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Sky si prepara alla gara ma resta il nodo dei tempi

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Questo articolo è stato pubblicato il 11 luglio 2010 alle ore 14:46.


ROMA
Sky Italia sta per avere il via libera dalla commissione Ue per poter operare sulle frequenze televisive terrestri. La decisione sarà presa il 20 di luglio, ma fonti di Bruxelles sembrano confermare un orientamento favorevole al sì alla richiesta della pay tv controllata da Rupert Murdoch di far cessare da subito gli obblighi, contratti al tempo della fusione Tele+ Stream. Come quello di non poter agire come operatore di rete e con un'offerta a pagamento sulle frequenze terrestri sino a fine 2011. La decisione sarà forse favorevole, ma non senza condizioni. La principale sarà, probabilmente, il prolungamento del divieto di offrire contenti a pagamento sulle frequenze terrestri per tre o quattro anni.
Sky avrà due opzioni, non necessariamente alternative. La prima è quella di acquistare una rete di trasmissione da un'operatore esistente e predisporre un'offerta gratuita, già avviata con il canale Cielo, diffuso sulla rete del gruppo Repubblica-L'Espresso. L'altra è quella di partecipare alla procedura pubblica di assegnazione di cinque frequenze nazionali, imposta all'Italia dalla commissione Ue, insieme alla frequenze per Europa 7, quale contropartita della (non ancora formalizzata) chiusura della procedura d'infrazione in atto contro l'Italia, a causa della normativa nazionale su analogico e digitale. Sky ha già dichiarato di voler partecipare alla "gara", quindi l'interrogativo riguarda solo la prima opzione. Il problema sono i tempi di tale procedura pubblica. L'Agcom, finora, ha atteso l'approvazione del Piano nazionale, dove sono indicate le cinque frequenze, che sarà però impugnato dalle tv locali, e la decisione di Bruxelles su Sky. Ora non può più aspettare.
I tempi non saranno comunque brevi, si andrà al 2011. Due delle cinque frequenze saranno a disposizione degli operatori con più di una rete, ovvero Rai, Mediaset e Telecom Italia Media. Diverranno, con ogni probabilità, la quinta rete di Rai e Mediaset. Alcune tv nazionali minori chiedono che Sky competa solo per queste due frequenze contro Rai e Mediaset. Sky però non ha, ne può avere, alcuna rete analogica. Può, quindi competere per tutte e cinque le frequenze, potendo contare su una dimensione d'impresa e un'offerta di contenuti senza paragoni rispetto alle altre reti nazionali minori. La quali nel test di mercato, una sorta di consultazione effettuata dalla commissione Ue, si sono dichiarate tutte contrarie al sì rispetto alla richiesta di Sky di anticipare l'entrata sulle frequenze terrestri. Sky non potrà competere sull'offerta pay e i diritti in chiaro sono in gran parte custoditi nella library di Rai e Mediaset. Acquistare una rete per anticipare i tempi rispetto alla "gara" costerebbe decine di milioni di euro. Sky potrebbe allearsi con altri produttori di contenuti, come Disney ad esempio, che cercano uno sbocco sul mercato dei contenuti gratuiti e non solo in quello del pay. Il business principale rimarrà comunque la pay tv satellitare.

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