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Economia Aziende

Tariffe postali ancora in stand by

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Questo articolo è stato pubblicato il 06 settembre 2010 alle ore 08:01.


Il no profit resta in attesa, con qualche preoccupazione, del decreto che sancirà la riduzione delle tariffe postali. Un provvedimento ritenuto necessario, dopo che era venuta meno la possibilità – concessa per molti anni alle organizzazioni del Terzo settore – di utilizzare tariffe agevolate per ridurre i costi di invio delle informazioni ai propri sostenitori.
I vecchi criteri
Il Dl 353/03 – che ereditava l'agevolazione da una norma analoga – prevedeva un costo di mailing particolarmente basso per gli enti non profit, a condizione che il materiale inviato rispondesse a determinate caratteristiche e che fosse del tutto privo di pubblicità commerciale. A fianco delle agevolazioni al Terzo settore se ne prevedevano altre, in particolare rivolte al comparto dell'editoria.
Poste italiane, a fronte dell'applicazione di queste tariffe, riceveva periodicamente un rimborso dallo Stato. Per il 2009 la società ha riportato in bilancio un ricavo di oltre 242 milioni di euro quale "integrazione tariffaria editoria", somme spettanti a titolo di rimborso delle riduzioni praticate agli editori e al settore no profit. La Spa postale, peraltro, nel bilancio 2009 riporta anche che «l'importo delle agevolazioni che la società ha concesso, non trova copertura nel bilancio dell'amministrazione debitrice», la Presidenza del consiglio dei ministri - Dipartimento per l'informazione e l'editoria.
Nel mese di marzo di quest'anno, un intenso carteggio tra la Presidenza del consiglio dei ministri, Poste italiane e il ministero dell'Economia palesava un superamento non più sostenibile dei costi, in misura di oltre il 10% in più del volume totale delle agevolazioni tariffarie massime previste.
L'eliminazione dei vantaggi
In mancanza di risorse pubbliche, il governo è intervenuto subito e, con decreto del ministero dello Sviluppo economico in concerto con il ministero dell'Economia, il 30 marzo 2010 ha deliberato di eliminare le tariffe postali agevolate dal 1° aprile. Perciò il no profit (oltre agli altri operatori dell'informazione) è rimasto improvvisamente orfano di una misura che agevoli la propria comunicazione sociale, vedendo aumentati di oltre il 500% i costi di spedizione.

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Tags Correlati: Ministero dello sviluppo economico | Poste | Società per Azioni |

 

La previsione di legge
A fronte della protesta delle organizzazioni, la legge 73/2010 ha previsto la reintroduzione di tariffe postali agevolate a favore di una categoria più ridotta di enti non profit, disponendo una copertura di 30 milioni di euro fino alla fine dell'anno.
Nella legge si stabiliva che le nuove tariffe non avrebbero dovuto superare il 50% di quella ordinaria e che sarebbero state introdotte da un nuovo decreto del ministero dello Sviluppo economico di concerto con quello dell'Economia. Le organizzazioni hanno aspettato il provvedimento per il periodo estivo, senza però vederlo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
Misura tampone
L'eventuale reintroduzione di tariffe agevolate attraverso il decreto tanto atteso avrà comunque vita breve, in quanto la disposizione di cui alla legge 73/20110 assegna i fondi di copertura della misura per il solo anno in corso.
Di qui l'esigenza – manifestata dalle organizzazioni del Terzo settore – di trovare una soluzione definitiva per la copertura delle tariffe postali agevolate al non profit, altrimenti risultano a rischio tanto la comunicazione dei risultati conseguiti dalle organizzazioni del terzo settore quanto la ricerca di nuovi fondi per il perseguimento delle loro cause sociali.
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