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Economia Aziende

Addio a Sarfatti, industriale e politico

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Questo articolo è stato pubblicato il 11 settembre 2010 alle ore 08:01.

«C'era in lui una forte spinta al cambiamento. E all'essere attivo per il cambiamento. Spesso era impaziente di fronte alla lentezza di un paese che sembrava assecondare un lento scorrere del tempo, più che prendere di petto la nuova realtà». All'inizio degli anni 60, Riccardo Sarfatti, scomparso ieri a 71 anni in un incidente stradale vicino Como, è stato partecipe insieme a Cesare Stevan, oggi prorettore del Politecnico di Milano, di un'azione e di un progetto culturale prima che politico di rinnovamento degli studi della facoltà di architettura che «aveva ai nostri occhi dei ritardi rispetto a due problemi fondamentali: la ricerca in architettura e una formazione dell'architetto che tenesse conto della nuova realtà – dice Stevan –. Erano emerse nuove esigenze sociali e culturali che bisognava soddisfare accompagnando meglio la fase del boom dello sviluppo economico del paese». Un progetto che ebbe successo perché Sarfatti era una persona che non si fermava alle parole, come ha poi dimostrato nella sua avventura imprenditoriale e in Confindustria, come presidente di Assoluce e vice-presidente di Federlegno Arredo.
Prima studente, poi docente al Politecnico Sarfatti è stato un brillante animatore del dibattito culturale lombardo e un acuto lettore dei fenomeni di carattere urbanistico e del passaggio dalla città-fabbrica connotata dai tempi e dai ritmi della produzione a quella che si stava delineando come la nuova città, con tutte le successive declinazioni con cui è stata chiamata metropoli contemporanea. In questo passaggio, Sarfatti non ha voluto limitarsi a fare il testimonial, ma l'attore in prima persona. Una volontà che lo ha portato a confrontarsi con la realtà del progetto e della produzione nel campo di un design molto avanzato, quello della luce, sulla scia dell'esperienza del padre, Gino Sarfatti, fondatore di Arteluce. Fu così che alla fine degli anni 70 nacque Luceplan, in collaborazione con Paolo Rizzatto e Sandra Severi che diverrà sua moglie e da cui avrà tre figli. L'esperienza imprenditoriale segnò l'uscita di Sarfatti dall'Università che arrivò dopo molti anni di insegnamento al Politecnico di Milano e poi a Venezia, e l'inizio di un confronto forte con il mercato e anche con la sua storia familiare.

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Tags Correlati: Arteluce | Assoluce | Cesare Stevan | Confindustria | Federlegno Arredo | Gino Sarfatti | Paolo Rizzatto | PD | Politecnico Sarfatti | Politica | Riccardo Sarfatti | Roberto Formigoni | Sandra Severi

 

Professore, designer, imprenditore. Ma anche politico, tra i padri fondatori del Pd lombardo, «con molta coerenza però – ci tiene a ricordare Stevan –. Per molti anni abbiamo fatto politica cercando di farla correttamente in una dimensione peculiare ai nostri ruoli, quella della polis. Poi Riccardo si è molto generosamente offerto alla battaglia con Roberto Formigoni nelle elezioni del 2005», rientrando dopo la sconfitta elettorale nei ranghi della sua passione politica che ha sempre esercitato con particolare rispetto verso la stampa. Ieri dalla politica è arrivato un cordoglio unanime.
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