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Questo articolo è stato pubblicato il 02 settembre 2011 alle ore 09:00.

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"Sono tutti schiavi del debito pubblico, mentre l'attenzione andrebbe rivolta allo sviluppo. Anche perché senza sviluppo non si riesce a tagliare neppure il debito pubblico". Guido Rossi, raffinato giurista e professore, ben conosciuto per lo spirito critico che esercita senza reticenze, punta il dito sul grande nemico: "Il capitalismo finanziario che, nonostante i guai provocati, resta vincente sull'economia reale."

Di chi sono le responsabilità?
La politica, in tutto il mondo, sta dimostrando assoluta debolezza. è tutta una corsa a continui rappezzi, senza fare l'unica scelta che andrebbe fatta: denunciare e opporsi a un sistema sbagliato. La mancanza di leadership della politica è sconcertante e lascia mano libera alla finanza speculativa, sempre più aggressiva. Tanto che oggi si è spinta a giocare con il debito pubblico degli Stati, diventando strumento per colpire di volta in volta i singoli Paesi. Il paradosso è che, alla fine, è arrivata a colpire gli Stati Uniti, da dove partono quelli che controllano la speculazione, dagli hedge fund alle principali banche d'affari.

Come giudica la reazione del presidente americano Barack Obama?
Ho trovato singolare quanto accaduto durante l'estate. Obama è stato eletto perché voleva incidere sul modello di società, aveva orizzonti ambiziosi su sanità, ricerca, educazione. Mi ha impressionato vederlo costretto a discutere sulla tripla A che Standard and Poor's ha tolto agli Stati Uniti. Franklin Delano Roosevelt l'avrebbe mai fatto? Così la Germania va avanti perché i suoi ingegneri producono automobili d'avanguardia, mentre in America il protagonista diventa Sergio Marchionne.

Il risultato è che le agenzie di rating dettano legge...
Sono la massima espressione dei conflitti d'interesse, il lato peggiore e più oscuro del capitalismo finanziario. Il loro giudizio determina il valore dei titoli del debito pubblico e delle società quotate, da cui vengono retribuite. In più hanno come azionisti finanzieri e fondi in prima fila nelle speculazioni. Il sistema è opaco e opera senza alcun controllo. La verità è che si muovono di sponda con la speculazione. Il bello è che tutti le prendono sul serio.

Contro la crisi il finanziere Warren Buffett chiede più tasse per i ricchi. Lei è d'accordo?
Il problema è diverso: non dovrebbe essere consentito accumulare ricchezze così elevate. Trovo sconcertante, per esempio, che Buffett sia azionista di una agenzia di rating e, contemporaneamente, possa speculare su monete e titoli di Stato. In più mi infastidisce la versione moderna delle beneficienza di stampo cattolico, il predicare la carità per salvarsi l'anima.

Quali sono le scelte da fare?
Servono più incentivi alla crescita e meno politica monetaria. Attualmente governano le banche centrali, la Federal reserve, la Bce, Bankitalia, che finiscono per considerare solo l'emergenza del debito pubblico, la politica monetaria. Ho stampata in mente la battuta di Enrico Cuccia, che diceva: "Alle banche centrali importa solo l'inflazione, non gliene frega niente della disoccupazione e dello sviluppo." L'errore va corretto.

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