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Questo articolo è stato pubblicato il 24 marzo 2011 alle ore 06:40.

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La Sogin, la società delle dismissioni atomiche, stoppa gli appalti in corso. E ne riavvia di nuovi. Nei giorni scorsi sono state annullate le gare per la costruzione dell'impianto Cemex di cementificazione delle scorie a Saluggia (Vercelli), per il quale era in corsa l'Ansaldo; per lavori di ingegneria; per la centrale nucleare in dismissione del Garigliano (Sessa Aurunca, Caserta), quella che la settimana scorsa è stata assediata da una piena furiosa del fiume Garigliano.
Nel frattempo la società nucleare guidata da Giuseppe Nucci sta lanciando un nuovo bando di gara. Oggi la Sogin annuncia una gara per l'impianto Cemex di cementificazione delle scorie liquide a Saluggia. Base per l'asta al ribasso: 135,2 milioni. Vista la complessità dell'impianto, è breve il tempo per presentare l'offerta: il 6 maggio, un mese e mezzo.
Il progetto iniziale per la Cemex, del valore di 145 milioni, era stato annullato per «autotutela» poiché nella documentazione amministrativa sarebbero emersi elementi che avrebbero pregiudicato il corretto e celere espletamento dell'iter per l'aggiudicazione dei lavori.
Era prevista a fianco del parco serbatoi dell'Eurex la costruzione di un edificio di cemento armato di tre piani, lungo 38 metri e largo 18, nel quale trattare 230 metri cubi di scorie radioattive a media e bassa attività. Il sindaco di Saluggia, Marco Pasteris, nei giorni scorsi aveva detto che non avrebbe concesso i permessi ai lavori (oggi il terreno non è edificabile) se prima non si farà una strada tangenziale per evitare al centro abitanto il viavai dei camion.
Nel caso della centrale del Garigliano, la Sogin ancora in autotutela ha annullato la gara indetta un anno fa per lo smantellamento del vecchio impianto di trattamento delle scorie radioattive liquide e per la costruzione di un impianto nuovo. Ancora «per autotutela» è stata annullata una gara bandita l'estate scorsa per «servizi di ingegneria relativi alla progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva».
Nel frattempo la società milanese di ingegneria Techint ha ottenuto la commessa per progettare un impianto di trattamento dei rifiuti radioattivi liquidi generati dalla bonifica della base navale russa di Andreeva, un fiordo nel mare Artico al confine con la Norvegia. Il contratto è stato acquisito da Ansaldo Nucleare di cui Techint E&C è "nominated subcontractor". Ansaldo Nucleare si occuperà dei progetti dell'impianto di trattamento rifiuti solidi e del deposito temporaneo per lo stoccaggio dei manufatti finali con i rifiuti radioattivi condizionati. Per le attività di progettazione sono stati stanziati 14 milioni di euro, di cui oltre 4 milioni sono di competenza Techint.
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