducendo gli approfondimenti necessari per stabilire alcuni parametri del decreto e per quantificare i corrispettivi da riconoscere per la chiusura anticipata delle convenzioni.
Le principali difficoltà sarebbero legate alla numerosità degli impianti e alla loro diversità. Da qui la decisione del ministero di partire con quelli alimentati a gas che sono più semplici da gestire nella trattativa e più omogenei tra loro. Ci vorrà invece più tempo per chiudere gli accordi con i petrolieri perché gli impianti usciti dal Cip6 dovranno comunque restare in esercizio per provvedere allo smaltimento dei combustibili di scarto della raffineria.

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Tags Correlati: Ministero dello sviluppo economico | Prezzi e tariffe | Roberto Calderoli

 

Eppure c'è anche un altro nodo da sciogliere, legato all'attuazione delle risoluzione anticipata, come spiega una fonte al Sole 24 Ore: alcuni degli impianti Cip6 sono infatti fondamentali anche per la sicurezza del sistema elettrico, perché contribuiscono a produrre energia quando il fabbisogno aumenta.
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