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In Sardegna esplode la protesta dei pastori

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Questo articolo è stato pubblicato il 21 agosto 2010 alle ore 08:00.


CAGLIARI
Esplode la protesta dei pastori sardi. Cagliari e Alghero sono state invase dai trattori degli allevatori dell'Isola. Due città unite da un solo grido: «La situazione è drammatica», denuncia il presidente nazionale di Coldiretti, Sergio Marini, ieri nel capoluogo isolano per partecipare agli stati generali dell'associazione. «La vertenza coinvolge altre regioni d'Italia, come Toscana, Sicilia e Lazio, perché il problema è uguale per tutti: il prezzo del latte non è remunerativo». Il problema è il solito: i pastori lamentano che il prezzo (60 centesimi al litro) del latte riconosciuto dagli industriali (i trasformatori) non è sufficiente a coprire i costi di produzione.
In Sardegna si realizza il 60% del latte ovicaprino nazionale. Ogni pecora produce mediamente cento litri all'anno, a fronte di una produzione nazionale complessiva di 7 milioni di quintali. «La prima regione di allevamento in Italia è la Sardegna con 3 milioni di quintali», commenta Marco Scalas, presidente regionale di Coldiretti, «seguono la Sicilia con 700 mila quintali, il Lazio con 600 mila e la Toscana con 500mila». Ma il settore è al collasso. «Innanzitutto serve un intervento congiunturale per risolvere l'emergenza, rappresentata dalle eccedenze di formaggio», spiega Michele Errico, direttore regionale di Coldiretti. «È necessario, cioè, che le regioni Sicilia, Sardegna, Lazio, Toscana e il ministero eroghino 25 milioni di euro per svuotare i magazzini degli industriali e risollevare così la produzione del formaggio pecorino. Una soluzione tampone da cui poi ripartire per ricontrattare un nuovo prezzo del latte». Ma il nodo è anche strutturale, continua Errico, «bisogna rilanciare il prodotto attraverso la promozione e l'allargamento del mercato: oggi il pecorino romano è esportato prevalentemente negli Stati Uniti». Non solo. In Sardegna va introdotta anche maggiore diversificazione: il 70% del latte infatti viene trasformato in pecorino romano.
La piattaforma di Coldiretti piace a Toto Meloni, presidente del Consorzio di tutela del pecorino romano: «È interessante perché moderna, innovativa e aperta alle logiche del mercato. Tutelare la produzione primaria è sacrosanto ed è importante anche per la trasformazione, per i prodotti tipici e per il pecorino romano in particolare. Abbiamo l'esigenza di approfondire i contenuti della piattaforma», sottolinea Meloni, «ma comunque vediamo in modo positivo queste linee guida». Le soluzioni alla crisi, pensate da Coldiretti, saranno presentate il 30 agosto al ministero delle Politiche agricole dove è stato convocato un tavolo.

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Tags Correlati: Alghero | Cagliari | Codacons | Coldiretti | Felice Floris | Giulio Tremonti | Lazio | Marco Scalas | Michele Errico | Ministero delle Politiche Agricole e Forestali | Movimento dei pastori sardi | Otomachi | Regioni | Sergio Marini | Sicilia | Silvio Berlusconi | Toscana |

 

Le rivendicazioni sono state accompagnate da un esercito di trattori che ha sfilato per le vie di Cagliari e di Alghero. Nel capoluogo catalano, centinaia di allevatori - uniti sotto le bandiere del Movimento Pastori Sardi, associazione in aperta polemica con Coldiretti - ha bloccato l'accesso all'aeroporto Fertilia, creando non pochi guai ai passeggeri. I viaggiatori sono stati costretti a percorrere alcuni chilometri a piedi per poter partire. Molti hanno perso il volo e le successive coincidenze internazionali. «Ci dispiace per tutti coloro che si sono visti privare della libertà di muoversi», dice Felice Floris, leader di Mps (Movimento dei pastori sardi). Floris annuncia anche un blitz in Costa Smeralda, davanti a villa Certosa, residenza di Silvio Berlusconi, prima del 15 settembre, data fissata per la grande manifestazione di Cagliari. E a proposito del capoluogo, qualche disagio si è registrato ieri anche a Cagliari. Un centinaio di trattori degli agricoltori di Coldiretti ha raggiunto il centro città da una strada laterale, rallentando il traffico degli automobilisti.
Il Codacons, da parte sua, chiede al ministro dell'Economia Giulio Tremonti di applicare la normativa del 2005 sul cosiddetto prezzo anomalo, in grado di punire le speculazioni tra un passaggio e l'altro della filiera.
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