Il Sole 24 Ore
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Expo 2015, assegnata alla Cmc la prima gara

Marco Morino



MILANO
Il primo appalto per l'Expo 2015, relativo alla pulizia e allo sgombero dell'area (rimozione delle interferenze), è stato assegnato, con un ribasso del 42,83% sulla base d'asta, alla Cooperativa muratori e cementisti (Cmc) di Ravenna. Cmc si è aggiudicata la gara con un'offerta di 58,5 milioni rispetto a un valore iniziale di 90 milioni. A questa cifra vanno sommati 6,8 milioni di oneri per la sicurezza, che portano il totale dei lavori affidati a quota 65 milioni. Cmc si era classificata al primo posto nella graduatoria provvisoria stilata un mese fa e ha ottenuto l'appalto al termine delle verifiche che hanno riguardato le prime cinque offerte sul totale delle 25 pervenute.
I lavori sono il primo passo per l'avvio della realizzazione del sito che ospiterà l'Expo: scatteranno a giorni e si prolungheranno per l'intero 2012. Soddisfatto Giuseppe Sala, amministratore delegato di Milano Expo 2015 Spa, che ha mantenuto la promessa di aprire i cantieri nel futuro sito espositivo in concomitanza con la presenza a Milano – il 25, 26 e 27 ottobre prossimi – dei delegati di tutti i Paesi presenti nel 2015 all'Esposizione universale. All'international participants meeting, in programma tra Milano e Cernobbio, si parlerà di regole di partecipazione e di come declinare il tema proposto (nutrire il pianeta, energia per la vita).
Si è molto discusso, in queste settimane che hanno preceduto l'assegnazione, sui ribassi del primo appalto Expo. La gara è stata aggiudicata secondo il criterio del massimo ribasso (oneri per la sicurezza esclusi) e quello proposto dalla Cmc è stato pari al 42,8% – in linea peraltro con i ribassi proposti dai principali concorrenti, tutti compresi tra il 38,9 e il 42 per cento. Sala, interpellato telefonicamente dal Sole 24 Ore, taglia corto: «Se tornassi indietro rifarei la gara al massimo ribasso, senza ripensamenti né pentimenti, per due ragioni. Primo: la gara per la rimozione delle interferenze è una gara semplice, che non presenta complessità architettoniche e ingegneristiche; si tratta di sgomberare l'area e predisporla per i futuri e ben più complessi interventi, a partire dalla piastra tecnologica». Secondo motivo: la necessità di fare in fretta. «Abbiamo l'obbligo di avviare i lavori al più presto – dice Sala – altrimenti si blocca tutto. Il massimo ribasso ci ha consentito di risparmiare tempo. Infatti questa procedura è limitata alla prima gara è già dalla prossima, dove il contenuto qualitativo è di gran lunga superiore, non è previsto il ricorso al massimo ribasso. La seconda – prosegue Sala – sarà una gara complessa sul piano ingegneristico e architettonico, del valore di circa 300 milioni e si farà ricorso al meccanismo dell'appalto integrato».
La gara per la piastra tecnologica, che verrà lanciata a fine novembre con aggiudicazione ad aprile 2012, servirà a infrastrutturare l'area e a dotarla di tutti i servizi necessari a ospitare la fase successiva, quella cioè delle realizzazioni immobiliari vere e proprie.
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