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Questo articolo è stato pubblicato il 29 settembre 2011 alle ore 06:41.

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ROMA
Tecnologia e innovazione. La nuova presidenza dell'Anie, affidata a Claudio Andrea Gemme, amministratore delegato di Ansaldo Sistemi Industriali, riparte dai "fondamentali" dell'industria dell'elettronica e dell'elettrotecnica. Gemme delinea i punti chiave del programma dei prossimi anni con una convinzione: «Non dobbiamo dimenticare le nostre radici industriali e il valore – tecnologico, economico e innovativo – di cui i nostri settori sono portatori». Se queste sono le premesse, le priorità da mettere in campo sono tante. Gemme preannuncia un impegno forte sul tema della legalità, consapevole della rilevanza che il tema sta assumendo anche alla luce delle ultime inchieste (da Bari a Monza) che stanno coinvolgendo anche le imprese. «Prima infrastruttura dello sviluppo» la definisce Gemme. «Le infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia gettano discredito su tutto il sistema delle imprese e ne limitano le potenzialità». «Penso – aggiunge Gemme – ai danni arrecati nella percezione dell'opinione pubblica dai casi avvenuti nel mercato delle energie rinnovabili, e non solo». Pieno accordo comunque – aggiunge – con la linea di Confindustria nazionale per un impegno a tutto campo su legalità e sicurezza: «Le imprese sono consapevoli dei vantaggi, anche economici, che derivano da questo tipo di battaglia». Risponde a questa logica anche la nomina di un consigliere delegato per il Mezzogiorno (Vincenzo De Martino).
Il cambio della guardia all'Anie (Gemme subentra a Guidalberto Guidi) coincide con uno dei passaggi economici più complicati degli ultimi anni. Il governo prepara un decreto crescita e Gemme ha le idee chiare sul punto: dare ossigeno alle imprese riducendo il cuneo fiscale, restituire centralità al manifatturiero, spingere sull'efficienza energetica, dare all'industria italiana un respiro europeo e una capacità di contare sempre di più a Bruxelles (Anie avrà anche un vicepresidente per l'Europa: Giuliano Monizza). «Di certo – spiega Gemme – i prossimi mesi saranno impegnativi per riagganciare la ripresa. Il primo trimestre 2011 ci ha dato buoni segnali perché le aziende hanno rimpinguato i magazzini dopo la riduzione delle scorte del 2010. Ma il bilancio dei primi 6-7 mesi lascia meno ottimismo, chiuderemo l'anno con una crescita limitata al 2-3%». Per risollevarsi, secondo il neo presidente di Anie, occorre anche più "coraggio" nelle scelte del governo, ad esempio garantendo l'indipendenza della componente tecnologica nel rapporto con la committenza nelle grandi opere pubbliche e private: «I settori della nostra federazione dovranno diventare protagonisti della contrattazione nei grandi interventi infrastrutturali».
Un posto in prima fila tra i prossimi impegni, inoltre, sarà riservato alla valorizzazione delle filiere, al supporto al territorio, all'internazionalizzazione – «sfruttando la razionalizzazione che si impone con l'abolizione dell'Ice» – e «a un sistema formativo più efficace per garantire alle imprese figure professionali qualificate».
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