Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 24 settembre 2011 alle ore 08:15.

My24


Valsoia si aggiudica le marmellate e le passate di Santa Rosa consegnando ad Unilever un assegno di 25,26 milioni. E piegando la resistenza di alcuni fondi di private equity e forse anche del big campano delle conserve La Doria.
Con l'accordo firmato ieri Valsoia (si veda l'anticipazione del Sole 24 Ore del 4 settembre scorso) s'impegna a rilevare entro il 30 settembre il 100% di J&T Italia che custodisce il marchio Santa Rosa e Pomodorissimo. Acquista gli impianti di produzione e s'impegna per un triennio a continuare la produzione nello stabilimento Unilever di Sanguinetto; in seguito si rinegozierà un nuovo accordo. Il deal, che ha riportato in Italia un marchio glorioso dell'alimentare, è stato realizzato con la consulenza di Tamburi I. Partners e il supporto finanziario di Bnl.
Nella scuderia Unilever il ramo d'azienda Santa Rosa nel 2010 ha fatturato 48,9 milioni, con un margine commerciale di 5,9 milioni e un Mol stimabile intorno a tre. Santa Rosa è stata quindi valutata 8,5 volte il Mol, più o meno i multipli correnti dell'alimentare.
«Abbiamo sempre dichiarato – osserva Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente e azionista di maggioranza di Valsoia – di puntare su marchi leader con forte presenza nella grande distribuzione. La nostra strategia è di costruire un polo salutistico partendo da Valsoia e introducendo confetture e pomodoro che sono prodotti della dieta mediterranea. Poi per rendere un po' più salutiste le marmellate aggiungeremo meno zucchero e più frutta mentre per le conserve di pomodoro, abbiamo il marchio Pomodorissimo, punteremo sulle qualità degli antiossidanti».
La fiducia nel maxi polo salutistico ha fatto superare i dubbi di una congiuntura sfavorevole? «Sono un imprenditore – risponde Sassoli de Bianchi – e vivo di dubbi, ma poi mi assumo dei rischi. Come quando abbiamo deciso di creare dal nulla il mercato dei cibi alla soia. Oggi Santa Rosa ha una ponderata del 90% è cioè presente pressoché in tutta la grande distribuzione: e questo è un vantaggio».
Con Santa Rosa il gruppo bolognese sfonderà la soglia dei 100 milioni di fatturato, di cui una sessantina realizzati quest'anno da Valsoia. Il deal non dovrebbe avere conseguenze sull'equilibrio finanziario: allo scorso 30 giugno Valsoia aveva una liquidità di 7 milioni. Complessivamente il nuovo gruppo dovrebbe realizzare un Mol intorno ai dieci milioni che dovrebbe consentire nell'arco di un quadriennio di digerire la preda.
Valsoia nasce nel 1990 con il progetto di sfruttare le proprietà nutrizionali della soia per offrire una risposta dietetico-alimentare alla crescente domanda di salute e benessere. La società bolognese offre bevande vegetali, gelati, dessert, olio e vari altri prodotti. Recentemente ha stretto un accordo con un consorzio che le consente di commercializzare gelati e yogurt bio a marchio Almaverde Bio, che identifica vari prodotti da agricoltura biologica venduti nel circuito della grande distribuzione. «Venti milioni di italiani – conclude Sassoli de Bianchi – sostengono di essere a dieta e di scegliere prodotti salutistici, ma questo mercato fattura appena 600 milioni, l'1,5% del totale. Nel nostro Paese le potenzialità di sviluppo sono enormi nonostante la stagnazione dei consumi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L'ANTICIPAZIONE

Il polo alimentare
Lo scorso 4 settembre Lorenzo Sassoli de Bianchi anticipava al "Sole 24 Ore" l'offerta per Santa Rosa

Shopping24

Dai nostri archivi